giovedì 28 febbraio 2013

"Un insieme di persone molto variopinto"



Sono nata in Jugolslavia e, da ribelle qual'ero, mi sono sempre messa dalla parte dei più deboli impegnandomi per la giustizia. Da 23 anni vivo in Austria, da 5 lavoro al Centro Mariapoli di Vienna come cameriera. Preparo le colazioni, i breaks ed i pranzi, e spesso mi viene affidatta l'istruzione del personale.
Quando lavoro voglio far sentire a chi mi sta di fronte che in quel momento per me è la persona più importante del mondo. Cerco di leggere i desideri sulle labbra degli ospiti e sono felice quando li indovino.
Al lavoro siamo un insieme di persone molto variopinto, perché veniamo da diversi paesi, siamo cristiani, musulmani ed io sono stata battezzata ortodossa, ma il battesimo è stato l'unico mio legame con la religione. Sono senza convinzione religiosa.
Tutti andiamo molto d'accordo perché né il credo, né la provenienza, vengono messi in discussione, ma vengono rispettati. Ci facciamo gli auguri per le feste cristiane e in occasione del Bayram, alla fine del Ramadan. Allora ci incontriamo e la porta è aperta per tutti.
Anche al lavoro è così: vengono cucinati i pasti adatti sia ai cristiani che per i musulmani. Con Fatima che lavora in cucina siamo diventate amiche, io della Serbia, lei musulmana della Bosnia. Suo marito è stato assassinato a Tuzla da un vicino di casa serbo. E' solo l'amore che riesce a sanare pian piano questa atroce ferita.

Stojanka Kvicsala

da Atti del Convegno "Umanesiamo dialogo fraternità eredità di Chiara Lubich" Castelgandolfo 1-3 aprile 2011

domenica 17 febbraio 2013

Il silenzio del deserto



Da sempre mi entusiasmano i viaggi in zone desertiche e remote della terra, angoli del pianeta che sembrano apparentemente dimenticati dal tempo. Immense distese di sabbia che possono addirittura trasmettere un senso di inquietudine e smarrimento... All'inzio mi chiedevo cosa esattamente mi coinvolgesse così tanto di questi luoghi e soprattutto cosa mi legasse ad essi così profondamente. Ho trovato dentro di me la risposta...; senza dubbio si tratta di una sorta di correlazione tra il silenzio del deserto e la necessità di un silenzio interiore; affinché tutti i rumori nascosti in me, dati dai pensieri continui, da quelli associativi e da quelli avversi, cessino anche solo per pochi istanti di invadere me stesso. Ed è allora, in quegli attimi silenziosi, che riesco a gustare una nuova vita, un nuovo mondo, quello reale, privo di immaginazioni e di inganni, privo di illusioni e inutili tormenti.

Fabrizio Fabroni

da Franco Pietropaolo, Fabrizio Fabroni, Espetienza di un gruppo di dialogo, Atti del Convegno Umanesimo dialogo fraternità eredità di Chiara, Castelgandolfo 1-3 aprile 2011

venerdì 15 febbraio 2013

La povertà intorno a noi



Siamo coscienti che povero non è soltanto chi non ha soldi, ma anche chi è costretto a chiedere soccorso perché inabile, non autosufficiente, in un momento di bisogno.
Pensate a quanti intorno a noi si trovano nella condizione di dipendere dagli altri: nella famiglia, nell'ambiente di lavoro, nel vicinato.
Alcune volte basterebbe un solo sorriso, un buongiorno non detto meccanicamente ma col desideriodi accogliere l'altro.
Un semplice gesto di rispetto può diventare il primo passo verso l'incontro, lo scambio e il dialogo con l'altro, verso una serie di rapporti genuinamente umani.
Un'azione concreta nelle piccole cose, nel quotidiano e con le persone vicine può costituire una rivoluzione silenziosa che deve iniziare prima di tutto dentro di noi.

