venerdì 22 marzo 2013

A primavera, un mondo rinnovato

"Primavera" di Luigi Nappa


Con l'arrivo della primavera, sembrò che  il mondo che ci circondava si fosse rinnovato e fosse divenuto più vasto. Il bosco diventò più fitto e più profondo; migliaia e migliaia di foglioline nuove nascosero i panorami consueti; l'erba crebbe alta e tenera nei prati, come il pelo sulla schiena di un gatto. Tutto dovette essere esplorato ancora una volta, perché all'improvviso tutto era stato creato di nuovo.

Elizabeth Enright

Da Elizabeth Enright, Lo sbaglio del quarto piano, Salani


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giovedì 21 marzo 2013

"UN PERIODO BUIO PER I GIOVANI" di Arturo Paoli

Arturo Paoli festeggia i 100 anni

Ho fatto l’educatore in vari momenti e in contesti diversi, ma un periodo buio come ora, per i giovani, non l’ho mai trovato. Manca l’affetto nei loro confronti e provo sofferenza nel constatare il momento difficilissimo che stanno attraversando. Non hanno obiettivi, certezze per il futuro, non si sentono amati e compensano questo vuoto con tanti surrogati, che poi falliscono. Nelle relazioni di coppia è diventato tutto più difficile: quanto è più facile intrecciare avventure sentimentali, tanto sono lontani il dialogo e l’intesa profonda, intima, del vero rapporto d’amore. Anche nella vita politica i giovani non vengono amati: sono pedine che disturbano il futuro, al massimo destano preoccupazione. Non si pensa a loro come orizzonte prossimo, non sono preparati a governarci: chi è arroccato al potere pensa solo al denaro e non alla costruzione del futuro.
Voglio infondere speranza, vedo giovani e gruppi sensibili e profondi. Vorrei che sentissero la mia passione per loro, perché ora, con le mie forze, di più non posso fare. A loro dico: abbiamo bisogno di voi, avete in mano il futuro; la politica risorgerà, voi impegnatevi, occupatevi della vostra patria, della vostra comunità umana. Datevi un progetto e una speranza. E siate audaci, senza guardarvi indietro. 

Arturo Paoli
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sabato 16 marzo 2013

"Italiani e Stranieri" di Don Lorenzo Milani

Don Lotrenzo Milani con un alunno della Scuola di Barbiana



SE VOI AVETE IL DIRITTO
DI DIVIDERE IL MONDO
IN ITALIANI E STRANIERI,
ALLORA VI DIRO' CHE
IO RECLAMO IL DIRITTO
DI DIVIDERE IL MONDO
IN DISEREDATI ED OPPRESSI DA UN LATO,
PRIVILEGIATI ED OPPRESSORI DALL'ALTRO.
GLI UNI SONO LA MIA PATRIA,
GLI ALTRI I MIEI STRANIERI.


don Lorenzo Milani

giovedì 14 marzo 2013

"Il dubbio e l'ombra" di Julien Green


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"Il Credente è seguito dal dubbio come ogni uomo è seguito dalla sua ombra. Sa che l'ombra è lì e che di per sé essa non è niente, ma scompare soltanto con colui che ha seguito fino alla morte." 
                                                                                                                           Julien Green 
da Julien Green, L'espatriato, Mursia, 1992

martedì 12 marzo 2013

Deputati e Senatori scelti dal popolo



In disprezzo di tale volontà popolare fu ideata l’attuale  legge elettorale N. 270 del 21 dicembre 2005, una mascalzonata di cui erano coscienti per primi i suoi autori, che ha, tra i suoi effetti principali, quello di mettere nelle mani dei capi dei partiti italiani il potere di scegliere la composizione delle camere, in palese violazione dei diritti civili e politici dei cittadini e svilendo in tal modo la figura del parlamentare.
Da allora si può diventare deputati e senatori non più per scelta del popolo, ma per cooptazione dall’alto. E’ evidente che in questo modo, l’ingresso in Parlamento può venire determinato non tanto dalla capacità personale e politica, né dal consenso, ma dall’atteggiamento opportunista e servile nei confronti di un gruppo di potere. Questo spiega la facile disponibilità, che abbiamo constatato in una parte dei parlamentari, a cambiare casacca in presenza di un vantaggio personale. ..L’impressione è che una grande parte del ceto politico continui ad avere come principale preoccupazione quella di sopravvivere, e cerchi la maniera di auto traghettarsi  nelle prossime legislature, di guadagnare tempo: non per il paese, ma per sé.

