lunedì 30 aprile 2012

“L’illusione della globalizzazione” di A.G. Iñárritu

Il regista Alejandro Gonzàlez Iñárritu

Sono molti anni che osservo il fenomeno delle grandi migrazioni sociali. A Città del Messico, mia città d’origine, non esiste questo problema dell’immigrazione multirazziale come nelle grandi città europee, Parigi, Roma,Londra o Barcellona.

In queste città le comunità di cinesi, africani e sudamericani vivono le une accanto alle altre, hanno gli stessi problemi di sopravvivenza, sono invisibili a quella parte della città che vive nella legalità, tuttavia non si incontrano e non si integrano. Sono cellule sociali autonome, che vivono realtà parallele, delle quali noi veniamo a conoscenza soprattutto attraverso i media.

Tutto ciò è una testimonianza chiara del fatto che il fenomeno della globalizzazione è una pura illusione. Possiamo globalizzare tutto, non l’essere umano.

Da: Francesca Lombardo, Iñárritu: gioco con morter perché la vita è sempre “biutiful”, Il Venerdì di Repubblica, 4 febbraio 2011

"In dialogo con i carcerati" di Claudiano Silva

Claudiano Silva

Sono nato a Sorocabo, nello Stato di San Paolo in Brasile, ho 41 anni.

Quando ho partecipato al concorso per lavorare nell’amministrazione penitenziaria, non avevo idea dell’ambiente di lavoro che avrei trovato, ma presto ho scoperto la mia missione.

Alla fine del 1997, dopo una grande rivolta, rimasi con 17 operatori in ostaggio, con 400 visitatori costretti a non uscire dal carcere , con 2 morti, tentativi di fuga e danni ai locali.

Nel 1998, per meriti sul lavoro, sono stato inviato ad essere Direttore del Nucleo di Educazione del carcere. Restai in quella funzione per 7 anni, poi trasferito nel Reparto Educazione dove sono ancora oggi.

Qui l’insegnamento è regolare: alfabetizzazione, corsi professionali, esami di diploma e attività culturali. Oltre l’insegnamento, attraverso il dialogo, cerchiamo di trasmettere il valore della reintegrazione sociale, seguendo la persona durante e dopo la fine della pena, dando sostegno materiale, ludico, educativo, sociale, sanitario e religioso. Contribuiamo così al miglioramento del rieducando, in modo che lo stesso si accorga che è possibile ricominciare, avere una vita nuova.

Continuo ad avere rapporti con molte persone che sono passate per il carcere e oggi sono inserite nella famiglia e nella società come buoni cittadini…Sono testimoni vivi dell’azione concreta del dialogo improntato al rispetto e alla stima per ogni persona. Giustamente come dice un grande amico e collega: “La vera prigione molte volte è dentro ciascuno di noi.”

Claudiano Silva

Testimonianza raccolta nel Convegno “Umanesimo dialogo fraternita: eredità di Chiara Lubich” Castelgandolfo(Roma) 1-3 aprile2011

venerdì 27 aprile 2012

"Attorno a casa tua" di Maria Voce

Maria Voce con i giovani in USA

L’altro giorno ho incontrato un ragazzino di 14 anni che mi chiedeva:

- Io vorrei fare qualcosa per queste guerre. Ti ricordi a piazza Tienammen quei giovani che si mettevano davanti al carrarmato? Io vorrei fare qualcosa.

Sembrava quasi che si volesse mettere davanti al carrarmato per fermare qualcosa di negativo. Io l’ascoltavo perché sentivo di dover rispettare questa sua esigenza, questa necessità di contribuire in qualche modo a costruire qualche cosa.

Poi aggiunse:

- Possiamo cominciare a raccogliere dei soldi per i poveri, fare qualcosa!

- Sì, certo – gli ho detto. – Ma sai cosa puoi fare subito? Puoi cercare di vedere, attorno a casa tua, se c’è qualche ragazzino della tua età i cui genitori non si parlano e lui si sente solo, puoi cercare di vedere se c’è qualcuno che ha bisogno di essere aiutato a scuola, ma vallo a cercare attorno a casa tua, non in internet, perché lì tu puoi fare qualcosa.

Ho visto i suoi occhi illuminarsi.

