sabato 29 dicembre 2012

Auguri per il 2013









Riceviamo da Nicola Cirocco e Luciana Scalacci questi significativi auguri per il nuovo anno che vogliamo estendere a tutti gli amici del blog.


L’ intelligenza senza l’amore, ti rende perverso.
La giustizia senza amore, ti rende implacabile.
La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.
Il successo  senza amore, ti rende arrogante.
La ricchezza senza amore, ti rende avaro.
La docilità senza amore ti rende servile.
La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.
La  bellezza senza amore, ti rende  ridicolo.
L’autorità senza amore, ti rende tiranno.
Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.
La semplicità senza amore, ti sminuisce.
La preghiera senza amore, ti rende introverso.
La  legge senza amore, ti schiavizza.
La politica senza amore, ti rende egoista.
La fede senza amore ti  trasforma in fanatico.
La croce senza amore diventa una tortura.

 La vita senza amore... Non ha senso.........

 Luciana Scalacci e Nicola Cirocco

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale a tutti

Che la fratellanza fra noi tutti dia al mondo attuale così travagliato, una vivissima testimoniamza di un'umanità riconciliata e ci indichi la strada da proseguire.

Chiara Lubich

lunedì 24 dicembre 2012

"L'essenza del dono" di Luigino Bruni


Natale è tempo di regali, ma dovrebbe essere, ed è, il tempo dei doni. I regali e i doni sono atti umani diversi, convivono gli uni accanto agli altri, ma non vanno confusi tra di loro. Nel regalo (parola che proviene da regale, l’offerta al o dal re), prevale la dimensione dell’obbligo (che i latini chiamavano munus). I regali si fanno spesso (non sempre) per assolvere a obblighi, normalmente a buoni obblighi, verso famigliari, amici, colleghi, fornitori, clienti, responsabile ufficio acquisti... Se si va a casa di qualcuno, soprattutto nei giorni di festa, e non si porta un regalo, non si adempie a una sorta di obbligo, si infrange una buona convenzione sociale. Per questo le pratiche di regalo conservano qualcosa delle pratiche arcaiche delle 'offerte' e dei 'sacrifici' cultuali.
I regali sono previsti, regolati dalle convenzioni sociali, e in non pochi casi pretesi (in molte regioni i regali per i matrimoni sono regolati da norme molto dettagliate e rigidamente osservate, fino a indebitarsi). Non stupisce allora che un economista, Joel Waldfogel, abbia dimostrato, dati alla mano, che i regali di Natale distruggono in media il 20% del valore dei beni regalati, poiché se le persone scegliessero i propri regali invece di riceverli dagli altri, la loro soddisfazione sarebbe maggiore.
Così quest’economista propone di regalare denaro ad amici e parenti – ed è quanto ormai accade abitualmente con figli, nipoti e parenti, poiché regalare denaro diventa una via più semplice, per chi dà e per chi riceve. Niente di male, soprattutto nel caso di matrimoni, quando la giovane coppia ha spesso bisogno anche di denaro, purché non chiamiamo queste pratiche 'doni'.
Il dono è altra cosa, ha altra natura, altro costo, e altro valore. È una faccenda di gratuità, è un bene relazionale, cioè un atto dove il bene principale non è l’oggetto donato ma la relazione tra chi dona e chi riceve. Il dono non è previsto, a volte atteso, sempre eccedente, non legato al merito, sorprendente. È costoso, e le sue principali 'monete' sono l’attenzione, la cura, soprattutto il tempo. Il dono è esperienza di 'alzarsi in fretta' e di 'mettersi in cammino' verso l’altro.
Fare un regalo è facile, se ne possono fare decine in un paio di frenetici pomeriggi di shopping.
Fare un dono è difficile, per questo se ne fanno e ricevono pochi. Per il dono c’è bisogno di un investimento di tempo, di entrare in profonda sintonia con l’altro, di creatività, fatica, e rischiare anche l’ingratitudine. Quando il dono si esprime anche con un oggetto donato, quel dono incorporerà per sempre quell’atto d’amore, quel bene relazionale da cui è nato e che a sua volta fa rinascere. Quando vinsi un importante concorso, un mio amico e collega più anziano mi regalò una penna stilografica: vi fece apporre le mie iniziali, scrisse un bellissimo biglietto (nel contenuto e nella forma), e per consegnarmela mi invitò a cena insieme alla sua famiglia. Quella penna non era un regalo: era un segno, 'sacramento' di un rapporto importante, che rivive tutte le volte cha la uso. 
Ci sono alcuni segnali che aiutano a distinguere un dono da un regalo.1. Non c’è dono senza un biglietto personale e accurato che lo accompagni. 2. La forma conta come la sostanza: in un dono vale non solo il 'che cosa', ma anche il 'come', il 'quando', il 'dove' il dono viene donato-ricevuto. 3. La consegna del dono non è mai anonima né frettolosa: è essenziale saper sprecare tempo, e la con­presenza di chi dona e di chi riceve.
È una visitazione, guardare, osservarsi. L’apertura del pacco, le espressioni del volto, le parole pronunciate nel dare e nel ricevere, sono atti fondamentali nella liturgia del dono, che non è altruismo né donazione, ma essenzialmente reciprocità di parole, sguardi, emozioni, gesti. Il tatto è il primo senso del dono.
I regali sono manutenzione di rapporti, ma non li sanano, trasformano, ricreano. Il dono invece è strumento fondamentale se non indispensabile per curare, riconciliarsi, per ricominciare. Esiste, infatti, un rapporto molto profondo fra dono e perdono, e in molte lingue. In inglese, ad esempio, forgive (perdonare) non è forget (dimenticare), poiché il vero perdono non è togliersi un peso dimenticando il male ricevuto. È un donare (give) non un prendere (get ), è ricredere in una relazione ferita, dove si dice all’altro (o almeno a se stessi): «Ti perdono, ricredo ancora al rapporto con te, pronto a perdonarti se dovessi ferirmi ancora». Non c’è perdono senza dono, né dono senza perdono. Questo per-dono evidentemente ha bisogno della gratuità, dell’agape, e se mancano questi perdoni la vita personale e sociale non funziona, non genera, non è felice. L’Italia oggi deve superare la cultura del con­dono (che è l’opposto del dono), mentre ha un estremo bisogno di doni e per-doni, a tutti i livelli, soprattutto nella sfera pubblica: basti pensare anche al tragico tema delle carceri e soprattutto dei carcerati.
Il dono è dunque una cosa molto seria, faccenda politica, fonda e rifonda le civiltà e la vita: non saremo sopravvissuti alla nascita se qualcuno non ci avesse donato attenzione, cura, amore. E nessuna istituzione e comunità umana nasce e rinasce senza doni. Approfittiamo di questi ultimi giorni di Natale per trasformare qualche regalo in dono.  Non è impossibile, e spesso può dare una svolta antropologica e spirituale a una festa, a un incontro. Un perdono, un ricominciare.
Luigino Bruni
da Avvenire 22 dicembre 2012