Piero Nuzzo

da Piero Nuzzo, La coscienza e la dignità dell'altro, Atti del Convegno "Dialogo su coscienza e povertà", Castelgandolfo 25-27 maggio 2007

giovedì 14 febbraio 2013

"I nuovi teatri" di Nicola Piovani

Nicola Piovani

"La musica teatrale - e non solo la musica, ma anche la danza, la prosa, la poesia dal vivo -, ovvero l'espressione artistica che vive in un teatro, con artisti e un pubblico in carne e ossa, è forse il più grande antitodo che abbiamo contro il rischio di smarrimento sociale ed espressivo che la nostra civiltà sta correndo.
Che siano sperimentali o accdemici, tappezzati di velluto rosso o invece formati da poche scomode panche, che siano affollati o eroicamente semivuoti, i nuovi teatri che nasceranno nel nostro paese saranno una ciambella di salvataggio contro l'incombente deriva televisiva."
Nicola Piovani 
da Alessandra Gaetani, La musica nel sangue, Il Messaggero di S. Antonio, Marzo 2012

domenica 10 febbraio 2013

In attesa che nasca lo Stato Palestinese

un immagine di Betlemme 

"Quello che era un popolo con una sua cultura e autonomia economica è ormai alla crisi grave: check points, demolizione di case, distruzioni di infrastrutture, il muro costruito non sul confine ma sul territorio palestinese in modo da ritagliare quanto più possibile della zona verde, taglio delle sorgenti d'acqua per destinarli ai nuovi insediamenti israeliani, ma anche mille ostacoli dentro i territori palestinesi per impedire gli spostamenti delle persone e delle greggi, l'agricoltura stravolta e mutilata, uliveti abbattuti. Gli agricoltori non possono raggiungere i propri campi, e se non li lavorano, dopo tre anni Israele glieli espropria. Queste azioni si basano sull'arbitrio dell'esercito di occupazione. Tutto ciò sta distruggendo la vita quotidiana dei civili palestinesi, provoca povertà e ha mandato a pezzi l'assistenza sanitaria. Ci sono leggi segregazioni che ostacolano le famiglie miste israelo-palestinesi... A nulla valgono le numerose denunce delle ONG e delle organizzazioni umanitarie che operano lì. Da 60 anni si attende la nascita dello Stato palestinese, mentre gli insediamenti israeliani in territorio palestinese continuano a crescere."

Armando Romano

Questo diceva, tra l'altro, Armando Romano, del gruppo del dialogo di Treviso, al convegno "Dialogo su coscinza e povertà" svoltosi a Csastelgandolfo  il 25-27 maggio 2007, presentando  il "Progetto Betlemme" portato avanti in collaborazione con l AMU e col Movimento dei Focolari presente in Terra Santa. Con i fondi raccolti  si è intervenuti in tante situazioni di emergenza di famiglie di Betlemme promuovendo anche incontri di collaborazione fraterna e di formazione all'unità e alla pace  tra israaeliani e palestinesi. 
Nonostante il primo riconoscimento dell'ONU sullo Stato Palestinese, la situazione resta sempre molto difficile, per cui continua l'impegno in Europa per questo progetto. Tutti possono aderirvi collegandosi con la segreteria internazionale dell'AMU: www.amu-it.eu

sabato 9 febbraio 2013

Way out, un disco caldo di Ron

Ron è uno dei cantautori più amati dagli italiani. Alcune sue canzoni scritte con Lucio Dalla, al quale è stato legato da grande amicizia, sono ormai classici della musica popolare:  Il gigante e la bambina. Piazza  Grande, Attenti al lupo. Da poco ha pubblicato un nuovo bellissimo album dal titolo Way out - Una via d’uscita -. Sentiamo cosa dice Ron al giornalista Eugenio Arcidiacono proprio su questo disco:

“Dopo un viaggio a New York ho iniziato a cercare su Internet brani di cantautori più o meno conosciuti qui in Italia, da Damien Rice ad Amos Lee, senza avere un’idea ben precisa. Ho cominciato a tradurre i testi e mi sono accorto che c’era un filo conduttore: resistere in questi tempi di crisi di fronte a qualcosa che sta andando male, dalla sfera privata alle guerre. Resistere e trovare una Way out, una via d’uscita…Ho convocato qui alcuni amici musicisti e abbiamo iniziato a registrare in queste stanze, accanto al fuoco del caminio: chitarra, basso e batteria in soggiorno e il violoncello nel bagno. Non sarà perfetto tecnicamente, ma è un disco caldo, vero, come volevo io.”

