mercoledì 30 maggio 2012

Specchiarsi negli occhi degli altri

Claretta dal Ri e Piero Taiti ad un Convegno del Dialogo a Castelgandolfo

Per dialogare occorre una conversione che consiste nel gettare uno sguardo amorevole sugli altri.

Dialogare è specchiarsi, non metaforicamente, negli occhi degli altri.

Più che di nuove definizioni del dialogo, diventa urgente che ci siano spazi concreti in cui esso possa praticarsi e, ancora di più, nei quali possiamo allenarci. In questo modo saremo capaci non soltanto di cogliere come dialogano gli altri, ma di mettere in pratica le capacità comunicative di ciascuno, in un clima di rispetto reciproco.

Soltanto se pratichiamo il dialogo in maniera frequente e sistematica – soprattutto con quelle persone che la pensano molto diversamente da noi – possiamo allenarci per fare della comunicazione uno spazio di crescita ed arricchimento mutuo, e per fare dei conflitti non un problema, ma un opportunità per trasformare la realtà sociale…In tal modo il dialogo non cancella le identità, e costruisce un’identità collettiva…condizione per la costruzione della fraternità universale, della riunificazione della famiglia umana.

Dolors Dinarès

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