giovedì 20 dicembre 2012

Premio Roberto Fabbrini



Roberto Fabbrini

La Fondazione Alberto Colonnetti di Torino, l’Associazione OSA e la famiglia di Roberto Fabbrini istituiscono un PREMIO annuale in memoria di Roberto Fabbrini, autore, tra gli altri, dei testi: Controcanto (2009), Il respiro degli angeli(2010), Cantata in SLA maggiore (2011) tutti appartenenti alla collana “Sul filo della memoria” edita dalla Fondazione stessa.

Il premio dedicato all’Autore viene ideato per sensibilizzare i giovani alla realtà della disabilità grave e in particolare della Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sull’esempio di un vissuto personale che supera i limiti fisici proiettandosi verso un orizzonte “altro”. Quando la mano non ce la fa più da sola… incontra quella dell’Amico, dell’Altro che Ama, Ascolta, Aiuta.
Il simbolo scelto - cinque dita protese a stringere altre mani, altre esperienze, altre storie - è l’invito ad una conoscenza più vera di se stessi, all’apertura, alla condivisione di emozioni, al dono reciproco di attimi di singole umanità che possono offrire alle future generazioni una Umanità più generosa e consapevole.
La proposta, sulla traccia di questi spunti, si può articolare in diverse iniziative:
Sezione aperta a:Giovani fino ai 30 anni:
Produzione di un elaborato inedito di tipo letterario (poesia, narrativa…),della lunghezza massima di 5 cartelle dattiloscritte; artistico espressivo con ampia scelta di materiali, tecniche e forme rappresentative (inclusa multimedialità). In tale area, lasciando totalmente libera l’ideazione, può rientrare la progettazione del logo del premio, che al momento rappresenta solo un suggerimento (mano aperta con 5 dita protese).
Presentazione e invio dei lavori entro e non oltre il 30 marzo 2013, preferibilmente in file Word o PDF all’indirizzo mail info@colonnetti.it oppure sotto forma cartacea a: Fondazione Alberto Colonnetti Largo Re Umberto 102 bis 10128 TORINO (telefono: +39.011.500333). Ogni invio dovrà essere corredato dai dati anagrafici del partecipante. La partecipazione è gratuita. Il premio consisterà nella pubblicazione - a cura della Fondazione Colonnetti editore  - delle opere migliori selezionate da una commissione scelta dai promotori del premio.
Entro la data del Salone del libro di Torino (maggio 2013), verranno precisate le modalità di premiazione.  Si prevede di devolvere i proventi delle vendite del libro a favore di malati di SLA.
Tutti i lavori saranno via via pubblicati sul sito internet e sulla pagina FB della Fondazione Colonnetti: www.colonnetti.it

