domenica 29 dicembre 2019

Jorge Luis Borges: Chi sono io?

Jorge Luis Borges (1899-1986)
« Io sono tutti gli scrittori che ho letto, tutte le persone che ho incontrato, tutte le donne che ho amato, tutte le città che ho visitato».
Jorge Luis Borges

venerdì 27 dicembre 2019

OGNUNO HA DEI VALORI DENTRO DI SE'

Claretta Dal Rì (1930-2016)
Noi sappiamo che ognuno ha dei valori dentro, ognuno. Amandoci tra noi, aiutandoci, aiutiamo l'altro a sviluppare questi valori, la parte più bella di sé. Quindi se l'altro migliora nella sua parte più bella, viene fuori una cosa molto speciale, ed io mi trovo arricchita da questo perché cerco di aiutare  l'altro a svilupparsi, e l'altro fa altrettanto con me. Quindi si parte da una coscienza personale, che sempre c'è, e si arriva a questo aiuto reciproco che fa crescere in noi la parte più bella, la coscienza personale e collettiva.

Claretta Dal Rì

da Atti del Convegno sul tema  "Dialogo su coscienza e povertà" promosso dal centro del Dialogo del Movimento dei Focolari il 25-27 maggio 2007

Francesco d'Assisi: Serenità, coraggio e sapienza



Signore, concedimi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare le cose che posso, e la sapienza per comprendere la preziosità della vita condotta ogni giorno con serenità.


 Francesco d'Assisi

giovedì 26 dicembre 2019

Albert Camus: "Oggi la tragedia è collettiva"

Albert Camus (1913-1960)


Oggi sappiamo che non esistono più isole e che le frontiere sono inutili. Sappiamo che in un mondo in continua accelerazione, nel quale l’Atlantico si attraversa in meno di un giorno e Mosca parla con Washington in poche ore, noi siamo costretti a seconda dei casi alla solidarietà o alla complicità. Negli anni Quaranta una cosa l’abbiamo imparata: l’ingiuria fatta a uno studente di Praga colpiva allo stesso modo l’operaio di Clichy e il sangue sparso sulle rive di un fiume dell’Europa centrale  doveva portare un contadino del Texas a versare il proprio sul suolo di quelle Ardenne che avrebbe visto per la prima volta. Non c’era come non c’è una sola sofferenza isolata, una sola tortura in questo mondo che non si ripercuota nella nostra vita di ogni giorno…Oggi la tragedia è collettiva. Sappiamo allora tutti senz’ombra di dubbio, che il nuovo ordine che cerchiamo non può essere solo nazionale e neppure continentale, e soprattutto non può essere occidentale o orientale. Deve essere universale.

Albert Camus


da Albert Camus, Mi rivolto dunque siamo,  Elèuthera 2013


Albert Camus



da Albert Camus, Mi rivolto dunque siamo,  Elèuthera 2013

mercoledì 18 dicembre 2019

Gandhi: Un pianeta migliore

Gandhi (1869-1948)

Moreno Orazi: Un relativismo positivo

Moreno Orazi

Relativismo, una delle parole estremamente ambigue che richiedono una precisa ridefinizione.
Ogni parola ha un suo ambito culturale, un suo ambiente, forse questa parola... dovrà essere oggetto di una particolare attenzione.
La mia concezione del relativismo è questa, non negativa: è un particolare stadio della coscienza che non corrisponde ad un offuscamento, ma a uno sguardo più vigile e più attento. E' un elemento utile per la ricerca della verità, che non è data una volta per tutte, ma che è un valore da raggiungere.
Il relativismo aiuta ad essere vigili, a non cadere in giudizi assoluti, a non assolutizzare il proprio punto di vista, è un o strumento importantissimo nel dialogo.

