sabato 31 marzo 2012

"La Politica" di Jovanotti

Jovanotti

La politica torna ad attrarre quando torna ad essere Politica, cioè un luogo di partecipazione vero, e per tutti. Senza figuranti, senza inni da pubblicità, senza tonnellate di photoshop, ma con qualche idea per migliorarci la vita, che è fatta di lavoro, di scuola, di cultura, di inquinamento da ridurre, di sanità, di famiglie che si evolvono, di immigrazione, di ricerca, di viabilità, di sicurezza, di tecnologia, di visioni ed anche di speranza. E di energia!...Abbiamo una legge elettorale allucinante approvata da un Parlamento allucinante, e questa classe politica difficilmente riuscirà a recuperare fiducia da parte di questa nuova Italia. Si, perché un Paese nuovo già esiste, ma non ha ancora vera voce. C’è una grande voglia di innamorarsi daccapo delle nostre città, del nostro Paese, della nostra lingua, dell’Italia inserita nella rete globale di un pianeta, che non è stato mai così ricco di opportunità per tutti i suoi abitanti.

Jovannotti

Da Michele Serra, Ora! Jovanotti dixit…, Il Venerdì di repubblica 8 luglio 2011

venerdì 30 marzo 2012

NO AI COMPITI A CASA!

una classe a tempo pieno della SMS "A.Capraro" lavora con l'insegnante

I genitori francesi si ribellano all'eccessivo carico di compiti a casa per gli alunni nella scuola dell'obbligo e a tempo pieno. Mi sembra giusto. Dopo otto ore di scuola tornare a casa con l'assillo di altri compiti è inconcepibile. Come pure riempire il diario di compiti per i giorni festivi. Dopo un'intensa settimana di vita scolastica la mente ha bisogno di riposo. La psicoterapeuta Sivia Vegetti Finzi lo conferma sul Corriere della Sera: "I compiti a casa dovrebbero essere ridotti all'essenziale, in modo che i bambini li eseguano presto e da soli...L'eccesso di compiti rischia di danneggiare la qualità dell'apprendimento...che richiede un processo interiore che ognuno svolge a modo suo, secondo un timer che non può essere forzato...Non dimentichiamo che l'infanzia ha diritto a tempi e spazi riservati al gioco, alla fantasia, a quell'apparente far niente che potenzia il pensiero creativo e non solo esecutivo. Se vogliamo davvero il bene dei bambini più piccoli e ottenere il meglio dalle nuove generazioni è necessario sgoberare la loro vita dal troppo, da un eccesso di richieste e offerte". Ricordiamo infine che la scuola dell'obbligo è una scuola per tutti e a misura di ciascuno.

Silvia Vegetti Finzi, Né troppo studio, né troppe attività, Corriere della sera 28 marzo 2012

mercoledì 28 marzo 2012

Un economia di equilibrio


Un modello economico basato sulla crescita esponenziale dei consumi e della popolazione presuppone che le risorse da consumare siano infinite. Sappiamo, invece, che non è così, in quanto viviamo in un mondo finito.

Io penso che debba preoccupare tutti un futuro, dove gli uomini si combatteranno per accaparrarsi l’ultima risorsa rimasta.

Se gli abitanti della Cina e dell’India, i due colossi emergenti, consumassero quanto i cittadini europei, le risorse globali si assottiglierebbero pericolosamente nel giro di pochi anni.

Cosa fare? Non ho nessuna ricetta, ma so che bisognerebbe invertire la rotta. Bisogna passare da un’economia di crescita ad un’economia di equilibrio.

Annunziato Labate

martedì 27 marzo 2012

"Amico mio" di Kahlil Gibran


Kahlil Gibran (1833-1931)


Amico mio,
tu e io rimarremo estranei alla vita,
e l'uno all'altro,
e ognuno a se stesso,
fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò,
ritenendo che la tua voce sia la mia voce;
e quando starò zitto dinanz ia te
pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.

