domenica 29 dicembre 2019

Jorge Luis Borges: Chi sono io?

Jorge Luis Borges (1899-1986)
« Io sono tutti gli scrittori che ho letto, tutte le persone che ho incontrato, tutte le donne che ho amato, tutte le città che ho visitato».
Jorge Luis Borges

venerdì 27 dicembre 2019

OGNUNO HA DEI VALORI DENTRO DI SE'

Claretta Dal Rì (1930-2016)
Noi sappiamo che ognuno ha dei valori dentro, ognuno. Amandoci tra noi, aiutandoci, aiutiamo l'altro a sviluppare questi valori, la parte più bella di sé. Quindi se l'altro migliora nella sua parte più bella, viene fuori una cosa molto speciale, ed io mi trovo arricchita da questo perché cerco di aiutare  l'altro a svilupparsi, e l'altro fa altrettanto con me. Quindi si parte da una coscienza personale, che sempre c'è, e si arriva a questo aiuto reciproco che fa crescere in noi la parte più bella, la coscienza personale e collettiva.

Claretta Dal Rì

da Atti del Convegno sul tema  "Dialogo su coscienza e povertà" promosso dal centro del Dialogo del Movimento dei Focolari il 25-27 maggio 2007

Francesco d'Assisi: Serenità, coraggio e sapienza



Signore, concedimi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare le cose che posso, e la sapienza per comprendere la preziosità della vita condotta ogni giorno con serenità.


 Francesco d'Assisi

giovedì 26 dicembre 2019

Albert Camus: "Oggi la tragedia è collettiva"

Albert Camus (1913-1960)


Oggi sappiamo che non esistono più isole e che le frontiere sono inutili. Sappiamo che in un mondo in continua accelerazione, nel quale l’Atlantico si attraversa in meno di un giorno e Mosca parla con Washington in poche ore, noi siamo costretti a seconda dei casi alla solidarietà o alla complicità. Negli anni Quaranta una cosa l’abbiamo imparata: l’ingiuria fatta a uno studente di Praga colpiva allo stesso modo l’operaio di Clichy e il sangue sparso sulle rive di un fiume dell’Europa centrale  doveva portare un contadino del Texas a versare il proprio sul suolo di quelle Ardenne che avrebbe visto per la prima volta. Non c’era come non c’è una sola sofferenza isolata, una sola tortura in questo mondo che non si ripercuota nella nostra vita di ogni giorno…Oggi la tragedia è collettiva. Sappiamo allora tutti senz’ombra di dubbio, che il nuovo ordine che cerchiamo non può essere solo nazionale e neppure continentale, e soprattutto non può essere occidentale o orientale. Deve essere universale.

Albert Camus


da Albert Camus, Mi rivolto dunque siamo,  Elèuthera 2013


Albert Camus



da Albert Camus, Mi rivolto dunque siamo,  Elèuthera 2013

mercoledì 18 dicembre 2019

Gandhi: Un pianeta migliore

Gandhi (1869-1948)

Moreno Orazi: Un relativismo positivo

Moreno Orazi

Relativismo, una delle parole estremamente ambigue che richiedono una precisa ridefinizione.
Ogni parola ha un suo ambito culturale, un suo ambiente, forse questa parola... dovrà essere oggetto di una particolare attenzione.
La mia concezione del relativismo è questa, non negativa: è un particolare stadio della coscienza che non corrisponde ad un offuscamento, ma a uno sguardo più vigile e più attento. E' un elemento utile per la ricerca della verità, che non è data una volta per tutte, ma che è un valore da raggiungere.
Il relativismo aiuta ad essere vigili, a non cadere in giudizi assoluti, a non assolutizzare il proprio punto di vista, è un o strumento importantissimo nel dialogo.

Moreno Orazi


da Dialogo su coscienza e povertà, Tip. Città Nuova 2007, Roma

lunedì 16 dicembre 2019

La solidarietà come materia scolastica



Proporre la solidarietà come materia scolastica, e precisamente un periodo formativo ed operativo al quarto anno delle scuole superiori, quando gli alunni hanno 17-18 anni, un età matura in cui i giovani sono in grado di lavorare fattivamente alla realizzazione di un progetto per il Sud del mondo.
Abbiamo sperimentato il progetto in 5 scuole toscane ed abbiamo constatato che  lavorando sulla solidarietà, per un anno intero,  si formano cittadini diversi. Gli studenti di Prato sono stati a Fontem in Africa, gli studenti di Firenze in India e in Calabria, quelli di Lucca  in Brasile, 

Claudio Vanni


da Claudio vanni,  Progetto Unicoop "Un cuore si scioglie" Tip. Città Nuova 2007

Riscopriamo il valore della coscienza comunitaria



Uniti da una profonda motivazione interiore viviamo una profonda  esperienza di dialogo che ci fa sentire portatori di un valore fondamentale: la propria coscienza e il rispetto  per la libera coscienza di ognuno, di tutti, anche di quelli che non hanno voce perché emarginati o perché vivono in uno stato di estrema povertà.
Sentiamo così affiorare la coscienza comunitaria e percepiamo che essa, se ancorata ai valori umani condivisi, può preservare  questo valore fondamentale... 
Questa coscienza nasce dall'ascolto e nell'esercizio, anche se a volte doloroso, dell'attenzione e dell'amore verso chi ci è accanto. Perciò fiorisce  e rifiorisce nella pratica del bene, nell'impegno a soccorrere chi ci è accanto o chi è solo geograficamente più lontano. Accoglie le diversità di ogni uomo ed esprime la conapevolezza della sua interdipendenza con tutti gli esseri viventi, restituisce al più indigente della terra la sua dignità.