mercoledì 19 dicembre 2012

Roberto Benigni, il pifferaio magico



Un momento di grande fascino quello che Roberto Benigni ci ha regalato lunedì 17 dicembre su Rai1, parlandoci,  per due ore di seguito, della Costituzione italiana e non solo.
Con amorevole ironia egli ha voluto far precedere il suo intervento da alcune battute sulla politica italiana soffermandosi sul personaggio Berlusconi. Qualcuno, in verità, non ha gradito questa “prefazione”, dimenticando però che Benigni, da giullare toscano quale egli è, non ha mai  smesso di “scherzare” con intelligenza mordace sulle contraddizioni dell’umanità più varia, a cominciare dai “potenti”.
Dal nostro punto di vista, quello scherzare con ironia pungente, su fatti concreti  e discutibili, era una sorta di piano inclinato per predisporci con leggerezza a quanto subito dopo, con forza coinvolgente, e a tratti ancor più icastico ed incisivo ( vedi la metafora del medio evo), è andato dicendo sui principi fondamentali  della Costituzione italiana.
Il suo discorso è stato  un crescendo, in una trasformazione anche fisica, che ha coinvolto tutti noi, grandi e piccoli, e come fece quel pifferaio magico della nostra fiaba, ci ha messi tutti nel sacco.
Sì, ci ha messi nel suo sacco, e ci ha portati ad aprire cuore e mente alla grandezza di quelle pagine storiche della politica italiana,  facendoci riscoprire l’importanza della politica (bisogna amare la Politica!), il rispetto delle donne, il ripudio della guerra,  il valore del voto e dell’Europa unita , l’accoglienza degli extracomunitari, il diritto al lavoro, il rispetto di tutte le religioni, il valore grande del dialogo con tutti.
Ci ha, in tal modo, fatto sentire la nostalgia di quegli uomini grandi, appartenenti ai diversi schieramenti politici, capaci di dialogare tra loro  e mettere le loro diversità a servizio della nazione per scrivere “a fuoco”, in maniera rivoluzionaria e ardita, le linee fondanti di un’Italia nuova e piena di speranza, dell’Italia che ognuno di noi desidera.

lunedì 17 dicembre 2012

Concorso di giornalismo scolastico



Riceviamo dal nostro amico Nicola Cirocco, alcune notizie  sull’edizione 2013 del Concorso di Giornalismo Scolastico: “Penne Sconosciute” – “Video Sconosciuti” – “ReGiornalando” che si terrà a PIANCASTAGNAIO (Siena). Le pubblichiamo sperando di far cosa gradita a quanti operano nel mondo della scuola.

Il programma delle manifestazioni sarà articolato in più giorni in modo da permettere a tutte le scuole che saranno presenti sull’Amiata di confrontarsi.
Presso l’Emeroteca di Giornalismo Scolastico (unica in Italia) sono già stati archiviati oltre 7.000 giornali nei locali della Biblioteca Comunale di Piancastagnaio (Siena).
Avrà il riconoscimento di merito “LONGEVOgiornale” la testata giornalistica che ha al suo attivo più anni di pubblicazione.
Sarà allestita una mostra di giornali scolastici presso la Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio, inoltre visite guidate nei dintorni, (Centrale Geotermica e Azienda Florovivaistica, Riserva Naturale del Pigelleto, Parco Museo Le Miniere dell’Amiata, Centro storico e Contrade del Palio di Piancastagnaio, possibilità di visita alla Festa della Castagna della zona).
La premiazione delle scuole partecipanti al concorso “Penne Sconosciute & Video Sconosciuti” avrà luogo nel Teatro Comunale con il forum di giornalismo scolastico tenuto da Roberto Alborghetti. Saranno previsti convegni con esperti nazionali tra cui Donatella Coccoli, Maurizio Boldrini, e giornalisti di varie testate nazionali.
Saranno attivate convenzioni con strutture ricettive a Piancastagnaio per le scuole partecipanti. Per eventuali prenotazioni di soggiorno rivolgersi: Agenzia di Viaggi Re Ratchis - Tel. 0577.775200 – Fax. 0577.776440 – www.toscanasegreta.it – info@toscanasegreta.it.
I giornali e i video dovranno pervenire entro il 30 giugno 2013 c/o OSA - Casella Postale 35 – 53021 Abbadia San Salvatore (SI)
Il bando del concorso è visionabile sul sito: www.pennesconosciute.it (I concorsi fanno parte del protocollo d’intesa MP-OSA del 10 gennaio 2008)