Kahlil Gibran


martedì 13 marzo 2012

"Primavera in Nigeria" di Wole Soynka


Il premio Nobel per la letteratura 1986, Wole Soynka, è stato nei giorni scorsi in Italia a Pordenone per un festival letterario a lui dedicato. Ha rilasciato molte interviste. Riportiamo, dall’intervista concessa a Francesca Caferri, alcuni suoi pensieri sulla “primavera in Nigeria” sua patria.

“Stiamo assistendo ad una primavera africana: tranquilla, non spettacolare e rapida come quella araba, ma una primavera vera, che va avanti da anni e tocca anche la Nigeria: mi riferisco al processo di democratizzazione che sta toccando soprattutto i paesi dell’Africa Sub-Sahariana…Nel mio paese esisteva una doppia realtà: risorse naturali immense che potrebbero portare ricchezza. E una corruzione dilagante che assorbe buona parte dei profitti. Non ci sono investimenti in infrastrutture, in sanità, in educazione. Per questo la gente è esasperata: quello a cui abbiamo assistito è stata una protesta contro la continua marginalizzazione del popolo, contro il potere di pochi. I nigeriani hanno detto basta. E chi sta al potere è stato costretto ad ascoltarli…Il governo deve oggi affrontare le questioni aperte: la marginalizzazione di una parte del paese, gli alti livelli di disoccupazione, il gap tra ricchi e poveri, la mancanza di speranza dei giovani. E’ su queste realtà che si deve lavorare per sconfiggere la violenza. L’unica soluzione è rendere tutti parte della stessa nazione, non permettere che alcune etnie o regioni vengano messe da parte… E poi occorre far giustizia, punire chi ha inflitto queste sofferenze ai nigeriani: altrimenti la spirale di violenza non si fermerà”.

Wole Soynka

Da Francesca Caferri, Soynka, anche in Africa sarà primavera, D La Repubblica, 3marzo 2012

venerdì 2 marzo 2012

“Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Roberto Faenza

Tony Regbo protagonista del film

Ma cos’è questa vita assurda, si domanda il diciassettenne James, con gli occhi chiusi, in bilico sul ciglione del tetto di casa, pronto a lasciarsi cadere sul selciato. Ma lo scatto improvviso e rumoroso della portiera di un auto lo riporta alla realtà: sua madre che ha appena sposato al terzo marito fa inspiegabilmente ritorno a casa, interrompendo il viaggio di nozze.

Forse qualcosa di nuovo sta accadendo?

E’ l’inizio del film “Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Roberto Faenza, girato in America, e giunto venerdì scorso sui nostri schermi.

Tratto dal romanzo omonimo di Peter Cameron (Adelphi), il film è una acuta indagine nella vita di un adolescente di New York, lasciato allo sbaraglio in una realtà sociale segnata dal vortice del successo, dalla bellezza senz’anima, dall’effimero, dal sesso e dalla droga.

Quel passo indietro di James sul tetto di casa è un campanello che lo scuote e lo porta a reagire e a tentare di capire quale potrebbe essere il senso della sua vita così travagliata e dolorosa.

Gli sarà molto di aiuto la nonna, che vive da sola in campagna. James si sente da lei rispettato e valorizzato per quello che è. Troverà infatti proprio nella stima incondizionata della donna la forza di accettare quel peso di dolore e sofferenza che è costretto a vivere.

“Quello che vale nella vita è amare” dirà la nonna al suo amato nipote pochi giorni prima di morire ed è la consegna che segnerà la rinascita di James, che comincerà a prendersi cura degli altri, a cominciare dalla sua nevrotica e squilibrata famiglia. E lo farà senza giudicare, mettendosi al loro fianco nella condivisone dell’esperienza di ogni giorno.

Uno splendido film che s’impone tra tanta inutile mercanzia e che merita di esser visto. Roberto Faenza è stato magistrale nella sua indagine tutta interiore, senza mai scivolare nel sentimentalismo o nel patetico, avvalendosi di attori molto bravi, di bella musica e di una fotografia luminosa.