venerdì 13 settembre 2019

Angel Fernandez Artime: Ogni incontro

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Dobbiamo ricordare il valore incalcolabile di ogni incontro umano, breve o duraturo, profondo o rapido che sia. Ogni incontro lascia un profumo particolare nella nostra anima. Viviamo ogni incontro umano in modo speciale. 

 Angel Fernandez Artime



Lao Tzu: Per esserci pace

Statua di Lao Tzu
Per esserci pace nel mondo, deve esserci pace nelle nazioni
Per esserci pace nelle nazioni deve esserci pace nelle città
Per esserci pace nelle città, deve esserci pace tra vicini
Per esserci pace tra vicini, deve esserci pace in casa
Per esserci pace in casa,deve esserci pace nel cuore

Lao Tzu

giovedì 12 settembre 2019

Maria Montessori: La Scuola non pretende mai....

Una scena del film Maria Montessori: una vita per i bambini con Paola Cortellesi
Alcuni pensieri di Maria Montessori:

La scuola non pretende dalla famiglia, ma si pone acconto alla famiglia con rispetto, sapendo che in essa ci sono spesso tanti problemi e quindi, non aggiungendovene altri, ma in un rapporto di mutuo rispetto dare alla famiglia opportune indicazioni di metodo che possono aiutarla nel ruolo difficile di genitori…Alle diverse personalità del bambino devono corrispondere diversi piani di educazione. Il metodo non può essere orientato su principi prestabiliti, ma secondo i caratteri degli alunni, per cui essi comportano più piani educativi…Un bambino più lento non potrà seguire il metodo che viene scelto per i ragazzi più veloci. Come pure un ragazzo poco concentrato, e con volontà debole, non può essere emarginato e discriminato rispetto agli altri. Anzi sarà oggetto di maggiore cura da parte del maestro e dei compagni e si predisporranno interventi per  migliorare la concentrazione e la volontà…Bisogna rendere piacevole e interessante il lavoro a scuola, dare con il lavoro scolastico gioia anziché pena…E’ indispensabile la collaborazione tra psicologo ed educatore, per capire l’allievo nel suo comportamento scolastico, nel gioco, a passeggio, nel lavoro scolastico, e per interessarsi delle condizioni dell’ambiente familiare e sociale in cui vivono.
Maria Montessori

da Maria Montessori, Educazione alla libertà, a cura di M.Luisa Leccese Penna. Laterza 1986


domenica 8 settembre 2019

Francesco Toriello: I treni passano

Francesco Toriello
Nella vita auguratevi sempre di avere la pazienza di aspettare nuovi treni. Perché non è vero che i treni passano una sola volta, i treni passano, quando meno te lo aspetti, ma passano. Abbiate sempre la capacità di salirci al volo per percorrere nuove corse e nuovi viaggi. Auguratevi sempre di raggiungere nuove destinazioni, nuova mete dove rifugiarvi, perché solo così potrete sentirvi veramente vivi.

Francesco Toriello

martedì 3 settembre 2019

Montessori: Quando un bambino crea disordine in classe



Se il fanciullo dimostra una volontà di disordine, la maestra lo impedirà seccamente e con energica esortazione, non in modo che ciò sia un castigo al chiasso o al disordine, ma una autorevole preminenza della maestra sul bambino. L’autorità diventa in tal caso “il sostegno” necessario al bambino che, trovandosi nel disordine per momentaneo squilibrio, ha bisogno di una forza a cui attaccarsi; come chi avesse inciampato, ha bisogno di sorreggersi a qualche cosa per rimanere in piedi.

Maria Montessori


da Maria Montessori, Educazione alla libertà, a cura di M. Luisa Leccese Pinna, Edizioni Laterna 1986

Albert Camus: Se è vero...

Albert Camus (1913-1960)

Se è vero che gli unici paradisi sono quelli perduti, so come chiamare questo nonsoché di tenero e inumano che mi pervade oggi.
Un emigrante ritorna in patria. E io ricordo. Ironia, rigidità, tutto tace ed eccomi riconciliato.
Non voglio rimuginare sulla felicità. E' molto più semplice ed è molto più facile.
Poiché di queste ore che traggo a me dal profondo dell'oblio si è conservato soprattutto il ricordo intatto di una pura emozione, di un istante sospeso nell'eternità. Solo questo è vero in me e lo so sempre troppo tardi.
Amiamo la curva di un gesto, l'opportunità di un albero nel paesaggio. E per ricreare tutto questo amore abbiamo solo un dettaglio, ma che puo bastare: l'odore di una stanza rimasta troppo a lungo chiusa, il suono singolare di un passo per strada. Così è per me. E se allora amavo donandomi, alla fine ero me stesso perché solo l'amore ci restituisce a noi stessi.
Albert Camus