Moreno Orazi


da Dialogo su coscienza e povertà, Tip. Città Nuova 2007, Roma

lunedì 16 dicembre 2019

La solidarietà come materia scolastica



Proporre la solidarietà come materia scolastica, e precisamente un periodo formativo ed operativo al quarto anno delle scuole superiori, quando gli alunni hanno 17-18 anni, un età matura in cui i giovani sono in grado di lavorare fattivamente alla realizzazione di un progetto per il Sud del mondo.
Abbiamo sperimentato il progetto in 5 scuole toscane ed abbiamo constatato che  lavorando sulla solidarietà, per un anno intero,  si formano cittadini diversi. Gli studenti di Prato sono stati a Fontem in Africa, gli studenti di Firenze in India e in Calabria, quelli di Lucca  in Brasile, 

Claudio Vanni


da Claudio vanni,  Progetto Unicoop "Un cuore si scioglie" Tip. Città Nuova 2007

Riscopriamo il valore della coscienza comunitaria



Uniti da una profonda motivazione interiore viviamo una profonda  esperienza di dialogo che ci fa sentire portatori di un valore fondamentale: la propria coscienza e il rispetto  per la libera coscienza di ognuno, di tutti, anche di quelli che non hanno voce perché emarginati o perché vivono in uno stato di estrema povertà.
Sentiamo così affiorare la coscienza comunitaria e percepiamo che essa, se ancorata ai valori umani condivisi, può preservare  questo valore fondamentale... 
Questa coscienza nasce dall'ascolto e nell'esercizio, anche se a volte doloroso, dell'attenzione e dell'amore verso chi ci è accanto. Perciò fiorisce  e rifiorisce nella pratica del bene, nell'impegno a soccorrere chi ci è accanto o chi è solo geograficamente più lontano. Accoglie le diversità di ogni uomo ed esprime la conapevolezza della sua interdipendenza con tutti gli esseri viventi, restituisce al più indigente della terra la sua dignità.

Agnese Fermo Fasola

da Agnese Fermo Fasola: Coscienza e impegno per risolvere la povertà: alcuni spunti. da Atti del Convegno promosso dal Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose. Castelgandolfo 25-27 maggio 2007



"Il Natale" di Ernesto Balducci

Ernesto Balducci (1922-1992)



"Noi comprendiamo che l'alternativa propostaci dal Natale, è l’uomo non violento, l’uomo mite, l’uomo pacifico, anzi facitore di pace, l’uomo amante della giustizia fino a essere perseguitato... questa è l’alternativa”

                                                                          Ernesto Balducci

venerdì 13 dicembre 2019

Chiara Lubich: NO AL PROSELITISMO!

Chiara Lubich con L'Iman  W.D. MOhanned - Usa 2000
Il dialogo è un arricchimento reciproco, è un volersi bene, è un sentirsi già fratelli, è un creare già la fraternità universdale...Il dialogo è vero se animato dall'amore vero. Ora l'amore è vero se è disinteressato, se no non è amore, è egoismo. 
Se ci fosse un interesse nell'amare, esso sarebbe un dialogo costruito senza amore, quindi non sarebbe un dialogo, sarebbe un'altra cosa: proselitismo.
Proselitismo deve stare fuori dalla nostra porta, non può esserci perché altrimenti non c'è dialogo.

Chiara Lubich



da "Dialogo su coscienza e povertà" a cura del Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose 

del Movimento dei Focolari 

giovedì 12 dicembre 2019

Anniek Cojean: LETTERA AGLI INSEGNANTI

Anniek Cojean

Un preside di un liceo americano aveva l’abitudine  di inviare questa lettera ai suoi insegnanti all’inizio di ogni anno scolastico:  “Caro Professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruita da ingegneri istruiti, bambini uccisi con veleno da medici ben formati, lattanti uccisi da infermiere provette, donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università. Diffido – quindi - dell’istruzione.  La mia richiesta è la seguente: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri eruditi, degli psicopatici qualificati, degli Eichman istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.”

Anniek Cojean


Da Anniek Cojean: Les mémoires de la Shoah

Erri De Luca: I POTERI DECADONO

Erri De Luca
I poteri decadono, le epoche si succedono, le gerarchie scendono nella fossa comune della storia. Restano le idee, le ragioni, gli entusiasmi.


