giovedì 24 febbraio 2011

La festa del 17 marzo 2011


Sarebbe importante che la festa del 17 marzo 2011 fosse l’occasione per ritrovare, in ogni famiglia, quel tassello di storia patria custodito spesso dalle donne, che alla terra dei padri tengono ancor più degli uomini. Tutti insieme, quei tasselli sono il grande racconto del nostro passato, spesso ribadito da lettere, carte, oggetti, simboli: un patrimonio prezioso, che però i nostri figli e nipoti non hanno mai visto e compreso fino in fondo. Un giorno di riposo che divenisse l’occasione per narrare e recuperare quel che ogni famiglia ha dato al nostro paese, gioverebbe al sentimento dell’unità nazionale più di tante celebrazioni.

Aldo Cazzullo

da "Gli italiani contro voglia" di Aldo Cazzullo - Corriere della sera del 13 febbraio 2011

giovedì 3 febbraio 2011

Alex Langer: "Il viaggiatore leggero"


Per i tipi della Sellerio, torna "Il viaggiatore leggero", la raccolta di scritti del politico ed ecologista Alexander Langer, morto suicida nel1995. Riportiamo un brano dalla prefazione di Goffredo Fofi.


Se si dovesse chiudere in una formula ciò che Alex Langer ci ha insegnato, essa non potrebbe che essere: piantare la carità nella politica. proprio piantare, non inserire, trasferire, insediare. E cioè farle mettere radici, farla crescere, difenderne la forza, la possibilità di ridare alla politica il valore della responsabilità di uno e di tutti verso la “cosa pubblica”, il “bene comune”, verso la solidarietà tra gli umani e tra loro e le altre creature…La “diversità”di Alex, la sua superiorità sui suoi amici e compagni,gli veniva anche da una storia famigliare più ricca, a cavallo tra lingue e culture, tra Germania e Italia e tra ebraismo e cattolicesimo, ma nessuno vide mai in questo il marchio di un privilegio, poiché essa era caratterizzata in lui da una convinzione di umiltà reale e non esibita, non appariscente, dalla propensione all’ascolto degli altri, di tutti, dalla libertà di collegamenti e dalla scelta di “dar da ponte”. Quante volte Alex Langer non ha teorizzato nei suoi testi la funzione e l’imprescindibile necessità dei “ponti”?...Alex Langer ha svolto una funzione di ponte in due direzioni prioritarie: quella di accostare popoli e fazioni, di attutirne lo scontro e di promuovere l’incontro, e quella di un nuovo rapporto tra l’uomo e il suo ambiente naturale. E se nel primo caso, quello più determinato dalle pesanti contingenze della storia (per Alex ,la guerra interna alla ex Jugoslavia), si trattava di far da ponte ma anche da intercapedine, da camera d’aria dove potesse esprimersi un dialogo assai difficile, nel secondo si trattava piuttosto di additare nuovi territori all’azione politica responsabile, allargandone il significato da città a contesto, da polis a natura. Se sul fronte della pace e della convivenza tra umani di diversa etnia o religione o parte politica Alex è stato un continuatore, egli è stato su quel secondo fronte un precursore, uno dei più persuasi pionieri dell’indispensabilità di una visone ecologica dell’agire politico.

Goffredo Fofi

Da Langer: fare ponti e “viaggiare leggeri” di Goffredo Fofi, Avvenire 28 gennaio 2011

martedì 1 febbraio 2011

Si indignano solo le donne?


C’è una riflessione da fare e una domanda da porre con urgenza: perché quasi solo le donne si indignano per le donne? Perché solo le donne alzano la voce e organizzano manifestazioni? Perché deve parlare la segretaria “donna” della Cgil, Susanna Camusso, nel totale assordante silenzio di tanti uomini altrettanto impegnati nella politica e nel sindacato, su uno stile nefasto di modello femminile che ormai si sta diffondendo nel Paese?

L’indignazione per donne considerate oggetti, per frotte di ragazze equivalenti a scuderie di puledre, dovrebbe percorrere il Paese da un capo all’altro e interrogare tutti. Invece sembra che l’indignazione sia una questione di genere. In piazza vanno le donne, la voce l’alzano le donne. E neppure tutte, perché c’è chi attende di conoscere la verità giudiziaria, mentre si scivola via dal piano culturale. Ormai espressioni come “carne fresca” per definire lo stato di povere ragazze impigliate in una vita grama, oggetto di desiderio morboso da parte di uomini senza rispetto, appaiono normali. (…) Certo, c’è un disagio morale. Ma perché ancora non si trasforma in indignazione generale? Il modello di maschio che si sta diffondendo è quello squallido che mette in fila solo pulsioni, desideri, seduzione. E’ “l’idea balzana della vita”, denunciata dal cardinale Bagnasco, che va bene a molti, a troppi, in questo Paese.

Ma soprattutto non inquieta gli uomini. Dovrebbero essere gli uomini ad organizzare manifestazioni contro la pubblica umiliazione delle donne, il mercimonio del corpo di giovani ragazze, dovrebbero essere i maschi per primi a ribellarsi a questa nausea e disgusto. E forse è arrivato il momento di gridarlo a voce alta, uomini e donne insieme.

Alberto Bobbio

da Ruby, si indignano solo le donne? di Alberto Bobbio in “FamigliaCristiana.it” del 26 gennaio 2011