da Il diritto e il rovescio Bompiani 2018

domenica 1 settembre 2019

Alessandro D'Avenia: La bellezza

Alessandro D'Avenia

La vera bellezza amplia la capacità di amare. La bellezza di un paesaggio, di una melodia, di un volto, di un corpo... non sono il semplice accordo delle parti in un tutto armonico, ma l’accadere, in quel paesaggio, in quei suoni, in quel volto, in quel corpo, di altro. Quelle cose o persone divengono trasparenti e in se stesse fanno sentire l’amore che le abita, sono finestre dai vetri ben puliti che guardano su panorami aperti. La bellezza che vuole solo essere consumata invece si limita a imitare questo modo, ma non è amore che si realizza bensì potere che consuma: la cosa dice solo se stessa, non è trasparente ma opaca, non vuole dare ma prendere. Nella mia vita ho sempre sentito la seduzione di entrambe, le ho conosciute entrambe, ma solo la prima mi ha rubato il cuore e me lo ha restituito più capace di amare, la seconda me ne ha rubato un pezzo e non me lo ha più restituito. Cercate la prima e resistete alla seconda, anche se il suo richiamo è più potente. Ne va del vostro cuore.


Alessandro d'Avenia

sabato 31 agosto 2019

David La Chappelle: Cosa posso dare al mondo

David LaChappelle
Mi sono sempre chiesto, come artista cosa posso dare al mondo e mai il contrario. Vedo troppo buio intorno a me. Gli horror sono le cose più viste in tv. Sembra che non abbiamo fatto nessun progresso spirituale e morale da quando nell'antica Roma si assisteva alle torture dei condannati o ai combattimenti tra i gladiatori...Mia nonna mi scriveva tante lettere quando ero giovane. Una di queste fineva con queste parole: sii coraggioso. Lì per lì mi era sembrata una cosa da soldati, ma quando sono cresciuto ho capito il vero significato della parola coraggio che comprende l'onestà e il non nascondere la propria spiritualità.

David LaChappelle

intervista di Alessandra Roncato La Repubblica 28 giugno 2019


venerdì 30 agosto 2019

Tarkovskij: Dove la felicità?

Andrej Tarkovskij (1932-1986)
“Perché esploriamo lo spazio, quando non sappiamo quasi niente di noi stessi? Certo questi sono i risultati del progresso, ma li possiamo intendere in diversi modi; è difficile dire se il progresso sia un bene o un male. Possiamo soltanto constatare che il progresso storico ha portato a un tremendo conflitto tra lo sviluppo spirituale dell’uomo e le sue conquiste materiali. Il nostro tempo ha un carattere drammatico proprio per questa scissione tra lo spirituale e il materiale, direi anzi un carattere tragico, visto che siamo sull’orlo della distruzione atomica…Galileo e Einstein in qualcosa si sbagliavano, visto che la conoscenza della vita non aggiunge nulla alla nostra felicità…

Andrej Tarkovskij

 (da un intervista di Antonella Baglivo al regista russo del 1984)


giovedì 22 agosto 2019

David Beckham: Essere genitori

"Una verità elementare" di Camus

Albert Camus (1913-1960)

Ci si chiede di amare o detestare questo o quel paese, questo o quel popolo. Ma siamo in tanti ad avvertire anche troppo bene le nostre somiglianze con l'umanità intera per accettare una scelta del genere. Il modo giusto per voler bene al popolo russo, riconoscendo quel che non ha mai cessato di essere, quel lievito del mondo di cui parlano Tolstoj e Gorkij, non è augurargli imprese degne di una grande potenza: è fare in modo da risparmiargli, dopo tutte le prove passate, un nuovo terribile tributo di sangue. E la stessa cosa vale per il popolo americano e l'infelice Europa. E' questo il tipo di verità elementare da non dimenticare mai.
Albert Camus

da Albert Camus, Questa lotta vi riguarda-Corrispondenza per "Combat" 1944-1947, Bompiani

martedì 20 agosto 2019

martedì 30 luglio 2019

Alessandro Serra: Verso l'infanzia


Alessandro Serra


Che cosa accadrebbe a un uomo adulto se in una bizzarra notte, camminanado per strada, incontrasse se stesso bambino? Riuscirebbe a sostenere quello sguardo? 
La vita... un lento maturare verso l'infanzia.