Erri De Luca 

da Robinson, n.151 La Repubblica 26 ottobre 2019

martedì 10 dicembre 2019

Luigino Bruni: Non tutte le povertà sono disumane

Luigino Bruni
Dobbiamo usare molta attenzione quando parliamo di povertà. C'è infatti povertà e povertà. Non tutte le povertà sono disumane: la povertà è una piaga ma anche una beatitudine se scelta per amore degli altri. Lo spettro semantico della parola povertà va dalla tragedia di chi la povertà la subisce (dagli altri, dagli eventi), alla beatitudine di chi la povertà la sceglie liberamente per amore degli alri, facendosi poveri per liberare altri da forme di povertà non scelte (che cos'è se non anche questo il senso profondo xdell'azione delle decine di migliaia di missionari che operano nei paesi pià svantaggiati?)

Luigino Bruni

dagli atti del Convegno Dialogo su Coscienza e povertà  Castelgandolfo 25/27 maggio 2007

lunedì 2 dicembre 2019

Dolors Dinarès: Capire il punto di vista dell'altro


Dolors Dinarès
Il dialogo dovrebbe essere qualunque spazio d'incontro in cui il significato fluisce liberamente tra coloro che comunicano, uno scambio libero come quel ruscello che viene e va, che si muove tra una sponda e l'altra, che apporta il suo proprio ritmo, senza limiti, allo stesso corso d'acqua.
Non si tratta perciò di evitare o ridurre gli argomenti complessi, sui quali non abbiamo la stessa opinione. Non si tratta nemmeno di eliminare la critica, ma di far fluire i contenuti con un metodo che garantisca l'ascolto reciproco, il rispetto delle idee altrui, ed assicurare così, non tanto il consenso iniziale, ma piuttosto uno scambio gratuito di opinioni personali.
Senza gli altri noi non esisteremmo, perciò l'obiettivo del dialogo è quello di imparare dall'altro, di fare seriamente l'esercizio di capire il suo punto di vista, anche senza condividerlo.


Dolors Dinarès

domenica 1 dicembre 2019

Piero Taiti: Vivere secondo coscienza



Il senso profondo del nostro fare non è la nostra "vincenziana" bontà verso gli altri, non è qualcosa di buono o di bene che sopravanza dentro di noi, che possiamo distribuire agli altri: è la condivisione del concetto che ogni altro individuo esprime, bene o male, la propria coscienza individuale (e da questo sentimento nascono i valori di solidarietà, di uguaglianza, di fratellanza) che ci obbliga, ci mette nelle condizioni di dover soccorrere con ogni mezzo chi si trova nelle difficoltà della vita, cominciando da quelli che ci stanno più vicini, fino a quelli che, solo geograficamente, sono più lontano da noi: con un senso di "compassione" (nell'accezione buddista del termine) che ci consente di "essere" prima di tutto noi "nel bisogno", e poi quindi di "fare".

Piero Taiti

da La coscienza di Piero Taiti, in Atti del Convegno Dialogo su coscienza e povertà  promosso Centro del Dialogo dal Movimento dei Focolari il 25-27 maggio 2007

venerdì 29 novembre 2019

Wislawa Szymborska: Nulla due volte

Wislawz Szymborska (1923-2012)

La poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel 1996 per la letteratura, nel suo bellissimo discorso tenuto a Stoccolma dichiarò tra l’altro: “Il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza di fronte ad esso, amareggiati dalla sua indifferenza…questo mondo è stupefacente”. 
Come stupefacente è la vita in ogni attimo. E’ questo continuo stupore per la vita che ci porta a guardarci con occhi innocenti e incantati, a dare un senso al nostro ritrovarci, uomini tra gli uomini, ognuno con la sua diversità e la sua bellezza. Riportiamo una delle sue straordinarie poesie.


Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma che cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora.
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Da Wislawa Szymborska, Elogio dei sogni, Un secolo di poesia, Corriere della sera, 2011

venerdì 15 novembre 2019

"SUD" di Fiorella Mannoia

Fiorella Mannoia


L' album SUD di Fiorella Mannoia, contiene il brano Se solo mi guardassi composto da lei e musicato da Ivano Fossati. E’il primo testo dell'album che la Mannoia ha scritto, anche se, come confida al giornalista Angelo Carotenuto 1 da tempo pensava alla scrittura: “Ho scritto nello studio di casa mia, la scintilla me l’ha data un libro di Pino Aprile. Sono partita dal nostro meridione e sono arrivata al Sud del mondo, tutti i Sud hanno un destino comune. Gente che ci passa accanto e non ci giriamo nemmeno a guardarla. Il nostro Sud è stato saccheggiato, non era certo così disgraziato come ce lo raccontano. Dopo tutta la musica che ho ascoltato, credo che l’Occidente abbia dato ciò che doveva, adesso le novità vanno cercate altrove”. La Mannoia è convinta che oggi siamo più disponibili ad accogliere questi popoli in fuga dalle guerre dei loro paesi; c’è un grande fermento, ed è questo fermento che ha ispirato il  suo album: “La primavera araba, le proteste siciliane. Erano nell’aria, il Sud dovrà pure alzare la testa, non può andare avanti così in eterno…Il mio disco è dedicato a Thomas Sankara, l’uomo del sogno in Burkina Faso”.


1- Angelo Carotenuto, Parlando del SUD: la prima volta di Fiorella. Ma sempre con Ivano, Da il Venerdì di Repubblica 17 febbraio 2012



martedì 12 novembre 2019

Rispettare la dignità di ogni persona



Il dialogo è massimo rispetto per la dignità di ogni persona, rispetto che pone la persona prima delle sue idee e convinzioni. Rispetto così totale da consentire di usare la parola amore, amore vero, senza secondi fini. Donare il meglio di noi stessi, vedere nell'altro le sue qualità migliori e sostenerle e incoraggiarle.

Arnaldo Diana


da Percorso del dialogo di Arnaldo Diana, da attiu del Convegno Dialogo su coscienza e povertà , Castelgandolfo 25.27 maggio 2007

mercoledì 6 novembre 2019

Nanni Moretti: Le parole sono importanti

il regista Nanni Moretti
In tempi di violenza verbale e di gente che usa le parole come proiettili, le urla dei protagonisti del mio film Palombella Rossa anticipavano ciò che abbiamo tutti oggi davanti agli occhi... Le parole sono importanti...Probabile che la forbice tra le parole pensate (e anche per questo dolorose) e quelle dette a vanvera si sia, nel frattempo molto  allargata.




Nanni Moretti



da Arianna Finos e Emiliano Morreale, Oggi la violenza verbale è la stessa di Palombella Rossa, La Repubblica 24 11 2016 

venerdì 1 novembre 2019

Erri De Luca: E' il tempo dei profeti

Erri De Luca

Nessuno è profeta in patria, ripete un vecchio detto, ma quando patria è il mondo, allora è pronto il tempo dei profeti.


Erri De Luca


da Robinson n.151 La Repubblica sabato 26 ottobre 2019

lunedì 7 ottobre 2019

Natalia Ginzburg: Il Crocifisso

Natalia Ginzburg (1916-1991)

Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo?
Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O vogliamo smettere di dire così?
Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo.
Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. È vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini.
Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente.
Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono diventate il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Il crocifisso fa parte della storia del mondo.

Natalia Ginzburg

L’Unità 22 marzo 1988


domenica 6 ottobre 2019

Marisa Madieri:"Il ruolo di madre"

Marisa Madieri (1938-1996)


Oggi sono in disarmonia con me stessa e vorrei potermi stare lontana. Ho mancato nei confronti dei miei ragazzi, facendoli restar male con uno scatto di impaziente e aggressiva stupidità. A volte il vento della grazia soffia così lontano da noi da renderci cattivi e ottusi anche con le persone che ci sono più care.
Non ho nascosto la mia mortificazione e sono stata già perdonata. I figli sanno essere e spesso tanto più comprensivi e maturi dei loro genitori.
Talvolta mi sento a disagio nel ruolo di madre, mi sembra di essere inadeguata, di educare sbadatamente, di parlare poco, di lasciarmi sfuggire invano questi anni e giorni preziosi di convivenza con i miei ragazzi, già tanto grandi. Li guardo e li trovo amabili e belli e penso al vuoto che lasceranno nella mia casa quando se ne andranno. Li guardo e li trovo ancora indifesi e vorrei poter assumere su di me il carico di dolore che la vita riserba loro, come a tutti. Mi sento in qualche modo responsabile della loro felicità e mi chiedo se hanno ricevuto le armi e gli strumenti necessari per fare delle scelte consapevoli, per essere agguerriti nelle prove, forti nelle delusioni, generosi nel successo, per amare e vivere nel significato.
Marisa Madieri
Da Marisa Madieri Verde acqua Einaudi 1987

mercoledì 2 ottobre 2019

"In bocca al lupo"