martedì 11 dicembre 2012

A Brescia il Musical "Chiara e Francesco"

una scena del musical "Chiara e Francesco"

 A Brescia, Sabato 15 dicembre 2012, ore 20,45  al PalaBrescia, un musical di grande fascino: "Chiara e francesco, l'amore quello vero" con il nostro amico Massimiliano Varrese nella parte di Francesco  Riportiamo la presentazione del regista Oreste Castagna:
"Francesco e Chiara hanno parità di ruoli. Sono due giovani in ricerca che vanno fino in fondo nelle loro scelte radicali. Abbiamo cercato la verità emotiva dei personaggi, oltre l'iconografia più tradizionale. Ci siamo chiesti persino come cammina Francesco... Non mettiamo in scena "la fede" ma un racconto "di fede" attraverso personaggio forti e carismatici. Uno spettacolo laico, che parli e soprattutto possa provocare tutti senza distinzioni, una sorta di musical al quadrato una messa in scena che recupera in maniera esplicita le laude, ovvero la matrice francescana e giullaresca del musical moderno. Ma è anche un antimusical,volutamente spoglio in cui tutto è significativo e simbolico."

lunedì 10 dicembre 2012

Si avvicinano le elezioni politiche



Si avvicinano le elezioni politiche in Italia e ne sentiremo di belle promesse dalla voce di tutti i candidati. Ma sarebbe più opportuno che, questa volta i cittadini tutti scendessero in piazza per fare i loro comizi e dire a tutti i candidati ciò che chiedono al nuovo governo.
Intanto la difesa della salute di tutti e la possibilità per chiunque, povero o ricco, di avere una risonanza magnetica entro 24 ore. E per la salute un ritorno massiccio all’agricoltura. Come diceva il contadino Giovanni Parolin, la salute dell’uomo comincia nel momento in cui il seminatore getta il seme nel solco.
Poi la difesa dell’ambiente e la lotta all’inquinamento e a chi avvelena la vita della gente; inoltre la Scuola, una scuola per tutti e a misura di ciascuno  che guardi ogni alunno prima di tutto come persona: senza una scuola rinnovata nei metodi e nei programmi è compromesso il futuro di una nazione.
Le tasse per tutti ma proporzionate allo stipendio, per esempio non più di un terzo di quello che si guadagna.
Aumentare poi il netto della busta paga dei lavoratori e abbassare gli stratosferici stipendi dei dirigenti pubblici e del parlamentari. Dal punto di vista dell’equità riteniamo immorale una pensione di ventimila euro al mese quando c’è gente che prende  appena cinquecento euro. Guardare  con serietà il problema degli armamenti come afferma Antonio Sciortino: il costo di un solo aereo F-35 servirebbe a rimediare alla vergogna degli esodati lasciati senza stipendio e pensione.
Infine la lotta seria e intelligente alla criminalità organizzata, si chiami essa mafia, ‘ndrangheta, camorra o quant’altro, la quale, spudoratamente, spesso si allea con politici ambiziosi che hanno bisogno di voti per emergere.
E’ il nostro appello FORTE ad impegnarci davvero, allo scoperto, come singoli e come gruppo, civilmente, perché torniamo ad essere un Paese civile e rispettoso di leggi di giustizia ed equità.


