giovedì 31 ottobre 2013

La fatica di un bambino


Ricordo la fatica di un bambino ad allacciarsi le scarpe, che puntualmente si scioglievano: mi colpì che il genitore non intervenisse ma, sorridendo, aspettasse con pazienza. Infine il sorriso radiose quando finalmente ce l’aveva fatta “da solo”: con gli occhi che gli brillavano corse a dare la mano al papà e continuarono la passeggiata.
Quel bimbo aveva ricevuto due messaggi: ce l’ho fatta da solo, posso avere fiducia in me.
Ma vi è un altro messaggio meno esplicito, che gli rimarrà nel cuore: mio padre aveva fiducia che ce l’avrei fatta! E se lui , che ai miei occhi è un gigante, ha fiducia in me, io posso averla in me stesso.
Questa certezza, insieme al “calore della mano” che l’aspettava per continuare la passeggiata, lo accompagneranno.


Raffaele Arigliani

da Raffaele Arigliani, L'adolescente e il gruppo, Città Nuova, n.8 2007

La nostra vita è in pericolo?

Francesco Gesualdi


Oggi stiamo pagando il presso dell'eccesso. Troppa produzione ha provocato inquinamento ingestibile. Troppi consumi hanno provocato rifiuti incontrollabili. Troppo lavoro ha provocatop stress insostenibile. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ci stiamo ammalando di cancro, generiamo figli malformati, stiamo cedendo alla follia, le nostre riserve di acqua si stanno esaurendo. Il nostro futuro è a rischio, e se vogliamo salvarci dobbiamo trovare un rimedio. Fondamentalmente dobbiamo ritrovare il senso della misura. Dobbiamo smettere di vivere per consumare e tornare a consumare per vivere."
Francesco Gesualdi

da Il mercante d'acqua, Feltrinelli Editore

martedì 29 ottobre 2013

"Arte, vita e sacro" di Mina Gregori


Mina Gregori, storica d’arte e Professoressa emerita presso l’Università di Firenze. E’ una delle massime esperte mondiali del  Caravaggio. 

Come è nata la sua passione per l’arte?
Un fatto familiare. Mio nonno si occupava del distacco degli affreschi …A mia madre devo la passione per le cose antiche. Da bambina mi piacevano le cose vecchie e mi facevo regalare oggetti che altrimenti sarebbero stati buttati: vecchie serrature e cornici dismesse. Da mio padre peresi il senso del viaggio e della libertà. Era un antifascista e Cremona negli anni trenta non era proprio la città ideale per viverci.
La considerano la più autorevole studiosa di Caravaggio. Cosa le ha dato o le ha tolto questo artista?
Di solito lavorare sulle leggende è molto rischioso. Ma qualcuno deve pur farlo. A me accadde di “scoprire” in anni giovanili un Caravaggio e questo ha un po’ cambiato la mia vita.
Proprio la parola “vita” entra con qualche decisione nell’arte di Caravaggio.
Con lui il rapporto arte-vita si rinnova. Era un uomo, come si sa, con molti problemi, dotato di un’irrequietezza straordinariamente moderna. La sua arte fu un po’ la sintesi della pittura fiorentina, veneziana e soprattutto lombarda.
Trasformò anche il rapporto con il sacro?
Certamente. I suoi modelli erano figure reali. E questa fu una grande novità.
Non ritiene che il sacro sia definitivamente morto nell’arte odierna?
Non sarei d’accordo sul “definitivamente”. Anche nelle immagini contemporanee, perfino nelle più dissacranti, si nasconde a volte un senso di mistero che provoca tremore. Siamo abituati a immaginare il sacro come un’affastellata congrega di santi o di madonne col bambino. Ma il moderno e il contemporaneo immaginano tutt’altro. Guernica non ha la stessa sacra autenticità di un dipinto del seicento?