Maria Voce

Dagli “Atti del corso di approfondimento per amici del dialogo” Castelgandolfo 2009

martedì 24 aprile 2012

La lucidità dell’amore

da "Mr. Smith va a Washington" di Frank Capra

Ci sono tante cose da fare nel mondo. Come psicologa ho lavorato con persone che hanno vissuto esperienze brutte, vittime della prepotenza degli altri. Se si cresce in questo mondo alienato è difficile pensare di poter cambiare. Se si parla con persone che vivono in questa alinenazione, si sente che è importante stare accanto a loro, lottare con loro…Darsi agli altri con la vita: l’amore è lucidità, mi aiuta ad essere più sveglia. con tante cose da imparare.

L’esperienza di condividere un momento della mia vita con gli altri che hanno questa prospettiva è molto importante. Noi tutti abbiamo bisogno di questa lucidità.

Maria Josè Rodriguez

Da “Atti del corso di approfondimento per amici del dialogo di convinzioni non religiose” Movimento dei Focolari Castelgandolfo 2009

venerdì 20 aprile 2012

"Queste cose visibili" di Lamberto Lambertini

dal docufilm "Queste cose visibili" di Lamberto Lambertini

Durante una passeggiata gli occhi sono aperti, i sensi svegli, il corpo e la mente trasportati in uno spazio che è insieme la meta e la via.

Chi passeggia non fa domande, ascolta; non cerca, trova. Le persone che il Caso mette sulla nostra strada rinunciano alle consuete difese, disarmate da tanto sorridente silenzio, ritrovando il piacere del parlare di sé e degli amati luoghi.

La cinepresa chiude il suo occhio impietoso e il racconto diventa memoria paradossale di passato, presente e futuro.

A noi la libertà di associare fantasia e realtà, il visibile con l’occulto, in un cortocircuito di segni come il bene e il male, il bello e il brutto, opposti e complementari, l’uno specchio dell’altro.

Ed ecco Napoli, nobile metafora di tutte le antiche capitali del mondo, sospese tra rovina e grandezza, risorgere e mostrarsi, senza violenza e volgarità, immagini care alla cronaca, splendente invece di saggezza, umorismo e amore per la vita.

Una città ritrovata attraversando alcuni luoghi simbolo che ritornano vivi attraverso la voce amorosa e gentile delle persone che lì abitano davvero, così che, alla fine, persino la morte, esorcizzata anche dalla passione per l’arte della cucina, non è altro che un’ultima porta che si apre al sogno

Lamberto Lambertini

mercoledì 18 aprile 2012

"La quantità di amore" di André Comte-Sponville


Sarebbe folle attribuire importanza innanzitutto a ciò che ignoriamo, a ciò che ci separa, più che a ciò che conosciamo bene, per esperienza e per cuore e che ci avvicina: ciò che dà valore ad una vita umana non è la fede, non è la speranza, è la quantità d'amore, di compasione e di giustizia di cui si è capace.

André Comte-Sponville

“Atti del corso di approfondimento per amici del dialogo di convinzioni non religiose 2009"

lunedì 16 aprile 2012

"Gossip e sport" di Nicola Legrottaglie

il calciatore del Catania Nicola Legrottaglie

Fa piacere anche ai giocatori che la gente esprima loro affetto e simpatia; purtroppo attorno al mondo del calcio è stata creata una gigantesca fabbrica di cartapesta che ricorda molto Hollywood.

Chi tra i miei colleghi mantiene un basso profilo, rispetto agli altri, vede immediatamente la differenza: riscuote subito maggiore affetto da parte della gente che dice: “E’ uno normale, una persona vera”.

Perché i calciatori che cosa sono, marziani? Siamo tutti persone vere, abbiamo cominciato tutti allo stesso modo: un paio di scarpette, un pallone e un grande sogno. Però mostrare sempre il bomber con la ballerina, il centrocampista con la fuoriserie, il difensore con le meches, alla fine porta a una percezione distorta della realtà….Ritengo poi degradante per uno sportivo comparire sulla copertina dei rotocalchi scandalistici, mi sembra molto triste.

Nicola Legrottaglie

da Nicola Legrottaglie, Ho fatto una promessa, Edizioni Piemme 2010