mercoledì 13 maggio 2015

Prove INVALSI: perché NO!

Le prove INVALSI vanno abolite nella scuola dell'obbligo, “una scuola per tutti e a misura di ciascuno”, perché i ragazzi non partono tutti dallo stessolivello. C'è un retroterra che incide molto sul rendimento e per ogni ragazzo l'insegnante individua il percorso partendo dalla sua  reale situazione.

E molto spesso per questi ragazzi i risultati si vedono nel tempo.  Don Milani si scagliò contro una scuola che continuava a premiare i bravi e a rimandare indietro  i ragazzi svantaggiati, deprivati,  e scrisse la famosa "Lettera ad una professoressa" che fu come una bomba nell'istituzione scolastica. Ci fece capire che  gli alunni non andavano comparati  né classificati secondo  indagini statistiche, per altro "a tempo", in quanto il ritmo di apprendimento è qualcosa di personale e va rispettato. Ogni alunno deve sentirsi pienamente accettato per quello che è. 
Anche Don Bosco diceva che l'interesse nel ragazzo nasce da un buon  rapporto con l'insegnante, un rapporto di stima, di comunione e di collaborazione. 
Lasciamo le prove  INVALSI  nei concorsi, nelle prove di competenza, nelle assunzioni di lavoro, ma nella scuola  scendiamo al livello di ogni ragazzo e seppur con fatica cerchiamo di tirar fuori le sue capacità in tutti i campi.

André Stern: Regali di qualità non in quantità

lo scrittore francese André Stern
Papà e mamma non avevano bisogno di ricoprirci di enormi regali per dimostrarci il loro amore. Non eravamo sensibili alla quantità dei giocattoli, bensì alla loro qualità; e, autonomi anche in questo campo, non lasciavamo che il marketing e le ultime invenzioni dei fabbricanti influenzassero i nostri desideri.
Contrariamente a quanto capita ai nostri giorni, Natale o i compleanni non rappresentavano il momento dell’indigestione e delle spese, ma erano un’occasione di raccoglimento e di creatività. I nostri genitori non si sono mai serviti della "lista di Babbo Natale”, riservata a genitori a corto di idee, di disponibilità e di tempo e che, a forza di non frequentare i propri figli, ne ignorano le inclinazioni, le preoccupazioni e i desideri, come pure il modo di sorprenderli. Scoprivamo con incanto ciò che i nostri genitori avevano scelto e preparato, mentre oggigiorno, molti bambini sono delusi di non ricevere tutto ciò che hanno chiesto. Del resto, ed è davvero sintomatico, i bambini moderni dicono: “Mi compri?” e non più “Mi regali?”
Consumare merci di consolazione è costoso. Essere felici, liberi e uniti è molto economico.
André Stern


Da André Stern,  Non sono mai andato a scuola. Storia di un’infanzia felice, Nutrimenti 2014