sabato 24 ottobre 2020

Mariapia Veladiano: La scuola aiuta tutti i ragazzi a realizzarsi

Mariapia Veladiano


Il tema dell'equità è fondamentale nella scuola. Equità vuol dire riparare la partenza diversa che c'è tra i ragazzi. C'è chi nasce in un contesto culturale splendido, ricco, e chi nasce in un contesto più povero sia culturalmente che socialmente, e la scuola ha il compito di riparare questa differenza per permettere a tutti i ragazzi la possibilità di realizzarsi.
Questa è la prima cosa che la scuola deve fare. Bisogna quindi che noi docenti ma anche noi genitori…chiediamo questo alla scuola e non la competitività.
I docenti hanno un compito splendido, la scuola è un posto meraviglioso, anche se in questo momento la scuola è in difficoltà perché deve in qualche modo riparare "la fiducia nell'altro" che è venuta meno in tutta la società, non solo nella scuola.
Si parte spesso sfiduciati e con l'idea che l'altro non sia degno di fiducia, l'altro docente, l'altro scuola, l'altro istituzione.
Il compito della scuola in questo momento deve essere questo: mettere al centro l'idea che tu vali, che tu ragazzo vali, e anche le famiglie devono fare questa operazione partendo dall'idea che l'insegnante vale e che può dare qualcosa di valido ai nostri figli.
Non fiducia sospettosa, ma ricostruire quel rapporto di fiducia che va sempre ripararo lì dove non c'è. 
Mariapia Veladiano
 
 da in intervista rilasciata aTG TV2000 nel momento della prentazione del libro: Mariapia Veladiano, Parole di scuola, Guanda 2019

Wislawa Szymborska: Nulla due volte

Wislawz Szymborska (1923-2012)

La poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel 1996 per la letteratura, nel suo bellissimo discorso tenuto a Stoccolma dichiarò tra l’altro: “Il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza di fronte ad esso, amareggiati dalla sua indifferenza…questo mondo è stupefacente”. 
Come stupefacente è la vita in ogni attimo. E’ questo continuo stupore per la vita che ci porta a guardarci con occhi innocenti e incantati, a dare un senso al nostro ritrovarci, uomini tra gli uomini, ognuno con la sua diversità e la sua bellezza. Riportiamo una delle sue straordinarie poesie.


Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma che cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora.
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Da Wislawa Szymborska, Elogio dei sogni, Un secolo di poesia, Corriere della sera, 2011

venerdì 23 ottobre 2020

Elizabeth Goudge: Uno sguardo attorno a noi

Elizabeth Goudge

Se guardate attentamente quello che accade attorno a noi, vi accorgerete che la maggior parte delle cose che contano per noi, tutto ciò che rappresenta il nostro impegno più profondo sul modo in cui la vita umana deve essere vissuta e curata,  nascono e dipendono sempre da qualche forma di volontariato.

Elizabeth Goudge






Dialogo e confronto nella coppia

Massimiliano Varrese e Valentina Melis
nel film "Affitasi vita" di Stefano Usardi

 Ci sono molte coppie in cui un partner ha la fede e l'altro no; alla base di questo rapporto prima del dialogo ci deve essere  un atteggiamento di grande rispetto per le idee dell'altro con le sue scelte e reciproca libertà. Con queste premesse è possibile far nascere il confronto e il dialogo senza che nessuno rinunci ai propri principi.


George Lecoq (Hamoir Belgio)


da Verso una cultura del dialogo, Atti del Convegno a castelgandolfo  1-3 aprile 2011

giovedì 22 ottobre 2020

LA PERSONA AL CENTRO DELLE RELAZIONI














Umanesimo per me vuol dire mettere la persona al centro della relazione...Noi spesso consumiamo  le relazioni nella distrazione facendo mille cose tutte contemporaneamente. Per me umanesimo vuol dire  mettere l'altro, la persona, al centro.

Raffaella Bellucci Sessa



  Un apertura a 360°  dagli atti del  Convegno Umanesimo Dialogo fraternita eredità di C. Lubich. Castelgandolfo 1-3 aprile 2011

Alissio Boni: Non cercate ad ogni costo il successo e il potere

 

Alessio Boni

 Bisogna sempre impegnarsi per migliorare i rapporti sociali. Quando incontro i giovanissimi dico loro una cosa sola: “Cercate di diventare persone di valore. In qualsiasi campo andrete a lavorare non cercate ad ogni costo il successo o il potere! Cambierete in tal modo la società in cui vivete…la renderete più umana e vivibile. E’ un clic mentale piccolissimo ma enorme nei suoi effetti."