da Eugenio Arcidiacono, Ron – L’amico Lucio è sempre con me, Famiglia Cristiana 5 febbraio 2013

mercoledì 6 febbraio 2013

"Le perle preziose"

Fila di Immigrati davanti alle Poste

Avevo 15-16 anni quando durante un'estate il mio fratello più grande ha svolto un volontariato con gli extracomunitari presso la Caritas. La maggior parte di loro veniva dalla Cina, ma non mancavano albanesi, ecuadoriani, marocchini, ecc. Con alcuni di loro aveva stabilito legami di amicizia molto profondi, e per lui è stato normale invitarli a casa, visto che tutti noi eravamo in vacanza.
Al nostro ritorno, ci siamo improvvisamente trovati a conoscere persone di altri paesi, culture, religioni e abitudini diverse che venivano a casa per trovare mio fratello.
Inizialmente il rapporto con questi ragazzi e ragazze coinvolgeva soprattutto lui, e per me non era particolarmente difficile accoglierli e salutarli con un sorriso e poi tornare ai miei hobby, alla mia vita. Ma poi pian piano, queste persone sono diventate amiche di casa nostra e venivano a trovarci perché, evidentemente, lì respiravano l'aria di quella famiglia che avevano lasciato nei propri paesi.
Non passava sabato senza un ospite a casa, spessissimo intorno al tavolo con la pizza di babbo.
Questa esperienza mi ha aiutato a non provare sentimenti di diffidenza verso gli extracomunitari, anzi, durante la mia adolescenza, essi sono stati molto importanti per la mia formazione come persona, come uomo, e ahanno contribuito ad accerescere la mia attenzione verso i bisogni degli altri.
L'incontro con la "differenza culturale" mi ha arricchito; mi sono ritrovato improvvisamente con tante perle preziose: le loro storie, le loro vite.

Gabriele Bresci

da GabrieleBresci, L'altra faccia della povertà: l'immigrazione, Atti del Convegno "Dialogo su coscienzae povertà" Castelgandolfo 25-27 maggio 2007

martedì 5 febbraio 2013

"Mai più gli uni contro gli altri"

I principali edifici dell'università di Lpsia

Manfred Reichard, Professore di Sinologia all'Università di Lipsia, comunista, vive da oltre trentanni il dialogo con persone di convinzioni religiose nell'ambito del Movimento dei Focolari. Riportiamo alcune sue riflessioni:

"Per me comunismo significa null'altro che la creazione di un umano, ossia di un giusto, pacifico, intatto mondo, nel quale gli uomini - liberi da schiavitù e sfruttamento - in ricchezza spirituale vivranno insieme fraternamente...Nella mia vita ho pensato soltanto alla 'realizzazione del comunismo', come i cristiani  pensano alla realizzazione di un mondo divino sulla terra. I nostri scopi e speranze non sono affatto contrari. Il Cristianesimo è la religione dei poveri e di quanti sono privati dei loro diritti. La cittadella di Loppiano che ho potuto visitare m'è sembrata un concreto tentativo di una società che mi ha entusiasmato... Ho sempre sentito come sviluppo storico errato, che sinceri marxisti e sinceri cristiani che accettano le reciproche differenze e che hanno o dovrebbero avere tanto in comune nella visione del mondo, a motivo della loro particolare storia, si siano posti gli uni contro gli altri. Per questo vedo il contatto con voi cristiani come una speranza, una dimostrazione che un andare in parallelo, e su lunghi percorsi addirittura insieme, dovrebbe essere possibile, e lo è. Noi abbiamo sperimentato e stimato il nostro contatto con voi come un arricchimento ed un allargamento del nostro orizzonte".

Manfred Reichard

da Atti del Corso di approfondimento  per "amici del dialogo" Castelgandolfo (Roma) 6-9 aprile 2006