giovedì 22 marzo 2018

Esiste ancora la "maestra"?


Da un po’ di tempo, un tentativo strisciante, sta prendendo piede in alcune scuole elementari: eliminare la figura della “maestra”, ossia di quella persona che prima ancora di essere esperta di lessico, grammatica e matematica, sia innanzitutto un’educatrice, ossia una persona che si prenda cura del bambino in tutti gli aspetti della sua personalità, che cerchi un rapporto col suo mondo interiore e che segua con premura le sue fasi di sviluppo e lo aiuti a venir fuori con  tutte le sue capacità. Sentiamo infatti, con grande preoccupazioni, affermazioni che dicono, prevalentemente, una grande attenzione ai contenuti fin dalla prima elementare, del tipo: “Questa bimba è poco scolarizzata e non apprende sufficientemente”, “Si distrae durante la lezione”, “Ha scarsa concentrazione”, “Non sa relazionarsi con i compagni” e di conseguenza note sul diario da far firmare ai genitori, segnacci rossi sui quaderni, abbondanza di compiti per punizione e tant’altro ancora. Evidentemente l’origine  di questi mali è nel fatto che lo Stato non prevede per ogni insegnate una specifica preparazione psicologica e pedagogica, preparazione indispensabile per una delle professioni più alte ed impegnative, a tutti i livelli, in ogni ordine e grado di scuola.
Riportiamo a riguardo  la significativa  testimonianza che ci è stata inviata dall’amico Ettore Coppola:

“Nel paese dove insegnava, era considerata la maestra più severa della scuola. Come la maggior parte delle maestre, dichiarava sempre di non avere preferenze, ma non era così. In prima fila c‘era una alunna malvestita, poco pulita e piuttosto distratta. La maestra la riprendeva spesso, correggeva con la penna rossa tutti i suoi compiti e li marcava sovente con uno “zero”. 
Un giorno, per caso, le capitò tra le mani il “curriculum” di quell’alunna e con grande stupore, trovò scritto dalla maestra del primo anno: “È una ottima alunna, studia con impegno e dedizione: è un piacere averla vicino!” La maestra del secondo anno aveva scritto: “E’ una eccellente studentessa e si comporta molto bene coi suoi compagni, ma ultimamente appare preoccupata, perché sua madre ha una grave malattia!” Quella del terzo anno scriveva: “La madre dell’alunna è morta, è stato molto duro per lei. Lei cerca di fare molti sforzi, ma la situazione è pesante e difficile. Bisogna trovare il modo di aiutarla! Rimane spesso indietro rispetto ai suoi compagni, e non mostra interesse per lo studio. In classe, spesso si addormenta! Dopo aver letto questo curriculum la maestra ne rimase scioccata per non aver compreso il problema della bambina. Ci rimase molto male per la superficialità e per non aver indagato prima sulle cause. Quando arrivò la fine dell’anno scolastico si sentì ancora più umiliata quando aprì i regali degli alunni. Quello della bambina orfana era avvolto in un vecchio sacchetto e la maestra provò un enorme imbarazzo quando dovette aprirlo di fronte a tutti. Trovò una vecchia bottiglietta di profumo, se ne mise due gocce, e a quel punto gli alunni scoppiarono in una risata generale. Alla fine della giornata, prima di uscire, commossa, la bambina si rivolse alla maestra: “Signorina, oggi profuma come profumava la mia mamma!”
Da quel giorno, la maestra decise di mettere in secondo piano la matematica, la storia e la geografia, e si dedicò a educare i suoi alunni, ponendo particolare attenzione a quelli che presentavano maggiori difficoltà. L’anno dopo, in quinta, la bambina, orfana, fece passi da gigante e divenne una delle alunne migliori. Tre anni dopo, la maestra ricevette una lettera della ex-alunna, in cui le diceva che era stata una grande maestra…”


mercoledì 7 marzo 2018

"La strada per la libertà" di Nelson Mandela



Ci rendiamo conto che non esiste una strada facile per la libertà. Sappiamo bene che nessuno di noi può farcela da solo. Per questo dobbiamo agire insieme, come un popolo unito, per riconciliare il paese, per costruire la nostra nazione, per dare vita a un nuovo mondo.

Che ci sia giustizia per tutti.
Che ci sia pace per tutti.
Che ci sia lavoro, pane, acqua, e sale per tutti.
Che tutti sappiano che il corpo, la mente, e l'animo di ogni uomo sono ora liberi di cercare la propria realizzazione.
Mai e poi mai dovrà accadere che questa splendida terra conosca di nuovo l'oppressione dell'uomo sull'uomo e patisca l'indegnità di essere la vergogna del mondo.
Che il sole non tramonti mai su questa gloriosa conquista dell'umanità.
Che regni la libertà. Dio benedica l'Africa.


Nelson Mandela

dal discorso al processo di Rivonia 20 aprile 1964

lunedì 5 marzo 2018

Dialogo nella libertà

Antonella Ortelli (al centro) e due amiche

In tutti questi anni abbiamo tentato di vivere nella condivisione e pratica di valori e ideali comuni, ideali di giustizia, di uguaglianza e di fraternità e ognuno ovviamente, con visioni e linguaggi differenti.
I nostri incontri, nei diversi gruppi, non sono stati solo uno scambio intellettuale, ma ci siamo confrontati anche sul nostro agire e sulle scelte che quotidianamente operiamo. In un certo senso è stato come se la parola e l'esperienza dell'altro, diverso da me, nel clima di reale ascolto che ogni volta si è creato, siano diventate nutrimento sostanziale per allargare la mia capacità di coscienza.
Questa pratica del dialogo, ci ha aiutato a sviluppare un'attitudine e attenzione alla relazione con l'altro, in cui la coscienza e il rispetto, a volte anche doloroso delle differenze, possono portare a quella dimensione comunitaria in cui si è liberi dalla necessità di attirare a sé l'altro.

Antonella Ortelli

da Antonella Ortelli, Valori Condivisi, Atti del Convegno  "Dialogo su coscienza e povertà" Castelgandolfo 25-27 maggio 2007

venerdì 2 marzo 2018

Il nostro continenete è in declino

Arnaldo Diana
Il nostro continenete è in declino, le sue due forze più vive, cristianesimo e laicità illuministico-liberale, da tre secoli si combattono, fiaccandosi e paralizzandosi a vicenda. E' giunta l'ora del dialogo votato al bene dell'altro, dell'audace costruzione dell'unità fra tutti, di quanti finalemente si guardino con occhi nuovi, occhi di rispetto, stima, dono, amore reciproco.
Il grido urlato da un quinto dell'umanità deprivato e calpestato è una delle occasioni per unirci nel soccorso ed imprimere al mondo un circolo virtuoso dettato da coscienze responsabili.

Arnaldo Diana

da Arnaldo Diana, Percorso del Dialogo, Atti del Convegno Dialogo su coscienza e  povertà: idee e esperienza, Castelgandolfo 25-27 maggio 2007