Ebbene sì, dire "IN BOCCA AL LUPO" è uno degli auguri più belli che si possa fare ad una persona! Indica protezione e amore, quell'amore della madre-lupo che prende con la sua bocca i propri figlioletti per portarli da una tana all'altra per proteggerli dai pericoli esterni.
Esprime la speranza che tu possa essere protetto e al sicuro dalle malvagità che ti circondano. In bocca al lupo significa quindi "che lo spirito del lupo sia con te e ti protegga dai pericoli della vita " come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca.

Da oggi in poi, ogni qualvolta qualcuno ci dirà “in bocca al lupo” non risponderemo più "crepi il lupo" ma "grazie di cuore".

martedì 1 ottobre 2019

Albert Camus: La fedeltà al passato sta...

Albert Camus
La più grande fedeltà al passato sta nell'affidare ogni cosa al presente.

Albert Camus

Anna Foglietta: Mostrare le nostre fragilità

Anna Foglietta
Amo molto il teatro; ce ne vorrebbe uno in ogni quartiere...La cultura non deve essere patrimonio esclusivo di certe zone...Non rinnego la mia anima popolare. Mi spiace solo di non aver avuto professionalmente molte occasioni per poterla esprimere...Non si creda che la normalità sia una condizione naturale: al contrario il più delle volte è frutto di un duro lavoro di un lungo percorso. 
La normalità va coltivata e non tutte le donne ce la fanno anche per una serie di difficoltà oggettive: poco tempo, insufficienti risorse economiche.
Da attrice mi piace prendere sotto la mia ala protettiva donne segnate da turbe psichiche. Sono donne per le quali provo una sincera tenerezza.
Le donne sembrano  condannate a mostrare i muscoli, invece è bello mostrare le nostre fragilità. fare richiesta di essere ascoltate. 

Anna Foglietta
da la Repubblica intervista

lunedì 30 settembre 2019

Parvus: Il futuro

A. Parvus (1867-1924)
Il futuro è carico di luci,
sempre luci,
nonostante il buio del presente.
Anche se la vita naviga
nella tempesta degli eventi,
nelle minacce quotidiane,
nell'affanno del giorno,
il futuro rimane, comunque,
indistintamente,
carico di luci

Parvus

domenica 29 settembre 2019

Marisa Madieri: "Solo gratitudine"

Marisa Madieri  (1938-1996)

L’ora è tarda. Le stoviglie della cena sono riposte, le stanze, ordinate e avvolte nell’ombra, sono pronte per l’intervallo notturno. I ragazzi non dormono ancora. Uno guarda assonnato la televisione, l’altro ripassa una lezione per la prossima interrogazione programmata. Claudio mio marito corregge il dattiloscritto dell’ultimo articolo. I loro respiri tranquilli animano la casa.
Fuori, la notte chiara, frusciante di stelle, custodisce volti e parole che non saprò mai dire.
Molta parte della mia storia affonda in questa dolce oscurità, simile forse a quella, grande e buona, che mi accoglierà un giorno nella pace…
Ma non provo tristezza, solo gratitudine…Sento di dover ringraziare mio marito, i mie figli e quelle persone che, amandomi, o semplicemente standomi accanto con la loro fraterna presenza, non solo mi hanno aiutato a vivere ma, forse, sono la mia stessa vita.
Marisa Madieri

da MarisaMadieri, Verde acqua e La radura, Einaudi 1992

lunedì 23 settembre 2019

Educazione: la punizione ?