Antonio Maria Baggio

Da Antonio Maria Baggio, Le due Italie. Verso leelezioni politiche, Nuova Umanità, 204, Novembre dicembre 2012

domenica 10 marzo 2013

"Non potrà esserci pace senza giustizia"


Guttuso, Pescatori a riposo, 1950


Penso che ognuno di noi debba compiere uno sforzo e ragionare spostando l’orizzonte oltre la cultura del dare che è una cultura oramai insufficiente. Nell’atto del dono, comunque sia esso inteso, vi è implicita l’esistenza e la colpevole accettazione di una condizione di bisogno. Mi chiedo se Paolo VI quando lanciò il monito: Non potrà esserci pace senza giustizia sociale, abbia pensato che questa si sarebbe potuta realizzare con un semplice gesto di donazione, concessione o atto caritatevole? Io penso di no. Il concetto di giustizia sociale implica un’equa e dignitosa distribuzione delle risorse esistenti. Bisogna entrare nella logica che nessuno può rivendicare il superfluo quando altri non hanno il necessario. Nessun uomo potrà essere felice nell’invocare la carità, e vivere delle donazioni altrui. Molti, se costretti a tale misera condizione, sono ovviamente portati a difendere la propria dignità lottando, anche fino alle estreme conseguenze. Ispirati anche dalle parole del Papa non possiamo che porci come obiettivo primario, prima ancora della fratellanza e dell’amore verso l’altro, la giustizia sociale…Qual è il miglior dono che si possa fare a chi è in condizione di bisogno? Dargli un piatto di minestra? Regalargli un cappotto? Sì, bei gesti questi. Io penso però che il miglior dono possibile sarebbe quello di lottare con lui per sottrarlo definitivamente all’indigenza. Prendere coscienza che una diversa politica economica potrebbe risolvere questa piaga dell’umanità, sarebbe già un bel passo, in quanto condizionerebbe i nostri comportamenti.

Tito Labate
da Atti del corso di approfondimento per "amici del dialogo" Castelgandolfo 27 febbraio 2009

venerdì 8 marzo 2013

Il Cortile dei Gentili: confronto e non scontro





Gianfranco Ravasi

da Antonio Sciortino, Il cardinale che predica al Papa , Famiglia Cristiana 17 febbraio 2013

martedì 5 marzo 2013

Calciatori a peso d'oro





In un Italia che tira la cinghia, si comprano calciatori a peso d’oro, venti milioni di euro e altro. Come pure ci si svena di fronte al divismo pagando attori bravi e popolari con cifre da capogiro. E questo nel momento in cui l’Istat riporta le allarmanti cifre della crescita della disoccupazione, con migliaia di operai che vanno in cassa integrazione.
Un società siffatta non è sana, come non è sana la forte e scandalosa differenza tra gli stipendi. C’è chi guadagna  20 mila euro al mese e chi arriva a stento a mille euro. Chi va in pensione con 25 mila euro all’anno come gli insegnanti e chi riceve cifre dieci volte tanto.
Tutti i lavori sono importanti compreso quello che riguarda l’istruzione. Non credo che il lavoro di un insegnante di scuola materna sia meno importante di quello di un dirigente pubblico. E invece nella nostra società l’insegnamento viene spesso considerato infimo lavoro di ripiego.
Non vogliamo limitare la libertà di nessuno, ma la libertà senza la fraternità è vana. Ed è proprio la fraternità che ci impone una riflessione seria su queste differenze ingiuste che schiacciano  le persone, dividono e feriscono la compagine sociale.