Antonio Gnoli

da Antonio Gnoli, Intervista a Mina Gregori, Repubblica


lunedì 28 ottobre 2013

"Annoiarsi o vivere?" di Devis Bonanni



Devis Bonanni

Molte persone agiscono come se dovessero vivere in eterno. Non si curano affatto dei giorni che passano e pensano che domani sarà sempre meglio, come se fossero intente ai preparativi di una festa che, a loro modo di vedere, coronerà il senso di un’intera esistenza. Finiamo così per accumulare beni che godremo nel periodo peggiore della nostra esperienza, quando il nostro corpo sarà solo un lontano ricordo di quel fremito di vita che è stato in gioventù.
Le volte che sono stato costretto a letto dall’influenza ho ripercorso le avventure di questi anni e non c’è stato per me un solo momento di noia, nonostante la malattia.
Così voglio essere un vecchio sonnolento su una poltrona, con il corpo sfinito, con i giorni che gli rimangono sulle dite delle mani, ma sulla cui espressione non ci debbano essere dubbi: quel  vecchio sonnolento sta facendo un sogno bellissimo che è stato la sua vita.

Devis Bonanni

da Devis Bonanni, Pecoranera, Marsilio, Venezia 2012

domenica 27 ottobre 2013

A scuola: mi veniva voglia di mollare tutto!

Per educare occorre essere innanzitutto testimoni: mettere in pratica nel proprio comportamento e nella vita, ciò che si vuole trasmettere. Quando ho iniziato col mio primo incarico di insegnante elementare, mi sono trovata ad operare con dieci colleghe, a tempo pieno, in una scuola di campagna.
L'ambiente era difficile: tra gli insegnanti si era creato un divario netto: due gruppi ostili. La barriera era consistente: divergenze ideologiche, di carattere, di impostazione didattica.
Che fare? Lo spirito di unità, scoperto da poco, mi spingeva a voler far tutto per costruire lì, nel mio pezzetto di umanità, la realtà di un mondo unito. Ma dovevo fare da cuscinetto! Una posizione veramente difficile e faticosa. Ogni giorno era un ascoltare sfoghi, arrabbiature, cercando di smontare pezzo a pezzo il muro...Mi dicevano che ero troppo buona...come a dire: sciocca!
Tante volte mi veniva voglia di mollare tutto e di pensare solo alla mia classe.
Un grande aiuto, nei momenti in cui non vedevo soluzione, mi veniva da un'altra scoperta fatta: l'amore totalitario di Gesù che non si ferma nemmeno quando gli è chiesta la vita...Le cose sembravano non cambiare, ma mi accorgevo che ero molto guardata...Poi con due colleghe, pur avendo idee politiche e religiose diverse, ci trovammo sempre più d'accordo sul piano dell'amore. Iniziò così una collaborazione a livello didattico: impostammo alcune attività di sperimentazione a classi aperte. Creammo gruppi di livello che non tenevano conto dell'età anagrafica, ma di quella mentale. Ciò ci permise di seguire in modo più proficuo gli alunni svantaggiati e di dare a quelli più capaci di aiutare i compagni. Era organizzare la scuola a misura degli alunni, un mettersi a loro reale servizio.
A noi insegnanti questo richiedeva molta più fatica e molto più tempo da dedicare alla programmazione, che non veniva certo riconosciuto e stipendiato, ma portava il nostro essere educatori su un piano più vero...In pratica abbiamo cercato di amare i nostri alunni mettendoci sul loro piano.
Il lavorare così ha cementato tra noi un rapporto profondissimo e altre colleghe si sono lasciate coinvolgere.
In questa nuova realtà creatasi, negli anni che  abbiamo continuato ad operare insieme  sono fiorite tante iniziative che hanno coinvolto il personale non docente e tutta la popolazione.

Morena Mencaroni

da Morena Mencaroni, Impostazione comunitaria in una scuola, Atti del Convegno "Costruire insieme un mondo unito: fatti di solidarietà fra uomini di culture diverse"

venerdì 25 ottobre 2013

Non possiamo vivere di atti eroici

Non possiamo vivere solo di atti eroici, possibili a pochissimi, ma tutti noi possiamo far bene i piccoli atti della vita quotidiana, altrettanto impegnativi. Agli "eroi" dei grandi valori si sostituisce il valore di ogni singolo uomo comune, il valore della vita quotidiana.

Arnaldo Diana

da Arnaldo Diana, Fondamenti di unità fra credenti e non credenti, Atti del Comvegno "Costruire insieme un mondo unito", Castelgandolfo  2-3 maggio 1992

giovedì 24 ottobre 2013

"Il bello è armonia"

Se il contenuto della filosofia è il vero, quello dell'arte è il bello, e il bello è armonia e armonia vuol dire altissima unità.

