martedì 24 febbraio 2015

Erri de Luca: La città di notte

È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si riconosce, tra quelli che campano di notte. Le persone si perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile.
Erri De Luca


dal libro "Il giorno prima della felicità" di Erri De Luca  Feltrinelli

martedì 17 febbraio 2015

Prendersi cura

l nostro mondo dimentica a volte il valore speciale del tempo speso accanto al letto del malato, perché si è assillati dalla fretta, dalla frenesia del fare, del produrre, e si dimentica la dimensione della gratuità, del prendersi cura, del farsi carico dell’altro 


Papa Francesco

lunedì 16 febbraio 2015

giovedì 12 febbraio 2015

Carlo Mazzacurati: Ogni persona che incontri

Carlo Mazzacurati (1956-2014)
“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla.”

Carlo Mazzacurati

lunedì 9 febbraio 2015

Erri De Luca: Essere al mondo

Erri De Luca

Essere al mondo, per quello che ho potuto capire, è quando ti è affidata una persona e tu ne sei responsabile e allo stesso tempo tu sei affidato a quella persona ed essa è responsabile per te.
Erri De Luca 


dal libro "Non ora, non qui" di Erri De Luca  Feltrinelli 

Giovanni Parolin: Quando c'è la nebbia

Giovanni Parolin (1935-2009) e la nipotina Gloria
"Ho scoperto che non è il tanto che caratterizza la mia vita e che incide nel sociale, bensì come vivo il mio impegno in ogni istante della giornata. E ciò contribuisce a determinare quel nuovo a cui l'umanità tende. Ma questo è un cammino che va pagato, come ogni cosa bella e preziosa, da momenti di incertezza e di oscurità, così come accade quando c'è la nebbia. Tu cammini, ma la nebbia toglie agli occhi la possibilità di guardare il fondo dei campi, i contorni delle case, la lunghezza della strada, e tutto t'appare nascosto da quest'acqua che galleggia nell'aria che ti impedisce di avanzare sicuro verso una meta.  Ciò nonostante tu vai avanti, certo che la realtà andrà disvelandosi un poco alla volta, passo dopo passo, e mano a mano che avanzi, puoi toccare alberi e cose e vederti venire incontro uomini e folle, fino a quando il sole, alzandosi alto nel cielo, avrà sciolto ogni grumo nebbioso e la vista coglierà come in un abbraccio tutto il cammino percorso e quanto c'è ancora da fare."

da Cerco un paese innocente:il sogno di Giovanni Parolin,  di Pasquale Lubrano Lavadera, Città Nuova, 2011.

venerdì 6 febbraio 2015

Erri De Luca: Considero valore...

Erri De Luca
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle. Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varrà più niente, e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che. Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca 

martedì 3 febbraio 2015

Chiara Lubich: La vocazione alla politica

Chiara Lubich (1920-2008) in un incontro del Movimento Europeo
 " Esiste una vera vocazione alla politica. Chi crede, vi avverte la voce di Dio che gli assegna un compito. Ma anche chi non crede si sente chiamato ad essa, ad esempio, dall'esistenza di un bisogno sociale, da una categoria debole che chiede aiuto. E la risposta alla vocazione politica è anzitutto un atto di fraternità: si scende in campo, infatti, per qualcosa di pubblico, che riguarda gli altri, volendo il loro bene come se fosse il proprio. Anzi il compito dell'amore politico è quello di creare e custodire le condizioni che permettono a tutti gli altri amori di fiorire: L'amore dei giovani che vogliono sposarsi e hanno bisogno di una casa e di un lavoro, l'amore di chi vuole studiare e ha bisogno di scuole e libri, , l'amore di chi si dedica alla propria azienda ed ha bisogno di strade e ferrovie, di regole certe. La politica perciò è l'amore degli amori che fa in modo che le persone collaborino fra loro, facendo incontrare i bisogni con le risorse, infondendo in tutti la fiducia gli uni negli altri." 
Chiara Lubich

Chiara Lubich a Madrid il 3 dicembre 2002 ad un seminario del Movimento Europeo.