venerdì 29 dicembre 2017

Antoine Compagnon: Perché leggere?

Antoine Compagnon

Per me la letteratura, o la lettura,  è innanzitutto evasione, piacere, esplorazione di nuovi mondi ai quali, per quanto si possa viaggiare, non si avrebbe accesso. Quello letterario è un testo in cui non ci si sente immediatamente a casa, a cui ci si deve abituare poco a poco, fin quando non diventa familiare. Ma è anche un testo che, ogni volta che lo si riapre, comunica un sentimento di spaesamento perché si vene colpiti da altri paesaggi e si scoprono nuovi percorsi. Sì, per me i grandi libri sono degli spazi, dei mondi di cui ricominciamo ad ogni lettura a studiare la geografia o, più precisamente, la “geometria”. Perché leggere? Per vivere meglio, per amare meglio e, senza dubbio, per morire meglio.

Antoine Compagnon

da  Benedetta Craveri, Cara  modernità, quanto ti odio, Il Venerdì di Repubblica  22 dicembre 2017

mercoledì 6 dicembre 2017

“Answer”

            

 
Chiara Lubich con i ragazzi

      Many times in our lifetime, we receive like a warning, like a call to serve and love others. And we need to trust and give ourselves totally to a yet unknown project. With our generous and total acceptance we place ourselves at the service of Love to all people and thus we become an example or model of a luminous adhesion.
      Therefore, the secret is to answer.
      When meditating on these situations, Chiara Lubich wrote: "To realize the designs of Love you only need people who surrender with full humility and with an open availability leaving space for creative activity".
      We can also discover the presence of Love in our lives and listen to that "inner voice" that invites us to make history, here and now, a fragment of his design. Our fragility and our insufficiency could block us. Let us make eternal wisdom our own: "There is nothing impossible for Love" and let us trust more in its power than in our strengths.
      We can also discover the presence of Love in our lives and listen to that "inner voice" that invites us to realize in history, here and now, a fragment of its plan.
      We can also discover the presence of Love in our lives and listen to that "inner voice" that invites us to realize in history, here and now, a fragment of its plan.   It is an experience that frees us from the conditions and the presumption of sufficiency and allows us to bring out our best energies and resources that we did not believe we had and, finally, makes us capable of loving.
      A couple told us: "Since we got married, we decided to open our house to the relatives of children who were in hospital in the city. A hundred families passed through our home and we always try to accompany them. Many times we got economical help. We recently received an amount of money and we thought about saving it, it will surely be useful for some family. Effectively, soon after another family arrived. It is like a game of love to which we should be compliant”. 
      Therefore, the secret is to answer.
      Indeed, with our response, putting love into practice, moment after moment, we will see change the world around us and through the streets of our modern cities, working in the office, at school, in different environments, in the midst of everybody. Indeed, with our response, putting love into practice, moment after moment, we will see change the world around us and through the streets of our modern cities, working in the office, at school, in different environments, in the midst of everybody.
      In this period before Christmas, let's try to be more face to face with Love, let's try to recognize their voice in our conscience, being sensitive to the needs of our brothers and sisters to contribute to making human life a family, sowing peace to around us and making joy grow in the heart.