Alessio Boni


dal Blog Incammino, In dialogo con Alessio Boni 5-1-2010

Frank Capra: I miei film tra ideali e divertimento

Fran Capra: "l'eterna illusione" con James Stewart e Jean Arthur

I miei film dovevano dire qualcosa, E qualunque cosa dicessero, dovevano venir fuori delle idee che avevo dentro e che "si sforzavano dolorosamente di uscire", Non avrei più accettato copioni scritti frettolosamente contando sua mia abilità di giocoliere di fare film divertenti…D'ora in poi le mie sceneggiature avrebbero impiegato da sei mesi a un anno per essere scritte e riscritte; mi sarei sforzato con intelligenza di unificare ideali e divertimento in una storia significativa. E senza tener conto dell'origine del soggetto, io lo avrei fatto mio…il pensiero , il cuore e la sostanza  di un film sarebbero stati miei.

Frank Capra

da Frank Capra Il nome sopra il titolo Lucarini editore

mercoledì 21 ottobre 2020

Giordano Petri: Fare sempre di più e meglio


Giordano Petri

Il vero vincitore non è colui che vince sempre ma colui che nonostante una sconfitta continua ad avere il coraggio di mettersi in gioco. A volte sognare è una necessità, a volte lottare strenuamente per realizzare il proprio sogno aiuta a crescere e a diventare un attore fuori dal coro, un attore che non si stanca mai di vivere infinite vite, passioni, sogni seguendo percorsi e ruoli non convenzionali: la concorrenza è tanta e ben rappresentata. Quindi è necessario fare sempre di più e meglio e mai adagiarsi su un premio o un trofeo.



Giordano Petri

da Il talendo di Giordano Petri, intervista di Alessandra Paparelli, da Dentro la voce del Nord Est Romano

martedì 20 ottobre 2020

Albert Camus: La nobiltà dello scrittore

 

Albert Camus

La nobiltà del mestiere dello scrittore è nel resistere all'oppressione, e quindi nell'accettare la solitudine.

Albert Camus

 

lunedì 19 ottobre 2020

Catherine Belzung: Quando il dialogo è difficile

 

Catherine Belzung

Lavoro all'Università di Tours in Francia, nel campo della ricerca scientifica. 
Il dialogo è difficile nel mio ambiente di lavoro perché la concezione della laicità che c'è in Francia mi obbliga a non palare mai della mia fede quando sono in un ambiente pubblico.
Inoltre i miei colleghi sono molto spesso contrari alla pratica religiosa che pensano rifletta il senso di una vita profondamente insulsa. 
Come fare allora a dialogare in un contesto simile? 
Grazie all'esperienza che ho vissuto con il gruppo del dialogo ho capito che la cosa più importante non è portare le mie ragioni o controbattere, ma piuttosto interessarmi a quanto di positivo vive l'altro.
Sono così nati rapporti veri e profondi.

Catherine Belzung

in lingua francese:

Je travaille à l'Université de Tours en France dans le domaine de la recherche scientifique.

Le dialogue est difficile dans mon milieu de travail parce que la conception de la laïcité en France me conduit à ne jamais parler de ma foi quand je me trouve en public.

En outre certains de mes collègues sont très souvent opposés à la pratique religieuse car ils pensent que celle-ci reflète une vie dénuée de sens.

Comment faire alors pour dialoguer dans un tel contexte?Grâce à l'expérience que j'ai vécue avec le groupe de dialogue j'ai compris que la chose la plus importante n'est pas de présenter mes raisons ou de combattre mais plutôt de m'intéresser au côté positif qui vit dans l'autre.  C'est ainsi que sont nés des rapports authentiques et profonds.

Catherine Belzung.

domenica 18 ottobre 2020

Il vero conflitto non è mai distruttivo

Erich Fromm (1900-1980)

Va menzionato un altro errore frequente. L'illusione che l'amore implichi necessariamente l'assenza del conflitto. Così come è opinione comune che il dolore e la tristezza dovrebbero essere evitati in tutte le circostanze, la gente  spesso crede che l'amore significhi l'assenza di ogni conflitto; e trova ottime ragioni per sostenere questa teoria nel fatto che la lotta che li circonda sembra loro solo uno scambio distruttivo che non porta niente di buono alle persone coinvolte. Ma le ragioni di ciò stanno nel fatto che i conflitti della maggior parte della gente sono in realtà tentativi per evitare veri conflitti. Sono disaccordi riguardo questioni secondarie e superficiali, che per loro stessa natura non si prestano a chiarificazioni e a soluzioni. I veri conflitti tra due persone non sono mai distruttivi. Portano alla chiarificazione, producono una catarsi dalla quale entrambi i soggetti emergono con maggiore esperienza e maggiore forza.
L'amore è possibile solo se due persone comunicano tra loro dal profondo del loro essere, vale a dire se ognuna delle due sente se stessa dal centro del proprio essere. Solo in questa esperienza profonda è la realtà umana, solo là è la vita, solo là è la base per l'amore. L'amore, sentito così, è una sfida continua; non è un punto fermo, ma un insieme vivo, movimentato; anche se c'è armonia o conflitto, gioia o tristezza, è d'importanza secondaria dinanzi alla realtà fondamentale che due persone sentono se stesse nell'essenza della loro esistenza, che sono un unico essere essendo un uno unico con se stesse anziché sfuggire se stesse. C'è solo una prova che dimostri la presenza dell'amore: la profondità dei rapporti, e la vitalità e la forza in ognuno dei soggetti."

