giovedì 28 aprile 2016

Roberto Andò: Le confessioni

Lambert Wilson  e il regista Roberto Andò mentre si gira Le confessioni
Le confessioni di Roberto Andò, un film di grande bellezza che affronta con geniale fantasia il problema che affligge oggi l’umanità come non mai : la disuguaglianza economica, il soffocamento delle economie deboli a tutto vantaggio delle economie più forti. Tutti gli attori sono bravissimi, perfettamente calati nei loro personaggi trascinano e coinvolgono lo spettatore in maniera intelligente e mai subdola. I dialoghi scuotono, ricostruiscono nell’animo dello spettatore valori e indicano scelte e comportamenti.

A chi ha chiesto ad Andò  se il tema del film è stato influenzato dagli avvenimenti storici, egli  ha così risposto: “Ho cominciato a pensare alla storia quando ancora non si prevedeva  niente di quello che è accaduto in Grecia. Gli eventi sono precipitati al punto che, mentre giravamo, le stesse cose stavano accadendo nella realtà, dando vita ad un cortocircuito micidiale…Siamo partito dall’idea di un visitatore inopportuno che scombina il gioco del potere economico. La domanda che si dovrebbe porre l’economia  oggi è come affrontare  i problemi senza strangolare le identità dei vari paesi e la speranza del futuro.”1

1 - Barbara Corsi, In gran segreto, Vivilcinema n.2 2016

mercoledì 27 aprile 2016

A casa con gli immigrati


Ogni sabato o giorno di festa suonava il campanello e le porte di case si aprivano per accogliere  non un extracomunitario ma Erion, Sonia, Achmed, Badan e la lista potrebbe continuare….Un giorno è arrivato Xin Jun, un ragazzo cinese della mia età  cacciato di cassa dal padre. Lo abbiamo accolto in casa e fui io a lasciare  il mio letto e la mia camera, per andare a dormire in salotto, così lui e mio fratello potevano stare  nella stessa stanza.
Fuori di casa, i miei compagni di scuola o gli amici non vedevano bene questa apertura della mia famiglia e spesso discutevano con me dicendomi che ero un tipo strano. Ma sentivano che dentro di me nasceva un’apertura nuova, una visione diversa delle cose, che spesso loro non capivano.
A Natale la tavola era apparecchiata per 17 persone, 7 noi compresa la nonna, mentre gli altri erano tutti extracomunitari..
Mi ricordo che stavo aiutando in cucina, un po’ svogliatamente, quando mamma mi dice: “Gabriele  fallo per me  come se fosse il mio regalo per il Natale."
Alla fine della giornata sono stato io a ringraziare la mamma perché mi aveva  aiutato a capire che anche quelle persone erano la mia famiglia, i miei fratelli, che non venivano a casa per mangiare o avere dei “vantaggi”, ma per condividere quel calore che avevano lasciato nei loro paesi dove vivevano le loro famiglie.


Gabriele Bresci

da Dialogo su coscienza e povertà . Atti del Convegno, Castelgandolfo

mercoledì 20 aprile 2016

Mario Luzi: "Miracolo a Primavera"

Mario Luzi (1914.2005) nella sua casa a Firenze


Miracolo a primavera

Poi malgré tout è fine febbraio o marzo:
la primavera non c’è ancora,
c’è, trepidante, quella luminosa nebula,
quel fuoco bianco nell’aria,
quella velatura bianca e argento,
tutto ciò che desidera il senso
ci sia
in questa piega dell’anno, tutto,
la prima barca,
il primo verde dei salici,
la prima ruota d’acqua
alla virata dell’armo.
C’è tutto,
tutto incredibilmente.

Mario Luzi