Claudio Larrique


In attesa del Natale



Natale: bambini di ogni età e di ogni famiglia del villaggio globale, uniamoci! Noi, però, vogliamo unirci davvero, non per conquistare il potere ma per lasciarlo agli altri, non per dominare e possedere il mondo, ma per regalarlo.
L’unica cosa che ci preme è un Natale da vivere a modo nostro, che è poi il modo di chi l'ha ideato.Tutti insieme siamo tanti, siamo forti, siamo pronti, non a vincere o morire, ma a perdere tutto ciò che agli altri interessa tanto: soldi, potere, successo. Vi lasciamo tutto, purché ci lasciate le cose sacre e non ne facciate mercato.
Abbiamo un leader che non teme confronti. Abita all'ultimo piano, (in cielo) è vero, ma un giorno - il primo giorno della sua vita - ha alloggiato in una stalla. É nato praticamente per strada e ha rischiato la pelle fin dalla prima in­fanzia.
Appena nato, è stato subito fuggitivo, profugo, emigrante sulle rive del Nilo. Sua madre, poveretta, ne ha passate di cotte e di crude per difendere quel figlio -col cuore a pezzi, anche senza capire- ma continua a ripe­tere a tutti: Fate quello che vi dirà.
Poi se n'è andato in giro per il mon­do a predicare la Buona Novella (la liberazione dei poveri). Quando parla, pochi capiscono, altri scuotono il capo e dicono: Ma non è il figlio del fa­legname?...
Se gli chiedete come trattare i nemici, vi dice: Ama­teli. Se volete un consiglio per fare fortuna, è capace di rispondere: Vendi tutto quello che hai, il ricavato dallo ai po­veri, poi prendi la croce e seguimi. Una cosa da far inorridire i consulenti finanziari di tutte le banche del mondo.
E poi « seguimi » dove? Non è ancora chiaro. Se glie­lo chiedi, guarda in alto e accenna a qualcosa di azzurro che chiama regno dei cieli. Che si tratti di un viaggio in aereo? Chissà...
Niente da fare, assicura; dopo tutto questo (SEGUIMI) diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Ma allora...
Tranquilli, con un programma così non ci fermerà nessuno, perché non ci aspettiamo niente e per questo avremo tutto. Tutto cosa? Tutto quello che ci preme, naturalmente: la coscienza pulita, il cuore in alto, la gioia di esistere e... una fama da so­gnatori.
A Natale non riceveremo regali, dividendi o gratifiche, ma vedremo le stelle sopra le luminarie e avremo la sensazione che il Bambino ci saluti dal prese­pe (quello di casa, non della TV), muovendo la mani­na, appena appena, nella sua culla di paglia.
Che altro possiamo desiderare? Addobbi, veglioni, saldi di fine stagione? No, grazie! Anzi, facciamo così, ai potenti diremo questo: a Natale tenetevi tutto, ma lasciateci sognare.
Però, sentirsi più buoni non basta, se il mondo intorno a noi ha il ruggito del leone e il sibilo del serpente. C'è bi­sogno, invece, di risposte o almeno di un'eco ai nostri buoni propositi, non per consolarci e acquietare la coscienza nella breve pausa natalizia e poi via come prima, peggio di prima.
Se tutti, o molti, sognano la stessa cosa, il desi­derio si avvera. I sogni che muoiono all'alba sono quelli concepiti in solitudine e dimenticati durante il giorno per mancanza di fatti, di concretezza, di coerenza, di condivisione.
La regola migliore, che gli acrobati conoscono a memoria, è quella di guardare in alto, puntare in alto. Guai ad abbassare gli occhi sulle cose sottostanti. Tanto più che bene e male sono già dentro di noi, ed è così difficile stare in equili­brio sul nostro stesso cuore.
Il messaggio è comunque un annuncio positivo: il bene è possibile, la speranza è certa.
Se “il Verbo sì è fatto carne ed è venuto a stare con noi” (ecco il
vero racconto di Natale), vuol dire
che vale la pena vivere come ci ha insegnato, ed anche se il mondo intorno a noi ha il ruggito del leone e il sibilo del serpente, è possibile sopravvivere serenamente e con contentezza. Basta seguire la luce come i pastori o guardare le stelle come i magi. Sognatori anch'essi, sempliciotti; come noi, del resto.
Dunque, cari ragazzi dai nove ai novant'anni, amanti della lettura e delle cose semplici e buone, siamo in ottima compagnia.

a cura di Giuseppe Gamberini

da Natale con in grandi scrittori europei, Introduzione di Giuseppe Gamberini Ed. Paoline