giovedì 20 dicembre 2018

Michele Serra: Quale comunione tra gli uomini?

Michele Serra
Il cattolicesimo sociale ed ecumenico è un luogo non solo spirituale, anche politico di enorme utilità, benefico per tutti. Ma la religione è usata come un'arma di discriminazione e di chiusura da molti altri; con speciale lena da figuri della destra più paurosa, quella identitaria, nazionalista e pan-cristiana che vorrebbe riaprire la guerra contro i Mori.
Ho imparato che dire "cattolico" e dire "agnostico" significa abbastanza poco: ci sono cattolici gretti e impauriti, cattolici generosi e aperti, ed è così anche tra gli agnostici. Mi piace l'idea che la vera comunione possa essere tra gli uomini di buona volontà, di qualunque credenza essi siano. 

Michele Serra


Natale:Chi è Gesù di Nazareth per me

Cezar Kurti (1935-2013)

Sono ateo, ma ho sempre avuto un grande amore per quegli uomini che hanno indicato una strada di pace e di fraternità.
Ritengo Gesù di Nazareth uno di questi uomini.
Egli ha aperto nell'umanità la strada dell'amore per tutti e in mondo speciale per gli ultimi, le persone sole e abbandonate, i poveri e gli emarginati.
Prorio per questa sua forte proposta ha pagato con la vita, ucciso come il peggiore dei delinquenti




Cezar Kurti

domenica 16 dicembre 2018

Lev Tolstoj: L'amore

Lev Tolstoj (1828-1910)
L'amore impedisce la morte.
L'amore è vita.
Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo. 
È solo questo che tiene insieme tutto quanto. 

Lev Tolstoj.

giovedì 6 dicembre 2018

Nel rapporto con i giovani

Giovani dell'Accademia Vivarium Novum - Frascati


La cosa più importante è che i giovani non solo siano amati , ma che sappiano di essere amati.
Chi sa di essere amato ama, e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani.

Giovanni Bosco

lunedì 3 dicembre 2018

Essere sempre allegri



É possibile riproporsi e consigliare ai nostri amici di essere sempre allegri? Se ci guardiamo attorno, non è facile trovare motivi di serenitá, e tanto meno di gioia!
Di fronte alle preoccupazioni della vita, le ingiustizie nella società e le tensioni fra i popoli, è già un grande sforzo non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento, non arrendersi, o non ripiegarsi su se stessi.  Qual è il segreto?
“C’è una ragione - scriveva  Chiara Lubich - per cui, nonostante tutte le difficoltà, dobbiamo essere sempre allegri. La seria scelta di una vita orientata verso gli altri ci conduce a ciò poiché ci fa sperimentare la pienezza dentro di noi,  e cosí non possiamo non essere nella gioia. Allo stesso tempo, questa pienezza dá senso alla nostra vita, ci guida come una luce, ci libera da ogni timore nei confronti del passato o da quello che ci attende, ci dà la forza per superare tutte le difficoltà, tentazioni e prove che possiamo incontrare”.
La gioia non è  semplice ottimismo né la sicurezza di un benessere materiale; non è la gioia di chi è giovane e gode di una buona salute.  É piuttosto frutto di quell’amore che scaturisce dal più profondo del cuore.  Da questa gioia nasce la capacità di accogliere gli altri con cordialità e di mettere il nostro tempo a disposizione di chi ci sta vicino. Si capisce dunque la nota espressione: “La felicità sta piú nel dare che nel ricevere”. Viene fuori allora la pace del cuore, l’unica che puó contagiare le persone attorno, con la sua forza disarmata.
Recentemente, in  Siria, nonostante i gravi pericoli e le difficoltà della guerra, un numeroso gruppo di giovani si sono riuniti per scambiarsi esperienze di vita e per sperimentare la gioia dell’amore reciproco; da lí sono partiti poi decisi a testimoniare che la fraternità è possibile. Cosí lo descrive un partecipante: “Si succedono racconti di storie di dolore acuto e di speranza, di fede eroica nell’amore.  Alcuni hanno perso tutto e vivono ora con la loro famiglia in un campo di profughi; altri hanno visto morire i propri familiari. É forte l’impegno di questi giovani a generare vita attorno: organizzano concerti per le strade coinvolgendo tante persone in modo da ricostruire una scuola e un giardino nel centro di un villaggio, molto colpito dalla guerra; offrono sostegno a decine di famiglie di profughi(…) Risuonano nel cuore le parole di Chiara:  ‘La gioia vera è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, una rosa fiorita su una macchia di sangue, essenza d’amore distillata dal dolore….´”.

Claude Larrique