domenica 18 febbraio 2018

Carl Rogers: Quando qualcuno ti ascolta senza giudicarti

Carl Rogers (1902-1987)

Quando qualcuno ti ascolta davvero senza giudicarti, senza cercare di prendersi la responsabilità per te, senza cercare di plasmarti, ti senti tremendamente bene.
Quando sei stato ascoltato ed udito, sei in grado di percepire il tuo mondo in modo nuovo ed andare avanti.
E’ sorprendente il modo in cui problemi che sembravano insolubili diventano risolvibili quando qualcuno ti ascolta.

Quando si viene ascoltati ed intesi, situazioni confuse che sembravano irrimediabili si trasformano in ruscelli che scorrono relativamente limpidi.

Carl Rogers

da M: B Rosemberg; Le parole sono finestre, Esserci edizioni

sabato 17 febbraio 2018

Fondamentale in ogni relazione la pazienza

Massimiliano Varrese e Valentina Melis
Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni  fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti.
Il problema si pone quando pretendiamo che le relazioni siano idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro ed aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà.
Allora tutto ci spazientisce, tutto ci porta a reagire con aggressività.
Se non coltiviamo la pazienza, avremo sempre delle scuse per rispondere con ira, e alla fine diventeremo persone che non sanno convivere, antisociali incapaci di dominare gli impulsi, e la famiglia si trasformerà in un campo di battaglia.

Questa pazienza si rafforza quando riconosco che anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra  insieme a me, così com’è.
Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta col suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo.
L’amore comporta sempre  un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in modo diverso da quello che io avrei desiderato.
Papa Francesco

Da “Amoris laetitia”

Timofej Andrjashenko: Deteminazione e autenticità

Timofej Andrijashenko e Nicoletta Manni in La dame aux camélias 
Timofej Andrijashenko  nato a Riga in Lettonia, dopo aver praticato Karatè. a 9 anni i genitori lo scrivono ad una scuola di danza classica. A quattordici anni entra a far parte del Russian Ballet Colleg di Genova. Oggi lavora alla Scala ed è considerato a soli 22 anni una dei più bravi artisti della danza classica a livello mondiale. A chi gli chiede quale è il segreto del suo successo, non esita a rispondere: "Determinazione, tenacia, pazienza, rispetto per tutti, capacità di smorzare i conflitti ma soprattutto non avere maschere ed essere sempre fedeli a se stessi." Dopo aver danzato alla Scala come protagonista nella Bella Addormentata e in Romeo e Giulietta in gennaio ha avuto un grande successo  con La dame aux camélias  con Nicoletta Manni.


sabato 10 febbraio 2018

Luigi Sturzo: Non sarà un uomo a salvare l'Italia

Luigi Sturzo (1871-1959)
Manifesterò sempre con trasparenza il mio pensiero, anche a costo di urtare amici e avversari; non cesserò di cooperare con altri alla soluzione (se soluzione potrà aversi) dei problemi più urgenti e più importanti. Ma nessuno creda che le sorti del nostro paese potranno cambiare da un giorno all’altro; e che ci siano uomini che abbiano tali facoltà da farci superare le attuali crisi a breve scadenza e con prospettive vantaggiose.
Non l’uomo ma gli uomini occorrono all’Italia (come occorrono agli altri paesi). Questi uomini siamo tutti noi, ciascuno nel suo piccolo; ciascuno con la sua volontà di lavorare per il bene degli altri; ciascuno rispondendo all’appello della propria coscienza e cooperando con gli altri con attività e sacrificio.
Luigi Sturzo


Da Igino Giordani-Luigi Sturzo, Un ponte tra due generazioni, (Carteggio 1924-1958) Laterza 1987


domenica 4 febbraio 2018

Aboliamo il nemico per salvare la politica






Quante volte abbiamo sentito parlare di superare la categoria del nemico? E da quanto tempo parliamo della crisi di una politica, anzi dello spazio politico, come luogo strutturato in termini di affermazioni e relazione piuttosto che di negazione e contrarietà?
Se il politico si avvita  nella sua ennesima spirale autodistruttiva, una spiegazione – e una possibile strada alternativa – va trovata nella tendenza della filosofia occidentale a stabilite l’affermazione di ciò che è per via negativa, tramite procedure che vanno dall’esclusione all’annientamento, e quindi iniettando nel positivo un virus che finisce inevitabilmente per rivoltarglisi contro.  Perché il politico che nasce dalla negazione per affermarsi introietta in sé la logica negativa che lo ha posto in essere…
Da Aristotele ad oggi l’affermativo si ricava soltanto per negazione, perdendo così in forza e dinamicità…Per Carl Schmitt la categoria dell’avversario è fondamentale, ma oggi andrebbe superata.

Marco Bracconi

Marco Bracconi, Aboliamo il nemico per salvare la politica, La Repubblica,29 gennaio 2018