Alessandro Serra 



da Venerdì di Repubblica 19 luglio 2019

Max Lobe: Abbattere i pregiudizi

Max Lobe

Con la letteratura ambisco cambiare la mentalità sul razzismo. Per vedere i risultati ci vorrà però del tempo. Gli stereotipi contro i neri in Europa non mi scioccano eccessivamente. Anch'io, in quanto nero, ne ho nei confronti dei bianchi. L'essere umano è prigioniero degli stereotipi. Bisognerebbe con l'abbattere i pregiudizi-

Max Lobe 

da Venerdì di Repubblica 19 luglio 2019



venerdì 26 luglio 2019

Luigino Bruni: La gratuità



 “La gratuitá é una dimensione che puó accompagnare qualunque azione. Ma essa non é ció che intendiamo per “gratis”, ma tutto il contrario, poiché la gratuitá non é un prezzo paragonabile a zero, ma un prezzo infinito, a cui si puó solo rispondere con un altro atto di gratuitá”.

Luigino Bruni

Chiara Lubich: DARE

Chiara Lubich (1920-2008)
“Durante tutta la nostra vita siamo invitati a dare. Dare ai poveri, a chi ti chiede, a chi ha bisogno di un prestito. Dare da mangiare all’affamato, dare dei vestiti a chi ha freddo. Dare gratuitamente… All’istinto egoísta di accumulare si oppone la generositá; all’interesse per le proprie necessitá, la cura dell’altro; alla cultura del possedere, quella del dare"

Chiara Lubich

lunedì 1 luglio 2019

Filippine: Bukas Palad


     
Uno dei quartieri soccorsi dall'iniziativa Bukas Palad
Un’iniziativa nata nelle Filippine nel 1983. In quel momento la situazione politica e sociale del Paese era molto difficile e tanti cercavano una soluzione positiva. Fra loro, un gruppo di giovani decise di contribuire in un modo originale: tolsero dai loro armadi tutto ció di cui non avevano bisogno.  Vendettero i vestiti e con il ricavato diedero inizio ad un’azione sociale dal nome Bukas Palad, che nella lingua locale significa “A mani aperte”. Dare gratuitamente, é stato da allora il motore di questa attivitá.  Poi si sono aggiunti alcuni medici che hanno offerto il loro contributo professionale in modo disintiressato, e tanti altri che hanno saputo aprire il cuore, le braccia e le porte.  Cosí é nata e continua a svilupparsi tuttora una grande azione sociale in favore dei piú poveri che é  viva in alcune cittá delle Filippine. Il risultato piú importante é che sono riusciti a rendere protagonisti di questo sviluppo gli stessi destinatari del progetto.


Claude Larrique

giovedì 20 giugno 2019

Maria Montessori: La libertà del bambino

Bambini in libertà  disegnano all'aperto


La libertà del bambino deve avere come limite l’interesse collettivo: come forma ciò che noi chiamiamo educazione delle maniere e degli atti. Dobbiamo quindi impedire al fanciullo tutto quanto può offendere o nuocere agli altri, o quanto ha significato di atto indecoroso e sgarbato. Ma tutto il resto, ogni manifestazione avente uno scopo utile, qualunque essa sia e sotto qualsiasi forma esplicata, deve essergli non solo permessa, ma deve venire osservata dal maestro…Stimolare la vita, lasciandola però libera di svolgersi, ecco il compito primitivo dell’educatore. E in tale compito delicato una grande arte deve suggerire il momento, e limitare l’intervento, affinché non perturbi e non devii, anziché aiutare l’anima che nasce alla vita e che vivrà di forze proprie.  

Maria Montessori

da Maria Montessori, Educazione alla libertà, a cura di M. Luisa Leccese Pinna Edizioni Laterna 1986, p. XXIII

mercoledì 12 giugno 2019

Edouard Glissant: "Rivendico il diritto all'opacità" (1928-2011)

Edouard Glisant (1928-2011)



“Le radici non sprofondano nel buio atavico delle origini, alla ricerca di una pretesa purezza, ma si allargano in superficie come rami di una pianta, a incontrare altre radici e a stringerle come mani.”

“Ogni realtà è un arcipelago; vivere e scrivere significa errare da un isola all’altra, ognuna delle quali diventa un po’ la nostra patria. Ogni identità esiste nella relazione, è solo nel rapporto con l’altro che cresco, senza snaturarmi. Ogni storia rinvia a un’altra e sfocia in un’altra.”