giovedì 6 dicembre 2012

Il Kung Fu per la crescita della persona

Palestra di Kung Fu


Diffusosi in occidente come tecnica di lotta, il kung fu si è conquistato nel tempo il ruolo di disciplina capace di contribuire alla crescita globale della persona, anche dei più piccoli.
La pratica di tale disciplina non va finalizzata esclusivamente alla difesa personale o al semplice agonismo sportivo, che sono solo espressione esterna del kung fu. L’arte marziale va abbracciata nella sua totalità, con i suoi aspetti culturali, filosofici, storici…e diventa allora motivo di crescita personale, migliora il carattere e le capacità di relazione con l’altro. Infatti esso si presenta come lotta interiore per equilibrare gli “opposti” e i “complementari” che esistono dentro di noi, il corporeo e il mentale, il femminile e il maschile, lo yin e lo yang su cui si basa  tutta la cultura cinese. Non bisogna eliminare né l’uno né l’altro, bensì svilupparli in equilibrio. Riportiamo qui di seguito quanto afferma il medico Guido Bernardini, insegnante di arti marziali ai bambini dai 5 ai 12 anni a Roma: “Cercavo  una percezione più rigorosa del corpo e del respiro: con la pratica delle arti marziali ho trovato nuove strade per accedere alle dimensioni più interiori di me stesso…In palestra cerchiamo di far esprimere i nostri piccoli allievi in tutta la loro creatività e miriamo a far sì che con lo spirito del gioco, imparino a conoscersi meglio, a percepire le loro potenzialità e a migliorare le relazioni con gli altri. Durante gli allenamenti tengo sempre presente l’elemento filosofico degli opposti…Posso dire di aver visto bambini timidi o, al contrario, aggressivi e irrequieti, migliorarsi attraverso il kung fu. In ogni caso gli allievi prendono più coscienza del proprio corpo, migliorano la coordinazione, con benefici sulla salute e sulla crescita.”

da Monica Callori e Paolo Crepaz, L'arte del Kung Fu, Città Nuova n.3 2003

mercoledì 5 dicembre 2012

"Dialogo in Albania" di Donika e Luan Omari

Donika e Luan Omari a Castelgandolfo

Luan Omari: "La pace è sotto la minaccia del terrorismo che incombe quotidianamente su tutta l'umanità e che può colpire indistintamente ogni persona... Ma la  lotta contro il terrorismo è inscindibile dall'affermazione di principi e valori universali come la solidarietà e la fratellanza, il rispetto dell'altro. Nella formazione di questi valori siamo impegnati  con risultati tangibili. Posso dire che il Albania abbiamo già un'esperienza concreta di solidarietà...e malgrado vicissitudini e difficoltà storiche, gli albanesi hanno fiducia nell'avvenire, perché sono coscienti di essere anche essi di valori molto importanti. Uno di questi è la coesistenza pacifica tra le diverse comunità religiose, che è un fenomeno caratteristico del nostro paese. tale tolleranza religiosa irradia un sentimento di solidarietà ed ospitalità che è stato sempre una peculiarità della nostra gente..Ritengo che anche gli albanesi, emigrati a centinaia di migliaia in altri paesi europei, abbiano bisogno di sentimenti di comprensione e solidarietà per non essereemarginati...benchè la grande maggioranza di essi  sia composta da persone oneste e laboriose."
Donika Omari: "Il dialogo porta all'apertura, l'apertura al dialogo. Il processo è lungo e difficile, ma ogni passo avanti è da apprezzarsi comeuna speranza per il futuro, speranza di unità e di pace. Mi ha impressionato uno scritto di Johannes Rau sulla libertà dei credi religiosi. Dice tra l'altro: Nel dialogo nessuno è costretto a negare le sue convinzioni. A volte abbiamo l'impressione che tolleranza e rispetto verso gli altri, vogliano dire non solo rispettare la verità degli altri credi e convinzioni, ma considerarli,questi, giusti come i tuoi. Però è sbagliato. la tolleranza non è mancanza di differenziazioni. Tolleranza e rispetto vogliono dire appunto accettare  il diritto all'esistenza di convinzioni e verità di altri credi, anche se tu non li conideri giusti". Stavo chiacchierando con un caroamico italiano, ed eravamo d'accordo su tutti gli argomenti; all'improvviso un punto di disaccorso...E' stato impossibile arrivare ad un ragionamento che potesse avvicinare le nostre posizioni. Abbiamo allora rimandato la nostra discussione. Però ci siamo salutati abbracciandoci, per mostrare all'altro e a noi stessi che niente era cambiato dentro di noi, che l'affetto e l'amicizia sono rimasti intatti."

da "In dialogo per la pace- Atti delConvegno Castelgandolfo 28-30 maggio 2004