lunedì 18 giugno 2012

“L’importanza della meditazione” di Roberto Calasso



Molti sostengono che la figura dell’editore perderà di importanza con l’avvento dell’e-book e del self publishing, ma Roberto Calasso della Adelphi la pensa diversamente:

“Sono tutte balle. Esiste un’intera tribù che lo sostiene, ma si fonda su presupposti ideologici che coltivano l’odio per la meditazione: e questa è una delle cose più funeste che possono colpire un cervello che pensa. Significa non capire nulla di ciò che accade anche nella testa di ciascuno di noi, perché tutto è il risultato di complesse meditazioni.”

Da Loredana Lipperini, Libri Doc, Calasso: “Il mercato premia l’editore che sa quello che fa”, La Repubblica 3 marzo 2012

martedì 12 giugno 2012

"Il raccolto del mondo" di Erri De Luca


Povertà è una trincea che non accetta tregua.

L’assedio della scarsità la vuole costringere a miseria. I poveri sono funamboli del circo povertà,

giocolieri di pani e di pesci difficili da masticare a lungo prima di inghiottire.

Divisi in parti uguali tentano una giustizia e non fanno guardare nel piatto del vicino.

Le mani dei poveri hanno cento mestieri, le ore di sonno hanno il dovere di offrire al domani

la forza lavoro della buona volontà.

“Tu non l’opprimerai” dice cinquanta volte la parola sacra.

Dice, continua a dire, perché scritta non basta, tutti gli oppressori hanno una Bibbia in casa.

Dev’essere esclamata nella piazza, sotto l’angolo retto della pioggia e del vento che lucida le stelle.

Va ribadita in faccia ai cieli chiusi.

Il povero è un atleta, la sua specialità è la maratona.

Se al ricco d’improvviso succede la caduta nella povertà sprofonda, annaspa, incredulo alla sorte.

Anche se professore, laureato, è analfabeta della povertà.

Nella rovina degli abbienti il povero indovina

l’avvento di una scopa cometa che spazza ogni cent’anni.

Lieti i calpestati, disse da un’altura sconosciuta

il figlio dell’i Adàm, padre di nessuno e fratello di tutti.

Non è avviso per posteri lontani, ma d’imminente urgenza.

I tempi da noi invecchiano in fretta e le fortune scadono,

la storia è una signora smemorata.

Il papa, il re e chi non tiene niente: questi sono i potenti,

ma solamente il terzo erediterà il raccolto del mondo.

Erri De Luca

lunedì 11 giugno 2012

"La felicità è in noi" di Lamartine

busto di Lamartine (1790-1869) a Milly - Macon

“Mia madre pur soffrendo molto la povertà, disprezzo sempre la ricchezza. Quante volte mi ha detto più tardi, mostrandomi con un gesto i limiti di confini dei nostri giardini e campi di Milly: - E’ molto piccolo, ma sufficiente quando sappiamo proporzionarvi i nostri desideri e le nostre abitudini. La felicità è in noi, e non ne avremo di più estendendo i confini dei nostri prati e delle nostre vigne. La felicità non si misura a canne, come la terra, ma secondo la rassegnazione del cuore… poiché Dio ha voluto che i poveri ne avessero quanto i ricchi.”

Lamartine

domenica 10 giugno 2012

"L'effetto farfalla" per la pace

Dolors Dinares

La pace con se stessi è fondamentale per poter essere costruttori di pace. Non basta escludere la guerra, bisogna creare le condizioni necessarie per costruire la pace. Creiamo vincoli, stabiliamo relazioni, abbassiamo le tensioni, fermiamo lo stato di guerra fredda che si trova in tanti ambienti.

Certamente dove ci sono uomini ci sono conflitti. Non è tanto il conflitto che è evitabile, ma la soluzione violenta del conflitto. Lavorare per la pace ci chiede di fare il primo passo, senza aspettare la risposta, la reciprocità. Il perdono e la riconciliazione sono un valore.

Chi lavora per la pace sono quelli che l’amano tanto che non temono di intervenire nei conflitti, pur di prcurarla a quelli che trovano in discordia. Realizziamo quindi azioni per creare nella società uno stato di opinione pubblica favorevole ad una pace positiva (risolvere i conflitti in maniera civile) e istituire una cultura di pace.

Ricordiamo l’effetto farfalla che consiste nel fatto che il battito quasi impercettibile delle ali d’una farfalla che si produce in un punto della terra, può scatenare un uragano all’altro estremo. Perciò qualsiasi cosa facciamo, pur piccola, non sappiamo che effetto può avere.

Dolors Dinares

Da “In dialogo per la pace” Atti del Convegno Castelgandolfo 2004

sabato 9 giugno 2012

"Un uomo felice" di Tiziano Terzani


"Oggi l'economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi, per produrre delle cose per lo più inutili che altri lavorano a ritmi spaventosi, per poter comprare, perché questo è ciò che dà soldi alle società multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente. Io trovo che c'è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola "felice", ed è "contento". Accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice. "

TIZIANO TERZANI

venerdì 8 giugno 2012

"Dice la speranza" di Antonio Machado



Dice la speranza: un giorno

la vedrai se sai aspettare.

E lo scoramento: lei

non è che la tua amarezza.

Ma tu batti cuore… Tutto

non l’ha inghiottito la terra.

Antonio Machado

"Il Vescovo" di Carlo Maria Martini



I Vangeli non parlano a lungo della non credenza, perché non era a quel tempo di moda.

Oggi ci si definisce volentieri come atei o agnostici, o persone indifferenti al problema di Dio.

Non bisogna illudersi che siano numericamente pochi coloro che appartengono a queste categorie, come pure quelli che vivono di fatto lontani da ogni attività pastorale

Paolo VI si chiedeva costantemente la domanda: “Che cosa penserà o capirà di ciò che dico l’uomo moderno?” Badava molto all’impressione che il suo discorso e la sua azione potevano fare sui non credenti e i non praticanti.

Il vescovo dovrà ricordarsi di essere mandato in una Chiesa locale, cioè in una Chiesa esistente in un luogo, nel quale oggi non tutti possono considerarsi cristiani…Questo determinerà innanzitutto il suo linguaggio, perché esso dovrà essere capito il più possibile anche da coloro che non credono o non praticano.

Carlo Maria Martini

Da Carlo Maria Martini, Il Vescovo, Rosenberg & Sellier, 2012