“Rivendico il diritto all’opacità, ossia a non essere compreso totalmente e non comprendere totalmente l’altro. Ogni esistenza ha un fondo complesso ed oscuro che non può e non deve essere attraversato dai raggi X di una pretesa conoscenza totale. Bisogna vivere con l’altro e amarlo, accettando di non poterlo capire a fondo e di poter essere capiti a fondo da lui”.

Eduard Glissant

da Claudio Magris, Scoprire le radici per aprirsi al mondo, Corriere della sera 23 febbraio 2011

domenica 2 giugno 2019

Ilaria Occhini: La prima battuta

Ilaria Occhini


"Non mi abituerò mai a pronunciare la prima battuta. Cerco di modulare, ritmare, impostare. Ma ogni volta è morire" 

Ilaria Occhini

da La bellezza quotidiana, Rizzoli 2016

lunedì 13 maggio 2019

Il vero conflitto non è mai distruttivo

Erich Fromm (1900-1980)

Va menzionato un altro errore frequente. L'illusione che l'amore implichi necessariamente l'assenza del conflitto. Così come è opinione comune che il dolore e la tristezza dovrebbero essere evitati in tutte le circostanze, la gente  spesso crede che l'amore significhi l'assenza di ogni conflitto; e trova ottime ragioni per sostenere questa teoria nel fatto che la lotta che li circonda sembra loro solo uno scambio distruttivo che non porta niente di buono alle persone coinvolte. Ma le ragioni di ciò stanno nel fatto che i conflitti della maggior parte della gente sono in realtà tentativi per evitare veri conflitti. Sono disaccordi riguardo questioni secondarie e superficiali, che per loro stessa natura non si prestano a chiarificazioni e a soluzioni. I veri conflitti tra due persone non sono mai distruttivi. Portano alla chiarificazione, producono una catarsi dalla quale entrambi i soggetti emergono con maggiore esperienza e maggiore forza.
L'amore è possibile solo se due persone comunicano tra loro dal profondo del loro essere, vale a dire se ognuna delle due sente se stessa dal centro del proprio essere. Solo in questa esperienza profonda è la realtà umana, solo là è la vita, solo là è la base per l'amore. L'amore, sentito così, è una sfida continua; non è un punto fermo, ma un insieme vivo, movimentato; anche se c'è armonia o conflitto, gioia o tristezza, è d'importanza secondaria dinanzi alla realtà fondamentale che due persone sentono se stesse nell'essenza della loro esistenza, che sono un unico essere essendo un uno unico con se stesse anziché sfuggire se stesse. C'è solo una prova che dimostri la presenza dell'amore: la profondità dei rapporti, e la vitalità e la forza in ognuno dei soggetti."

Erich Fromm

Erich Fromm - L'arte di amare - Arnoldo Mondadori editore - capitolo "L'amore e la sua disintegrazione nella società occidentale contemporanea" - pag 100

domenica 12 maggio 2019

Entrare nella cultura dell'altro

Chiara Lubich (1920-2008)

Entrare nella cultura dell’altro, capirlo e lasciare che si esprima finché l’hai compreso dentro di te, e quando l’hai compreso allora sì che potrai iniziare il dialogo con lui.

                                                                   Chiara Lubich

mercoledì 8 maggio 2019

L'amore è come le dighe

Paulho Coelho

So che l'amore è come le dighe:
se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d'acqua,
a poco a poco questo fa saltare le barriere.
E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare
la forza delle barriere.
Se le barriere crollano,
l'amore si impossessa di tutto

Paulho Coelho 
Sulla Sponda del Fiume Pedra

lunedì 6 maggio 2019

Ragazzo ebreo aggredito a scuola



Un giovane ebreo è stato aggredito a Ferrara ed insultato solo perché di religione diversa. Perché questo odio verso chi ha una fede diversa? Perché dovremmo avere tutti la stessa fede. La libertà di scelta è un grande valore. E’ importante rispettare tutti, dialogare con tutti, confrontarci civilmente, apparteniamo tutti alla stessa famiglia umana.
Come mai sta aumentando questo odio verso gli ebrei nella realtà italiana? Io li sento cittadini italiani come me e lo sono. Come lo sono i cittadini di religione musulmana, i buddisti, gli evangelici, i cittadini che non hanno un riferimento religioso. Devo costruire relazioni sane con tutti. Il bene relazione è alla base di ogni raggruppamento sociale
Siamo persone con gli stessi diritti e doveri. Come pure sento di rispettare chi appartiene ad un partito politico diverso dal mio e anche quei cittadini che non sono iscritti a nessun partito. La Costituzione è per me e per loro.
Dovrebbe essere reato insultare un ebreo, un musulmano, qualunque uomo. Come pure dovrebbe essere reato offendere insultare un politico di cui non condividiamo le scelte e ci battiamo per scelte diverse.
Insultare è violenza e noi siamo contro ogni forma di violenza e prevaricazione. Siamo per una società non violenta e in pace.