Agnese Fermo Fasola

da Agnese Fermo Fasola: Coscienza e impegno per risolvere la povertà: alcuni spunti. da Atti del Convegno promosso dal Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose. Castelgandolfo 25-27 maggio 2007



"Il Natale" di Ernesto Balducci

Ernesto Balducci (1922-1992)



"Noi comprendiamo che l'alternativa propostaci dal Natale, è l’uomo non violento, l’uomo mite, l’uomo pacifico, anzi facitore di pace, l’uomo amante della giustizia fino a essere perseguitato... questa è l’alternativa”

                                                                          Ernesto Balducci

venerdì 13 dicembre 2019

Chiara Lubich: NO AL PROSELITISMO!

Chiara Lubich con L'Iman  W.D. MOhanned - Usa 2000
Il dialogo è un arricchimento reciproco, è un volersi bene, è un sentirsi già fratelli, è un creare già la fraternità universdale...Il dialogo è vero se animato dall'amore vero. Ora l'amore è vero se è disinteressato, se no non è amore, è egoismo. 
Se ci fosse un interesse nell'amare, esso sarebbe un dialogo costruito senza amore, quindi non sarebbe un dialogo, sarebbe un'altra cosa: proselitismo.
Proselitismo deve stare fuori dalla nostra porta, non può esserci perché altrimenti non c'è dialogo.

Chiara Lubich



da "Dialogo su coscienza e povertà" a cura del Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose 

del Movimento dei Focolari 

giovedì 12 dicembre 2019

Anniek Cojean: LETTERA AGLI INSEGNANTI

Anniek Cojean

Un preside di un liceo americano aveva l’abitudine  di inviare questa lettera ai suoi insegnanti all’inizio di ogni anno scolastico:  “Caro Professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruita da ingegneri istruiti, bambini uccisi con veleno da medici ben formati, lattanti uccisi da infermiere provette, donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università. Diffido – quindi - dell’istruzione.  La mia richiesta è la seguente: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri eruditi, degli psicopatici qualificati, degli Eichman istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.”

Anniek Cojean


Da Anniek Cojean: Les mémoires de la Shoah

Erri De Luca: I POTERI DECADONO

Erri De Luca
I poteri decadono, le epoche si succedono, le gerarchie scendono nella fossa comune della storia. Restano le idee, le ragioni, gli entusiasmi.


Erri De Luca 

da Robinson, n.151 La Repubblica 26 ottobre 2019

martedì 10 dicembre 2019

Luigino Bruni: Non tutte le povertà sono disumane

Luigino Bruni
Dobbiamo usare molta attenzione quando parliamo di povertà. C'è infatti povertà e povertà. Non tutte le povertà sono disumane: la povertà è una piaga ma anche una beatitudine se scelta per amore degli altri. Lo spettro semantico della parola povertà va dalla tragedia di chi la povertà la subisce (dagli altri, dagli eventi), alla beatitudine di chi la povertà la sceglie liberamente per amore degli alri, facendosi poveri per liberare altri da forme di povertà non scelte (che cos'è se non anche questo il senso profondo xdell'azione delle decine di migliaia di missionari che operano nei paesi pià svantaggiati?)

Luigino Bruni

dagli atti del Convegno Dialogo su Coscienza e povertà  Castelgandolfo 25/27 maggio 2007

lunedì 2 dicembre 2019

Dolors Dinarès: Capire il punto di vista dell'altro


Dolors Dinarès
Il dialogo dovrebbe essere qualunque spazio d'incontro in cui il significato fluisce liberamente tra coloro che comunicano, uno scambio libero come quel ruscello che viene e va, che si muove tra una sponda e l'altra, che apporta il suo proprio ritmo, senza limiti, allo stesso corso d'acqua.
Non si tratta perciò di evitare o ridurre gli argomenti complessi, sui quali non abbiamo la stessa opinione. Non si tratta nemmeno di eliminare la critica, ma di far fluire i contenuti con un metodo che garantisca l'ascolto reciproco, il rispetto delle idee altrui, ed assicurare così, non tanto il consenso iniziale, ma piuttosto uno scambio gratuito di opinioni personali.
Senza gli altri noi non esisteremmo, perciò l'obiettivo del dialogo è quello di imparare dall'altro, di fare seriamente l'esercizio di capire il suo punto di vista, anche senza condividerlo.


Dolors Dinarès

domenica 1 dicembre 2019

Piero Taiti: Vivere secondo coscienza



Il senso profondo del nostro fare non è la nostra "vincenziana" bontà verso gli altri, non è qualcosa di buono o di bene che sopravanza dentro di noi, che possiamo distribuire agli altri: è la condivisione del concetto che ogni altro individuo esprime, bene o male, la propria coscienza individuale (e da questo sentimento nascono i valori di solidarietà, di uguaglianza, di fratellanza) che ci obbliga, ci mette nelle condizioni di dover soccorrere con ogni mezzo chi si trova nelle difficoltà della vita, cominciando da quelli che ci stanno più vicini, fino a quelli che, solo geograficamente, sono più lontano da noi: con un senso di "compassione" (nell'accezione buddista del termine) che ci consente di "essere" prima di tutto noi "nel bisogno", e poi quindi di "fare".

Piero Taiti

da La coscienza di Piero Taiti, in Atti del Convegno Dialogo su coscienza e povertà  promosso Centro del Dialogo dal Movimento dei Focolari il 25-27 maggio 2007