Molti genitori e molti insegnanti sono convinti che  bisogna punire quando i figli o gli alunni sbagliano affinché capiscano che non devono più farlo.
Questa convinzione  molto usata nei secoli passati si è radicata nella mente degli adulti e si fa fatica a mandarla via.
Oggi invece molti studi sono stati fatti sulla mente del bambino e del ragazzo per cui abbiamo elementi nuovi per valutare le conseguenze della punizione nel processo educativo.
Da molte esperienze  di genitori e insegnanti possiamo affermare che  ormai c'è una consapevolezza diffusa che la punizione genera nel punito sentimenti di odio, vendetta, sfida, colpa, senzazione di valere poco e autocommiserazione.
Tuttavia provenendo noi adulti da un sistema educativo dove la punizione era il toccasana, facciamo un po' di fatica  ad abbandonarla, in quanto ci sembra che non punendo perdiamo quell'autorità necessaria a casa o a scuola
A riguardo il prof. Haim Ginott,  di fronte alla domanda di alcuni genitori: "E' giusto punire un bambino che ti ignora e ti sfida?" così rispose: "Un bambino dovrebbe sperimentare le conseguenze del suo comportamento scorretto, ma non la punizione...In una relazione  educativa non dovrebbe essere spazio per la punizione." 
I genitori allora domandarono: " Ma, se il bambino continua a disobbedire, forse sarebbe giusto punirlo?"
 Il prof. Ginott allora aggiunse che le punizioni non funzionano, sono solo una distrazione; invece di sentirsi dispiaciuto per ciò che ha fatto e di pensare a come rimediare, il bambino si perde in fantasie di vendetta. In altre parole, punendo il bambino in effetti noi lo priviamo dell'importantissima elaborazione interiore che lo porta ad affrontare  il proprio comportamento sbagliato.
Rimaneva in quei genitori un dubbio: se non dobbiamo punire, cosa possiamo fare?
Le possibilità sono tante a ciascuno scegliere momento per momento quella che sembra più opportuna:
A - Offrirsi come collaboratori facendo notare al bambino  che noi possiamo essergli di aiuto quando si trova in difficoltà
B- Esprimere forte disapprovazione per quel comportamento sbagliato ma senza aggredire
C - Dichiarare esplicitamente quali sono le nostre aspettative in quella circostanza
D - Mostrare al bambino come può riparare l'errore fatto
E - Proprorre al bambino un alternativa
F - Agire (se il bambino prende alcuni utensili e poi non li riporta  dove li a presi, il papà chiude a chiave l'armadio e quando il ragazzo protesta gli si spiega che gli utensili vanno riposti al proprio posto, altrimenti chi ne ha successivamente bisogno  si trova in difficoltà)
G - Lasciare che il bambino sperimenti le conseguenze del proprio comportamento.

per approfondire: Adele Faber &Elaine Mazlish, Come parlare perché i bambini ti ascoltino, Oscar Mondadori 2019

venerdì 13 settembre 2019

Angel Fernandez Artime: Ogni incontro

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Dobbiamo ricordare il valore incalcolabile di ogni incontro umano, breve o duraturo, profondo o rapido che sia. Ogni incontro lascia un profumo particolare nella nostra anima. Viviamo ogni incontro umano in modo speciale. 

 Angel Fernandez Artime



Lao Tzu: Per esserci pace

Statua di Lao Tzu
Per esserci pace nel mondo, deve esserci pace nelle nazioni
Per esserci pace nelle nazioni deve esserci pace nelle città
Per esserci pace nelle città, deve esserci pace tra vicini
Per esserci pace tra vicini, deve esserci pace in casa
Per esserci pace in casa,deve esserci pace nel cuore

Lao Tzu

giovedì 12 settembre 2019

Maria Montessori: La Scuola non pretende mai....