domenica 21 aprile 2019

Erri De Luca: Sia Pasqua piena

Erri De Luca
Sia Pasqua piena
per voi che fabbricate
passaggi dove ci sono
muri e sbarramenti,
per voi apertori di brecce,
saltatori di ostacoli,
corrieri ad ogni costo
atleti della parola pace

Erri De Luca

sabato 20 aprile 2019

Valentina Farinaccio: La nostra vita

Valentina Farinaccio
La nostra vita fin dall’infanzia è segnata dal dolore. Dobbiamo pertanto aiutarci ad attraversarlo, non fuggirne. Bisogna attraversarlo come si attraversa un tunnel, sapendo che alla fine ci sarà la luce. Il vissuto doloroso non si dimentica, ma una volta attraversato non nuoce più alla nostra vita, anzi diventa un punto forte.

Valentina Farinaccio



venerdì 19 aprile 2019

Il libro non scomparirà



Siamo aperti a tutte le tecnologie, ma il libro non scomparirà. La pagina da voltare a mano è imbattibile. In fondo è un computer di carta. Lo confermano i ragazzi che si dedicano a studi seri. In rete cercano, navigano, comunicano, ma quando desiderano imparare veramente gli autori greci e latini… scoprono il libro. Se qualcuno interroga il video, chiede comunque un testo certificato, sicuro, che nasce ancora oggi dopo la pubblicazione in volume…La celebre frase di Marguerite Yorcenar: “Costruire biblioteche è come edificare granai contro l’inverno dello spirito” è più vera di ieri. I giovani la conoscono.
Caroline Noirot
Da Armando Torno, Il libro è il mio pc di carta per navigare nel passato, Corriere della sera 6 novembre 2011

mercoledì 10 aprile 2019

Alessio Boni: L'integrazione è importante

Alessio Boni
Mi sono arricchito ogni volta che sono andato e continuo ad andare in Africa...Quei 15 gorni all'anno che passo con queste persone sfortunate per me sono un dono...Spesso si giudica il migrante perché si pensa che porti via il lavoro. E' vero che bisogna regolamentare, ma l'integrazione è la cosa più importante. Può dare un vantaggio economico a loro e a noi. Lo sforzo di queste persone per venire qua è enorme, si mettono insieme dei villaggi per mandare il migliore perché possa aiutare il villaggio.... Certo che se non lo integri e lo fai lavorare in nero...Io da giovane ho fatto di tutto per mantenermi all'accademia. Sia in Italia, sia in America ho fatto il cameriere, il pony express, il baby sitter. Non ho mai avuto paura del lavoro fatto con dignità.


Alessio Boni

lunedì 1 aprile 2019

Essere al servizio gli uni degli altri


Giotto: Washing of feet (Scrovegni Padova)

   
      Nell’antico Oriente, la lavanda dei piedi era un segno di accoglienza verso l’ospite, arrivato attraverso strade polverose. Generalmente questo gesto era compito di un servo. Cosí pure, altri grandi maestri come Gesú di Nazareth, quotidianamente, durante tutta la loro vita, si sono dedicati al servizio, spogliandosi di ogni segno di grandezza. 

      Per noi é un invito chiaro e semplice; tutti possiamo comprenderlo e metterlo in pratica subito, in ogni situazione, in ogni contesto sociale e culturale. Dobbiamo amare concretamente per poi accompagnare il gesto con  parole di speranza e di amicizia.

      E la testimonianza é molto piú efficace quando facciamo attenzione ai poveri, con spirito di gratitudine, rifiutando invece gli atteggiamenti servili verso coloro che hanno potere e prestigio.

      Persino di fronte a situazioni complesse e tragiche, che ci superano, c’é qualcosa che possiamo e dobbiamo fare per contribuire al bene: sporcarci le mani senza aspettarsi dei compensi, con generositá e responsabilitá.

