lunedì 7 ottobre 2019

Natalia Ginzburg: Il Crocifisso

Natalia Ginzburg (1916-1991)

Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo?
Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O vogliamo smettere di dire così?
Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo.
Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. È vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini.
Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente.
Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono diventate il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Il crocifisso fa parte della storia del mondo.

Natalia Ginzburg

L’Unità 22 marzo 1988


domenica 6 ottobre 2019

Marisa Madieri:"Il ruolo di madre"

Marisa Madieri (1938-1996)


Oggi sono in disarmonia con me stessa e vorrei potermi stare lontana. Ho mancato nei confronti dei miei ragazzi, facendoli restar male con uno scatto di impaziente e aggressiva stupidità. A volte il vento della grazia soffia così lontano da noi da renderci cattivi e ottusi anche con le persone che ci sono più care.
Non ho nascosto la mia mortificazione e sono stata già perdonata. I figli sanno essere e spesso tanto più comprensivi e maturi dei loro genitori.
Talvolta mi sento a disagio nel ruolo di madre, mi sembra di essere inadeguata, di educare sbadatamente, di parlare poco, di lasciarmi sfuggire invano questi anni e giorni preziosi di convivenza con i miei ragazzi, già tanto grandi. Li guardo e li trovo amabili e belli e penso al vuoto che lasceranno nella mia casa quando se ne andranno. Li guardo e li trovo ancora indifesi e vorrei poter assumere su di me il carico di dolore che la vita riserba loro, come a tutti. Mi sento in qualche modo responsabile della loro felicità e mi chiedo se hanno ricevuto le armi e gli strumenti necessari per fare delle scelte consapevoli, per essere agguerriti nelle prove, forti nelle delusioni, generosi nel successo, per amare e vivere nel significato.
Marisa Madieri
Da Marisa Madieri Verde acqua Einaudi 1987

mercoledì 2 ottobre 2019

"In bocca al lupo"


Ebbene sì, dire "IN BOCCA AL LUPO" è uno degli auguri più belli che si possa fare ad una persona! Indica protezione e amore, quell'amore della madre-lupo che prende con la sua bocca i propri figlioletti per portarli da una tana all'altra per proteggerli dai pericoli esterni.
Esprime la speranza che tu possa essere protetto e al sicuro dalle malvagità che ti circondano. In bocca al lupo significa quindi "che lo spirito del lupo sia con te e ti protegga dai pericoli della vita " come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca.

Da oggi in poi, ogni qualvolta qualcuno ci dirà “in bocca al lupo” non risponderemo più "crepi il lupo" ma "grazie di cuore".

martedì 1 ottobre 2019

Albert Camus: La fedeltà al passato sta...

Albert Camus
La più grande fedeltà al passato sta nell'affidare ogni cosa al presente.

Albert Camus

Anna Foglietta: Mostrare le nostre fragilità

Anna Foglietta
Amo molto il teatro; ce ne vorrebbe uno in ogni quartiere...La cultura non deve essere patrimonio esclusivo di certe zone...Non rinnego la mia anima popolare. Mi spiace solo di non aver avuto professionalmente molte occasioni per poterla esprimere...Non si creda che la normalità sia una condizione naturale: al contrario il più delle volte è frutto di un duro lavoro di un lungo percorso. 
La normalità va coltivata e non tutte le donne ce la fanno anche per una serie di difficoltà oggettive: poco tempo, insufficienti risorse economiche.
Da attrice mi piace prendere sotto la mia ala protettiva donne segnate da turbe psichiche. Sono donne per le quali provo una sincera tenerezza.
Le donne sembrano  condannate a mostrare i muscoli, invece è bello mostrare le nostre fragilità. fare richiesta di essere ascoltate. 

Anna Foglietta
da la Repubblica intervista