Una scena del film Maria Montessori: una vita per i bambini con Paola Cortellesi
Alcuni pensieri di Maria Montessori:

La scuola non pretende dalla famiglia, ma si pone acconto alla famiglia con rispetto, sapendo che in essa ci sono spesso tanti problemi e quindi, non aggiungendovene altri, ma in un rapporto di mutuo rispetto dare alla famiglia opportune indicazioni di metodo che possono aiutarla nel ruolo difficile di genitori…Alle diverse personalità del bambino devono corrispondere diversi piani di educazione. Il metodo non può essere orientato su principi prestabiliti, ma secondo i caratteri degli alunni, per cui essi comportano più piani educativi…Un bambino più lento non potrà seguire il metodo che viene scelto per i ragazzi più veloci. Come pure un ragazzo poco concentrato, e con volontà debole, non può essere emarginato e discriminato rispetto agli altri. Anzi sarà oggetto di maggiore cura da parte del maestro e dei compagni e si predisporranno interventi per  migliorare la concentrazione e la volontà…Bisogna rendere piacevole e interessante il lavoro a scuola, dare con il lavoro scolastico gioia anziché pena…E’ indispensabile la collaborazione tra psicologo ed educatore, per capire l’allievo nel suo comportamento scolastico, nel gioco, a passeggio, nel lavoro scolastico, e per interessarsi delle condizioni dell’ambiente familiare e sociale in cui vivono.
Maria Montessori

da Maria Montessori, Educazione alla libertà, a cura di M.Luisa Leccese Penna. Laterza 1986


domenica 8 settembre 2019

Francesco Toriello: I treni passano

Francesco Toriello
Nella vita auguratevi sempre di avere la pazienza di aspettare nuovi treni. Perché non è vero che i treni passano una sola volta, i treni passano, quando meno te lo aspetti, ma passano. Abbiate sempre la capacità di salirci al volo per percorrere nuove corse e nuovi viaggi. Auguratevi sempre di raggiungere nuove destinazioni, nuova mete dove rifugiarvi, perché solo così potrete sentirvi veramente vivi.

Francesco Toriello

martedì 3 settembre 2019

Montessori: Quando un bambino crea disordine in classe



Se il fanciullo dimostra una volontà di disordine, la maestra lo impedirà seccamente e con energica esortazione, non in modo che ciò sia un castigo al chiasso o al disordine, ma una autorevole preminenza della maestra sul bambino. L’autorità diventa in tal caso “il sostegno” necessario al bambino che, trovandosi nel disordine per momentaneo squilibrio, ha bisogno di una forza a cui attaccarsi; come chi avesse inciampato, ha bisogno di sorreggersi a qualche cosa per rimanere in piedi.

Maria Montessori


da Maria Montessori, Educazione alla libertà, a cura di M. Luisa Leccese Pinna, Edizioni Laterna 1986

Albert Camus: Se è vero...

Albert Camus (1913-1960)

Se è vero che gli unici paradisi sono quelli perduti, so come chiamare questo nonsoché di tenero e inumano che mi pervade oggi.
Un emigrante ritorna in patria. E io ricordo. Ironia, rigidità, tutto tace ed eccomi riconciliato.
Non voglio rimuginare sulla felicità. E' molto più semplice ed è molto più facile.
Poiché di queste ore che traggo a me dal profondo dell'oblio si è conservato soprattutto il ricordo intatto di una pura emozione, di un istante sospeso nell'eternità. Solo questo è vero in me e lo so sempre troppo tardi.
Amiamo la curva di un gesto, l'opportunità di un albero nel paesaggio. E per ricreare tutto questo amore abbiamo solo un dettaglio, ma che puo bastare: l'odore di una stanza rimasta troppo a lungo chiusa, il suono singolare di un passo per strada. Così è per me. E se allora amavo donandomi, alla fine ero me stesso perché solo l'amore ci restituisce a noi stessi.
Albert Camus

da Il diritto e il rovescio Bompiani 2018

domenica 1 settembre 2019

Alessandro D'Avenia: La bellezza

Alessandro D'Avenia

La vera bellezza amplia la capacità di amare. La bellezza di un paesaggio, di una melodia, di un volto, di un corpo... non sono il semplice accordo delle parti in un tutto armonico, ma l’accadere, in quel paesaggio, in quei suoni, in quel volto, in quel corpo, di altro. Quelle cose o persone divengono trasparenti e in se stesse fanno sentire l’amore che le abita, sono finestre dai vetri ben puliti che guardano su panorami aperti. La bellezza che vuole solo essere consumata invece si limita a imitare questo modo, ma non è amore che si realizza bensì potere che consuma: la cosa dice solo se stessa, non è trasparente ma opaca, non vuole dare ma prendere. Nella mia vita ho sempre sentito la seduzione di entrambe, le ho conosciute entrambe, ma solo la prima mi ha rubato il cuore e me lo ha restituito più capace di amare, la seconda me ne ha rubato un pezzo e non me lo ha più restituito. Cercate la prima e resistete alla seconda, anche se il suo richiamo è più potente. Ne va del vostro cuore.