      Commentando questo aspetto Chiara Lubich scrive: “Il reciproco servizio, l'amore vicendevole é un gesto sconcertante. Come vivremo allora, durante questo mese?  Dobbiamo comprendere che noi come essere umani abbiamo senso se viviamo per gli altri, se concepiamo la nostra esistenza  come un servizio ai fratelli, se impostiamo tutta la nostra vita su questa base. Allora saremo veramente felici”.


sabato 23 marzo 2019

Antonio Borrelli: un'arte per la città

Antonio Borrelli (1928-2014)



Vogliamo ricordare lo scultore amico Antonio Borrelli, riproponendo l'intervista   pubblicata  il 16 febbraio 2010.

La Fondazione Premio Napoli in occasione della pubblicazione della monografia sullo scultore Antonio Borrelli[1],ha voluto dedicare all’artista un incontro presso il Palazzo Reale di Napoli: “Antonio Borrelli: dalla Cina a Pizzofalcone, la storia di un artista napoletano”.
Di convinzioni non religiose egli partecipa da molti anni con sua moglie Diana, di fede cattolica, al Gruppo del dialogo promosso dal Movimento dei Focolari in Campania.
“Il dialogo è fondamentale nella vita dell’umanità”, egli dice. “Quando c’è dialogo non c’è conflitto… ma non è facile imparare a dialogare. Sentii questa parola per la prima volta da Togliatti, in anni difficili, quando alla base del PCI c’era risentimento per certe posizioni della Chiesa e per la scomunica. Ciò nonostante, Togliatti lanciò tra i comunisti il dialogo con i cattolici. Fu certamente una scelta di lungimiranza politica”.
Cosa ricordi di quegli anni?
Avrò avuto 18-19 anni e ricordo un grande entusiasmo, un grande desiderio di democrazia. Mi iscrissi al PCI dopo l’attentato a Togliatti. Un’adesione palpitante, nella consapevolezza di contribuire in tal modo al rinnovamento della società, nello spirito di una libertà ritrovata dopo gli anni duri del fascismo.
Quanto ha inciso su questa scelta il rapporto con la tua famiglia di origine?
Il rapporto che c’era tra noi si basava su valori fondamentali quali il lavoro e l’onestà. Una famiglia semplice, popolare, e radicata nella cultura cattolica. Per questo amo definirmi “un cattolico non credente” nel senso che la mia vita è intrisa di quei valori che provengono dal cattolicesimo… Pur avendo vissuto un allontanamento dalla fede, non ho mai voluto spezzare le mie radici storiche e culturali e sono stato sempre propenso al dialogo col mondo cattolico.
Sei intervenuto più volte in questi ultimi tempi sul problema della pace e spesso hai affermato che c’è un rapporto diretto tra il dialogo e la pace.
Un rapporto stretto perché se non c’è il dialogo corriamo il rischio di risolvere i problemi grandi e piccoli con una guerra.
Problema della pace strettamente connesso con quello economico…
Non possiamo continuare a vivere come se non esistessero popoli che muoiono di fame. E’ un discorso che attraversa il mondo intero, e deve coinvolgere grandi e piccoli in maniera nuova…Se vogliamo un mondo in pace dobbiamo fare i conti con la triste realtà di chi non ha come vivere.
Gli Stati hanno giustificato l’ultima guerra in Iraq con la necessità della difesa.
Siamo ancora imbevuti di cultura imperiale. Prima i romani, poi gli inglesi, poi i francesi, ora gli USA… Per questo dico che dobbiamo trovare insieme – e il dialogo è fondamentale – forme nuove di interventi economici per rispondere alle esigenze di molti popoli della terra, e non andare a versare sui nostri avversari tonnellate e tonnellate di esplosivo…Ripeto: il problema di base è per me la fame nel mondo. Risolto quel problema penso che molte cose, anche a livello terroristico, cambierebbero…
Quale contributo offrire in questo momento ancora così carico di tensioni.
Il primo passo, non facile, è l’accettazione delle diversità. Le diversità nel mondo sono una ricchezza e non un elemento di divisone. Ma bisogna fare ancora molta strada perché questa visione entri nella nostra mentalità.
Lavori da molti anni in campo artistico soprattutto nella scultura, per il quale hai ricevuto l'importante "Premio Palizzi" nel 2006, questo grande riconoscimento della città di Napoli all’interno del Premio Napoli 2009 e con l’importante monografia sulla tua opera. Ritieni che l’arte abbia un suo specifico da offrire per il dialogo e per la pace?
Il linguaggio dell’arte è sempre universale ed è comprensibile da ogni uomo, in ogni cultura. C’è come un legame profondo tra tutti gli artisti della terra, quelli di ieri e quelli di oggi. Il dialogo tra gli artisti può aiutare anche gli altri a capire che si può progettare insieme, pur essendo diversi.
Hai insegnato all’Accademia delle Belle Arti per tanti anni e molti allievi oggi sono persone affermate nel campo artistico. Le loro testimonianze durante la giornata organizzata dal Premio Napoli avevano un denominatore comune: ti erano riconoscenti per il rapporto che hai sempre costruito con loro prima di ogni altra cosa: un rapporto di onestà, trasparenza, piena collaborazione e ricerca comune.
Ho sempre sentito che c’era uno stretto rapporto tra quello che realizzavo come artista e la purezza, la sincerità la genuinità… tutte manifestazioni di quel “divino” che è in noi, quel divino che per un credente è l’orma di Dio, e per me quell’energia primordiale che ha dato vita al cosmo, al sistema solare, alle stelle, ad un lago.... E tutto questo ho cercato di trasmetterlo con la vita ai miei figli e ai miei allievi.

