sabato 31 agosto 2013

Focolari: un movimento pacifista ed ecologico?

L'isola di Procida, Italia
La pace è la salute dell'umanità: pace dell'uomo con se stesso, con gli altri, pace con la natura. Per chi crede, pace con Dio, comunque pace con l'umanità. Pace: perdono, vincolo di amore, unità.
Potremmo dire che siamo un movimento pacifista, che dona pace al mondo, i cui membri costruiscono rapporti di pace...Potremmo dire che il Movimento dei Focolari è un movimento ecologico, che contribuisce alla salvaguardia dell'ambiente, che vuole l'amore alla natura perché essa sia il più possibile se stessa e per l'uomo.

Arnaldo Diana

da Arnaldo Diana, Fatti di solidarietà fra gli uomini e con la natura per costruire la pace, Atti del Convegno "Costruire insieme un mondo unito" Castelgandolfo  2-3 maggio 1992

venerdì 30 agosto 2013

"Se tu non la pensi come me...siamo amici lo stesso"


Riportiamo alcuni passaggi di un discorso fatto da Papa Francesco ad un gruppo di giovani giapponesi:

Conoscere altre persone, altre culture sempre ci fa tanto bene, ci fa crescere. E questo perché? Perché se noi siamo isolati in noi stessi, abbiamo soltanto quello che abbiamo, non possiamo crescere culturalmente; se invece noi andiamo a trovare altre persone, altre culture, altri modi di pensare, altre religioni, noi usciamo da noi stessi e incominciamo quell’avventura tanto bella che si chiama “dialogo”.
Qual è l’atteggiamento più profondo  che dobbiamo avere per dialogare e non litigare? La mitezza, ossia la capacità di incontrare le persone, di incontrare le culture con pace; la capacità di fare domande intelligenti: “Ma perché tu pensi così? Perché questa cultura fa così?” Ascoltare gli altri e poi parlare. Prima ascoltare e poi parlare. Tutto questo è mitezza. E se tu non la pensi come me… siamo amici lo stesso. Io ho sentito come pensi  tu e tu hai sentito come penso io.
Questo dialogo è quello che fa la pace. Non si può avere pace senza dialogo. Tutte le guerre, tutte le lotte, tutti i problemi che non si risolvono, con cui ci scontriamo, ci sono per mancanza di dialogo.


Francesco

da Andrea Galli,  "Senza dialogo non c'è pace" Il Papa agli studenti giapponesi: isolati non possiamo maturare, Avvenire 22 agosto 2013

lunedì 19 agosto 2013

La solidarietà tra i popoli non si improvvisa

la sociologa brasiliana Vera Araujo
La solidarietà tra i popoli non si improvvisa. Scaturisce dalla dinamica della vita personale e si estende ai rapporti tra i popoli e le nazioni. I paesi industrializzati hanno sviluppato la cultura dell'avere che è arrivata alle massime conseguenze: accaparramento, difesa individualistica del proprio benessere, consumismo, spreco... Ora davanti ai cambiamenti storici, si trovano nella necessità di dare, di solidarizzare, di condividere, e non ne sono capaci.. Non sono capaci di muovere gli ingranaggi della burocrazia, di liberare i beni, di organizzare gli aiuti economici in modo funzionale.
Il lavoro a cui tutti siamo chiamati è di ordine anzitutto culturale e spirituale. Bisogna puntare sull'educazione, sul cambiamento delle menti e dei cuori. E' un'opera di liberazione dalla mercificazione della vita. Bisogna far riscoprire a tutti e, ai giovani soprattutto, quei valori che non si vendono e non si comprano, che non sono oggetto di baratto e di commercio.
Solo così i Paesi industrializzati potranno trovare le strade giuste per andare incontro non solo ai popoli bisognosi vicini, ma ad allargare lo sguardo sull'intero pianeta.

Vera Araujo
da  Costruire un mondo più unito, Atti del Congresso 2-3 maggio 1992, Castelgandolfo

domenica 18 agosto 2013

Andare al di là delle differenze

Un momento  di un Convegno  promosso dal "Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose" del Movimento dei Focolari

Moltissime persone di convinzioni non religiose per anni hanno lottato per ideali di giustizia sociale, di fratellanza e di equità, ed oggi attraversano momenti di demotivazione ideologica e di riflusso nell'individualismo. E' possibile recuperare la grandiosa carica morale e civile di costoro? 
Riportiamo un brano della risposta data dal filosofo Giuseppe Maria Zanghì durante un convegno.

Dobbiamo continuare ad affermare insieme, persone di convinzioni religiose e non religiose,  nelle idee e soprattutto nella vita che l'uomo è l'essere che vive veramente se è in comunione, se è essere sociale. E la comunione, la socialità autentica, domanda che si vada al di là non delle differenze in quanto esse sono fonti di reciproco arricchimento, ma delle differenze in quanto possono diventare mura di separazione. Andando al di là delle teorie, delle idee che vogliono legittimare questo muro di sistemi di pensiero ciascuno chiuso in se stesso e opposto e rivale agli altri.

Giuseppe Maria Zanghì

da Costruire insieme un mondo unito,  Fatti di solidarietà fra uomini di culture diverse, Atti del Convegno 2-3 maggio 1992, Castelgandolfo