Erich Fromm

Erich Fromm - L'arte di amare - Arnoldo Mondadori editore - capitolo "L'amore e la sua disintegrazione nella società occidentale contemporanea" - pag 100

AJAHN TONG: QUANDO SI ACCENDE UNA LUCE

 

Ajahn Tong 

Quando si accende una luce nell'oscurità non ci si domanda se sia stato un uomo o una donna ad accenderla.

Ajahn Tong

sabato 17 ottobre 2020

VALERIA DI FILIPPO: RENDERE VISIBILE IL DIALOGO

Valeria Di Filippo

Viviamo in un momento particolare della Storia dell'umanità in cui questioni cruciali si incrociano e si contaminano: la questione ecologica, l'opzione militare come metodo per risolvere i conflitti, le grandi migrazioni,  tanto per citare quelle più eclatanti.

Finita l'esperienza delle ideologie che, nel bene e nel male, hanno condizionato lo sviluppo dei popoli nel '900, sembra venuta meno la spinta propulsiva per affrontare le grandi criticità del presente: la giustizia, l'uguaglianza, la libertà.

Riteniamo che  l'esperienza del dialogo, per la sua intrinseca natura di apertura, di laicità. di confronto, nel rispetto delle diversità, diventi il luogo privilegiato in cui i credenti di tutte le religioni, le persone di convinzioni diverse, gli uomini e le donne dell'arte e della cultura possano tutti insieme  far nascere in modo organico una realtà operante e visibile in tutto il mondo.

Valeria Di Filippo  e gli amici del dialogo

traduzione in francese

Nous vivons un moment particulier de l'histoire de l'humanité où des questions cruciales s’entrecroisent et se polluent  : la question écologique, l'option militaire comme méthode de résolution des conflits, les grandes migrations, pour ne citer que les plus marquantes.

 Une fois terminée l'expérience des idéologies qui, en bien ou en mal, ont conditionné le développement des peuples au XXe siècle, il semble qu’ait disparu la force de propulsion pour faire face aux questions cruciales du présent : la justice, l’égalité, la liberté.

 Nous pensons que l'expérience du dialogue, par sa nature même, d'ouverture, de laïcité, de confrontation, dans le respect des diversités, devient le lieu privilégié où les croyants de toutes les religions, les personnes de différentes convictions, les hommes et les femmes de l'art et de la culture peuvent tous ensemble donner naissance de façon harmonieuse à une réalité opérationnelle et visible dans le monde entier.

 

Valeria Di Filippo et les amis du dialogue

 


da Verso una cultura del dialogo, Comunicazione del lavoro dei gruppi, Castelgandolfo  1-3 aprile 2011 - Dagli atti del Convegno Umanesimo Diaalogo Fraternità eredità di Chiara Lubich.

José Saramago: Cos'è la solitudine?

José Saramago (1922-2010)


«La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice».

José Saramago

venerdì 16 ottobre 2020

Vito Mancuso: La vecchiaia è una trincea



VITO MANCUSO



Io penso che per ogni essere umano la vecchiaia sia paragonabile a una trincea della prima guerra mondiale. Sono finite le cerimonie, le marce, le sfilate, gli inni, le retoriche che fanno da preambolo non solo alla vita militare delle retrovie, ma anche alla vita quotidiana nella gran parte dei suoi momenti. Giunge il momento del redde rationem, il leopardiano «apparir del vero». Chi arriva alla vecchiaia non ha più nessuno davanti, è in prima linea sul fronte dell' essere o del nulla. E penso sia naturale in questa stagione dell' esistenza guardare al senso complessivo della vita, della propria e di tutti gli amici che si sono visti cadere, con un' intensità esistenziale paragonabile a quella di un soldato in trincea.
Vito Mancuso


daVito Mancuso, LA SINTESI DI UNA VITA Repubblica — 31 ottobre 2009