Pasquale Lubrano Lavadera


Antonio Borrelli  (1928 -2014) nasce a Napoli e da ragazzo conosce l’apprendistato di orafo e frequenta l’istituto Statale d’Arte, ma a 15 anni è costretto a interrompere gli studi per l’incalzare della guerra. Lo vediamo giovanissimo  in una Napoli sconvolta dal dolore e dalla miseria nella ricerca di un’occupazione. Catturato dall’impegno sociale del PCI si trova coinvolto negli anni 50 nelle storiche agitazioni, conoscendo anche l’esperienza del carcere. Ha intanto completato gli studi e le sue doti di disigner gli offrono la possibilità, nel 1955, di lavorare in Cina a Hong-Kong per tre anni. Segnato interiormente dall’incontro con la cultura cinese avvertirà sempre l’esigenza di sintesi espressiva tra visioni culturali diverse, proiettandosi in ricerche spazio-struttulali nuove.Nel 1959 è di nuovo a Napoli dove lo attende il primo incarico di insegnamento presso l’Istituto d’Arte.  Le sue espressioni artistiche si indirizzano sempre più decisamente verso la scultura metallica. Negli anni 70 è stato prima nella Direzione della Federazione Nazionale degli artisti della CGIL e poi nella Segreteria Nazionale della Federazione Nazionale Lavoratori Arti Visive - CGIL . Dal 1978 è stato docente di “Tecnica della fusione” presso l’Accademia delle belle Arti di Napoli. Le sue opere sono sparse per il mondo e la critica è concorde nel riconoscere in Antonio Borrelli uno degli artisti contemporanei più validi.   




[1] A cura di Paolo Mamone Capria, Antonio Borrelli, Paparo Edizioni, Napoli 2009
foto 1: Antonio Borrelli e sua moglie Diana
foto 2: Antonio nel suo studio a Napoli
foto 3, 4, 5: sue sculture di vari periodi

giovedì 21 marzo 2019

Hozier: Canzoni che vivranno per sempre

Hozier

Da appassionato di musica, è stato naturale avvicinarmi agli artisti che riuscivano a commentare argomenti seri, temi politici anche controversi, con una musica popolare, nel senso più nobile del termine. Sono canzoni che vivranno  per sempre, documenti legati all'epoca, come le cronache scritte o fotografiche. Se fai il cantautore e ti chiedi quel'è il tuo ruolo nella società mon puoi non pensare a loro.

HOZIER

Roberto de Simone: Senza passato non c'è futuro

Roberto De Simone
Non c'è futuro se non possiamo collegarci al passato, perché la proiezione verso il futuro deve presupporre un passato. Altrimente c'è solo un presente stabile. E questo mi sembra il problema di oggi.