Alessandro d'Avenia

sabato 31 agosto 2019

David La Chappelle: Cosa posso dare al mondo

David LaChappelle
Mi sono sempre chiesto, come artista cosa posso dare al mondo e mai il contrario. Vedo troppo buio intorno a me. Gli horror sono le cose più viste in tv. Sembra che non abbiamo fatto nessun progresso spirituale e morale da quando nell'antica Roma si assisteva alle torture dei condannati o ai combattimenti tra i gladiatori...Mia nonna mi scriveva tante lettere quando ero giovane. Una di queste fineva con queste parole: sii coraggioso. Lì per lì mi era sembrata una cosa da soldati, ma quando sono cresciuto ho capito il vero significato della parola coraggio che comprende l'onestà e il non nascondere la propria spiritualità.

David LaChappelle

intervista di Alessandra Roncato La Repubblica 28 giugno 2019


venerdì 30 agosto 2019

Tarkovskij: Dove la felicità?

Andrej Tarkovskij (1932-1986)
“Perché esploriamo lo spazio, quando non sappiamo quasi niente di noi stessi? Certo questi sono i risultati del progresso, ma li possiamo intendere in diversi modi; è difficile dire se il progresso sia un bene o un male. Possiamo soltanto constatare che il progresso storico ha portato a un tremendo conflitto tra lo sviluppo spirituale dell’uomo e le sue conquiste materiali. Il nostro tempo ha un carattere drammatico proprio per questa scissione tra lo spirituale e il materiale, direi anzi un carattere tragico, visto che siamo sull’orlo della distruzione atomica…Galileo e Einstein in qualcosa si sbagliavano, visto che la conoscenza della vita non aggiunge nulla alla nostra felicità…

Andrej Tarkovskij

 (da un intervista di Antonella Baglivo al regista russo del 1984)


giovedì 22 agosto 2019

David Beckham: Essere genitori

"Una verità elementare" di Camus

Albert Camus (1913-1960)

Ci si chiede di amare o detestare questo o quel paese, questo o quel popolo. Ma siamo in tanti ad avvertire anche troppo bene le nostre somiglianze con l'umanità intera per accettare una scelta del genere. Il modo giusto per voler bene al popolo russo, riconoscendo quel che non ha mai cessato di essere, quel lievito del mondo di cui parlano Tolstoj e Gorkij, non è augurargli imprese degne di una grande potenza: è fare in modo da risparmiargli, dopo tutte le prove passate, un nuovo terribile tributo di sangue. E la stessa cosa vale per il popolo americano e l'infelice Europa. E' questo il tipo di verità elementare da non dimenticare mai.
Albert Camus

da Albert Camus, Questa lotta vi riguarda-Corrispondenza per "Combat" 1944-1947, Bompiani

martedì 20 agosto 2019

martedì 30 luglio 2019

Alessandro Serra: Verso l'infanzia


Alessandro Serra


Che cosa accadrebbe a un uomo adulto se in una bizzarra notte, camminanado per strada, incontrasse se stesso bambino? Riuscirebbe a sostenere quello sguardo? 
La vita... un lento maturare verso l'infanzia.

Alessandro Serra 



da Venerdì di Repubblica 19 luglio 2019

Max Lobe: Abbattere i pregiudizi

Max Lobe

Con la letteratura ambisco cambiare la mentalità sul razzismo. Per vedere i risultati ci vorrà però del tempo. Gli stereotipi contro i neri in Europa non mi scioccano eccessivamente. Anch'io, in quanto nero, ne ho nei confronti dei bianchi. L'essere umano è prigioniero degli stereotipi. Bisognerebbe con l'abbattere i pregiudizi-

Max Lobe 

da Venerdì di Repubblica 19 luglio 2019