Chiara Lubich

da "La cittadella di Loppiano" ,  Atti del Convegno, Costruire insieme un mondo unito, castelgandolfo 2-3 maggio 1992

venerdì 18 ottobre 2013

Non guardare il mondo in bianco o in nero

Manuela Dviri - Premio" Fraternità Città di Benevento" 2011

Chiudete gli occhi per un attimo e guardate il mondo non in orizzontale o in verticale, non in bianco o in nero, non dividendolo tra “buoni” e “cattivi”…è troppo facile, questo lo sanno far tutti…Guardatelo per un attimo in trasversale.
Cercate i punti di contatto tra i popoli in conflitto e nutriteli, e curateli e fateli fiorire, perché il futuro verrà da lì. 
E aiutateci, perché noi che crediamo nel dialogo trasversale in luoghi di conflitto non siamo molti, e siamo stanchi.
Con una donna palestinese, Mary Bittar, stiamo creando un fondo di emergenza per curare bambini palestinesi malati di diabete, di tumore, di cuore, reni e delle malattie più varie, come tutti i bambini del mondo.
Nei Territori non è possibile curarli. Dobbiamo, certo, anche ricostruire gli ospedali palestinesi, ma ci vorrà molto tempo. E in Israele è possibile già da oggi.
I medici saranno medici israeliani. Vi dà fastidio l’idea? Pazienza. Dobbiamo pur imparare ad aiutarci l’uno con l’altro.  Noi israeliani abbiamo ottimi medici e ottimi ospedali, e i bambini palestinesi ne devono e possono usufruire.
E’ così che si ricrea il futuro, non piangendo e commiserando e poi contando i numeri dei morti prima da una parte poi dall’altra, e le ragioni dell’uno e le ragioni dell’altro.

Manuela Dviri

Del Comitato Amici Centro Peres per la pace per i bambini palestinesi

da Manuela Dviri, La bambina che ascoltava con gli occhi,Comitato Amici Centro Peres per la pace per i bambini palestinesi. Acqui Terme (AL) 

venerdì 4 ottobre 2013

Sull'Amiata festa dei Nonni e Nipoti



Inizia Giovedì 10 ottobre 2013 la manifestazione della FESTA DEI NONNI con messa a dimora di alberi da parte delle Scuole Primarie di Abbadia San Salvatore alla presenza di un nonno per ogni nipote.
Durante la settimana saranno allestiti Laboratori di antiche tradizioni incollaborazione con il Centro Anziani “L’Incontro” di Abbadia San Salvatore a cui parteciperanno nonni e nipoti.

Sabato 19 ottobre 2013 presso la Sala Macchia Faggeta in Via della Pace, avrà luogo un CONVEGNO NAZIONALE sul tema “Dialogo tra le generazioni – memoria per il futuro” a cui partecipano tra gli altri Ezio Aceti, psicologo ed autore del libro “Nonni oggi..”, Pietro Clemente, antropologo dell’Università di Firenze, Riccardo Bosi autore del libro “Il viaggio nella mente bambina” e giovani scrittori di racconti per nipoti e ragazzi. Alla fine del convegno sarà presentato il progetto europeo “SWEET MOBILITY”.

Domenica 20 ottobre 2013 manifestazione di premiazioni dei vincitori del premio del concorso “Un albero per i nipoti – Festa dei Nonni”. Hanno assicurato al presenza tra i selezionati: Scuola dell’Infanzia Diano D’Alba (CN); CRA Coccinella (Castel San Pietro Terme (BO); Istituto Comprensivo “B. Lorenzi” Fumane (VR); Margherita Bonfante (Rovigo); Rosanna Andreini (Reggio Emilia); Valeria Di Filippo (Ancona); Daniela Piccinetti e Lauro Romani Abbadia S.S. (SI); Sinfonia nell’Uliveto Scuole Arcidosso (GR); Giuseppe Casali (imprenditore Recanati), Luigi Vincenzoni (nipote di Beniamino Gigli - Recanati). Sarà premiata tra gli altri Eli Folonari per i cinquant'anni con Chiara Lubich “Lo spartito scritto in cielo” -  Edizione Città Nuova.

A tutti i premiati del concorso sarà donato un albero dell’Amiata, da mettere a dimora quale messaggio di consegna da una generazione all’altra.