ROBERTO DE SIMONE

Elizabeth Enright: Finalmente fu Primavera


Finalmente fu primavera piena e i fiori sbocciarono dappertutto. Il bosco era un tappeto di fiori: c’erano fiori di sanguinaria avvolti nei loro mantelli come principesse indiane; c’erano tuberose, garofani selvatici, roselline di macchia, anemoni che pareva sbocciassero da un piccolo calice peloso, e viole canine.
Giù vicino al ruscello, migliaia e migliaia di violette ricoprivano le sponde con le loro foglioline a forma di cuore.
Anche gli alberi erano in piena fioritura: fiorivano i meli e i ciliegi, e fiorivano i peri con i loro fiori bianchi come la neve.
Erano fioriti anche i due grossi cespugli che crescevano vicino a casa: uno si era ricoperto improvvisamente di un esuberante fioritura di piccoli fiori di colore arancione, e l’altro, in un notte sola, si era trasformato in un cascata di rose….e l’odore che penetrava nelle camere dalle finestre aperte era un odore così nuovo, così misterioso e così invitante, che non era assolutamente possibile rimanere a casa.

And at last it was really spring: flowers everywhere. The woods were carpeted with them: bloodroot wrapped in its cloak like an Indian princess, trillium, jack-in-the-pulpit, Dutchman's-breeches, hepatica (blooming out of a little fur mitten), and dogtooth violet.
Down near the creek there were real violets by the hundred, by the thousand, starring their heartshaped leaves.
Even the trees were full of flowers, apple blossom, and snowy pear, and cherry.
Of two huge lopsided bushes near the House, one suddenly burst into a rash of orange rosettes and the other turned into a shower of pink fringe almost overnight... and the smell that drifted in through the open windows was so wildly exciting; a fragrance so new, never breathed before, so sweet and mysteriosus and inviting that one couldn't stay indoors.
Elizabeth Enright


da Elizabeth Enright, Lo sbaglio del quarto piano, Salani Firenze

giovedì 14 marzo 2019

Svetlana Aleksievic: L'atrocità della guerra

Svetlana Aleksievic


Fondamentale nella mia vita è stato il rapporto con mia nonna, che era ucraina. Mi raccontava cose atroci della guerra, ma, "da nonna", non imprecava contro la sorte né si alterava, anche se la maggior parte della sua famiglia vi aveva perso la vita. Al contrario mi trasmetteva una forma di speranza. Per lo stesso motivo ho amato molto Dostoevskyij, il mio autore preferito, proprio perché meglio di altri ha scritto dell'uomo come di un essere terribile ma dall'animo profondo, capace cioè di tendere verso la bellezza.

SVETLANA ALEKSIEVIC

lunedì 11 marzo 2019

Il linguaggio dei sentimenti a scuola



Mi chiedo cosa fa sì che la nostra scuola, nonostante le difficoltà in cui si dibatte, riesca a tenere fede a quello che è il suo compito fondamentale: offrire a tutti, ricchi e poveri, le stesse possibilità di crescita. La risposta  l'ho trovata di recente nella bella lettera che un insegnante ha inviato a un quotidiano. "Credo che noi insegnanti, anziché preoccuparci di concludere il programma, riempire scartoffie, allenare le classi alle prove INVALSI, dovremmo introdurre una nuova materia, l'educazione sentimentale per aiutare ragazzi e  giovani a scandagliare le proprie emozioni, aprirsi all'altro senza pregiudizi, cogliere il bello."

ADA FONZI

sabato 9 marzo 2019

Josephin Baker: Giungerà il giorno

Josephine Baker

Josephine Baker: prima artista nera riconosciuta a livello internazionale, collaborò con la resistenza francese durante la Seconda Guerra Mondiale.
“Giungerà sicuramente il giorno in cui il colore non significhi nulla più del tono della pelle, quando la religione venga vista unicamente come il modo di parlare all’anima di qualcuno, quando i luoghi di nascita abbiano il peso di un lancio di dadi e tutti gli uomini siano nati liberi, quando la comprensione nutre l’amore e la fratellanza.”
Josephine Baker

giovedì 7 marzo 2019

MANDELA: UNA FIABA


Nelson Mandela

Un viandante venne avvicinato da una vecchia con gli occhi coperti da orribili cataratte. La donna chiese aiuto al viandante, ma l’uomo guardò da un’altra parte. Passò un altro uomo e venne avvicinato dalla vecchia, che chiese all’uomo di pulirle gli occhi: pur trovando il compito sgradevole, questi lo fece. Allora miracolosamente le croste caddero dagli occhi della vecchia e lei divenne giovane e bella. L’uomo la sposò e vissero nella prosperità e nella ricchezza.
E’una favola semplice ma il suo messaggio è profondo: la virtù e la generosità vengono sempre ricompensate, sebbene in modi a noi sconosciuti.

Nelson Mandela


Da Nelson Mandela Lungo cammino verso la libertà, Feltrinelli