venerdì 24 dicembre 2010

E' Natale!



E' Natale ogni volta 
che sorridi a un fratello...
e gli tendi la mano.
E' Natale ogni volta 
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro..
E' Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta 
che permetti al Signore 
di rinascere
per donarlo agli altri....
 
Madre Teresa
 

martedì 21 dicembre 2010

Centinaia di servizi fondamentali a rischio


Don Peppino Gambardella e Fedele Salvatore, rispettivamente presidente e vice presidente della Cooperativa IRENE 95, hanno iniziato da Lunedì 13 lo sciopero della fame, insieme ad altri 19 operatori di altre cooperative del terzo settore, tra cui il colosso GESCO. Durerà fino a lunedì 20 dicembre, se al tavolo interistituzionale convocato dal Prefetto di Napoli, ci saranno impegni concreti, altrimenti lo sciopero continuerà.

Da più di un anno sono stati bloccati i finanziamenti per i servizi già effettuati e con i tagli della finanziaria il loro futuro sarebbe praticamente già segnato. Solo nella città di Napoli sono stati chiusi oltre 50 servizi e centinaia sono quelli a rischio di tutta la Regione. Si tratta di comunità, centri diurni, case famiglia, strutture residenziali per bambini e ragazzi, anziani disabili, sofferenti pschici...

Ieri sera, nella Rettoria del Carmine a Pomigliano, si è tenuta una veglia di preghiera con una discreta partecipazione. E' stato un momento toccante: esperienze di donazione senza se e senza ma da parte di operatori del terzo settore, ma si avvertiva anche la preoccupazione dei presenti per il loro stato di salute.

Cosa possiamo fare?. Al momento possiamo esprimere tutta la nostra solidarietà, condividendo questo momento drammatico e doloroso.

Virgilio Marone e Mimmo Iervolino


foto:Don Peppino Gambardella nella casa famiglia della Cooperativa Irene

lunedì 20 dicembre 2010

Antonio Borrelli dona una scultura a Napoli



Scultore micro-mega. Una definizione insolita nell’arte del Novecento, ma calza a pennello ad Antonio Borrelli. Classe 1928, una vita scandita dall’insegnamento all’Accademia delle Belle Arti di Napoli e dalla ricerca artistica che volge, sul finire degli anni ‘70, verso modalità astratto-geometriche.

Oggi una delle sue sculture appartiene a Napoli. Si tratta di “Composizione”, creazione quasi “spaziale” che nell’accostamento e sovrapposizione di elementi geometrici sembra venire direttamente dal futuro.

Alla cerimonia di consegna dell’opera alla nostra città, svoltasi al Castel dell’Ovo, erano presenti il sindaco Rosa Russo Iervolino e l’assessore alla cultura del Comune Nicola Oddati.

L’artista napoletano ha esercitato proprio nel cuore del secolo passato la sua abilità. I risultati sono sorprendenti: nel passaggio dalle mega strutture monumentali, come la scultura per il Circolo Didattico Villanova a Napoli, alle micro strutture dei gioielli e degli oggetti d’arredamento, Borrelli ha costruito la sua poetica. Quella di un rigore formale che va oltre i semplici obbiettivi dell’arte plastica e trova la propria ragion d’essere in un’unica matrice, un universale, potremmo dire, che lega gli artisti di tutta la terra. Ecco che nella manipolazione paziente di metalli, precipuamente oro e argento, ha plasmato gioielli dalle forme geometriche i quali nascondono una progettualità più ampia. I gioielli stessi diventono modelli per grandi sculture. Molte di arredo pubblico, nell’ottica della funzione di utilità dell’arte in ambito sociale e civile.

Rossella Galletti


dal quotidiano Roma, 5 novembre 2010

sabato 18 dicembre 2010

Il tempo dell'attesa



Dio,

tu hai scelto di farti attendere

tutto il tempo di un Avvento.

Io non amo attendere.

Non amo attendere nelle file.

Non amo attendere il mio turno.

Non amo attendere il treno.

Non amo attendere prima di giudicare.

Non amo attendere il momento opportuno.

Non amo attendere perché non ho tempo

e non vivo che nell’istante.


D’altronde tu lo sai bene,

tutto è fatto per evitarmi l’attesa:

gli abbonamenti ai mezzi di trasporto

e i self-service,

le vendite a credito

e i distributori automatici,

le foto a sviluppo istantaneo,

i telex e i terminali dei computer,

la televisione e i radiogiornali…

Non ho bisogno di attendere le notizie:

sono loro a precedermi.


Ma tu Dio

tu hai scelto di farti attendere

il tempo di tutto un Avvento.

Perché tu hai fatto dell’attesa

lo spazio della conversione,

il faccia a faccia con ciò che è nascosto.


Tu sei già dato nell’attesa

e per te, Dio,

attendere,

si coniuga con pregare.


J. Debruynne


Da J. Debruynne, Ecoute, Seigneur ma prière, Paris 1988, pp. 399-400

mercoledì 1 dicembre 2010

"Noi credevamo" di Mario Martone


Tra i film italiani in programmazione, è da vedere “Noi credevamo” di Mario Martone, un film che ribalta la concezione di un Sud parassitario e vede il processo di unificazione dell’Italia, un processo complesso e ricco di ombre e di luci ma certamente un processo valido e che dobbiamo difendere da chi tenta di distruggerlo. Riportiamo una risposta del regista napoletano Mario Martone al giornalista del “Corriere del Mezzogiorno” Francesco Durante, proprio sul contributo dato dal Sud all’unità d’Italia:


“Se si imposta l’idea di un Sud parassitario, credo si debba anche al tipo di unità che abbiamo subito, non guidato. Che il nostro sia solo un paese di fannulloni non collima col profilo della cultura e delle eccellenze che abbiamo prodotto nel tempo. E allora perché siamo diventati i campioni del parassitismo? No, quelli non siamo noi, anche se c’è chi nel crimine e nella corruzione ci ha sguazzato.Ma sta a noi venirne fuori. Più il tempo passa, più si diffonde la malattia della sfiducia. Dobbiamo scuoterci: la parola riscossa viene da questo verbo. Raccontare la repressione, gli sconfitti, i fucilati, per me significa spostare il discorso sulla disunità fuori della trappola Nord/Sud, per riportarlo alla vera opposizione: quella tra fucilati e fucilatori, democratici e autoritari.”


Da Francesco Durante, “Noi credevamo” Mezzogiorno e Risorgimento: intervista al regista. Corriere del Mezzogiorno 13/11/2010