mercoledì 18 luglio 2018

Il dolore


Il dolore è un destino inesorabile, un'esperienza inevitabile da cui nessun essere umano può liberarsi. Pertanto dovremmo essere preparati per saperlo ricevere e non sfuggirlo cercando invano di negarlo tramite le più svariate strategie. E questo perché per superare il dolore non c'è altra strada possibile che quella di affrontarlo, guardarlo negli occhi, costi quel che costi.

Eduardo Roland

Eduard Roland, Un destino inesorabile, da Dialogo, dolore e...un confronto interdisciplinare tra persone con e senza riferimenti religiosi, Marino 2017

martedì 17 luglio 2018

Chiara Lubich: Il mio io è l'umanità

Chiara Lubich (1920-2008)
Io sento di vivere in me tutte le creature del mondo... realmente: perché il mio io è l'umanità con tutti gli uomini che furono e che saranno. La sento e la vivo questa realtà: perché sento nell'anima mia il gaudio del Cielo, sia l'angoscia dell'umanità.

Chiara Lubich

da Vida Rus, Postfazione al libro Dialogo, dolore e...Marino 2017

lunedì 16 luglio 2018

Fortunatamente ci sono i libri...

Josè Saramago (1922-2010)
Fortunatamente ci sono i libri. Possiamo dimenticarli su uno scaffale o in un baule, lasciarli in preda alla polvere e ai tarli, abbandonarli nel buio delle cantine, possiamo non posarvi lo sguardo per anni e anni, ma a loro non importa, aspettano tranquillamente, chiusi su se stessi perché nulla di ciò che contengono si perda, il momento che arriva sempre, quel giorno in cui ci domandiamo, Dove sarà quel libro che insegnava a cuocere la creta, e il libro, finalmente convocato, compare. 

Josè Saramago

domenica 15 luglio 2018

Religiosità laica

Norberto Bobbio (1909-2004)
un pensatore laico di profonda religiosità
Sembra che l'amore preesista alla religione e alla fede. Io per esempio concepisco la religiosità come l'esperienza originaria da cui hanno origine le religioni, e le religioni come l'insieme dei riti e delle pratiche liturgiche di un credo religioso. La religiosità è legata al sentimento del limite della vita e al suo mistero. Questo è, penso, il frammento di verità di cui sono depositario.
Un laico può vivere la dimensione senza approdare all'esperienza religiosa e senza aderire a nessun credo. La religiosità è per me l'esperienza del sacro, cioè l'esperienza della percezione di una soglia e di un significato della vita e del mondo inattingibili.
Nel dialogo tra persone di fede religiosa e persone di convinzioni non religiose si prospetta la religiosità come un aprirsi all'esperienza dell'amore, come una propensione ed insieme come un'opzione di vita che cerca relazioni positive centrate sull'amore.

Moreno Orazi

da Moreno Orazi, Quale Dio? in "Dialogo Dolore e..." Marino 2017

Ezio Bosso salvato dalla musica

Il Maestro Ezio Bosso




“La musica” dice “quando ero prigioniero del mio corpo, mi ha aiutato a guardare avanti, a scoprire dimensioni sconosciute dell’esistenza. E’ stato come un ricongiungermi a fatti che non conoscevo, scoprire parti della mia identità più autentica…Oggi l’idea principale che sta alla base del mio lavoro è l’attenzione all’uomo. L’esperienza musicale è sempre un’avventura umana, scambio di emozioni e di scoperte fra chi suona e chi ascolta. Siamo, per me, entrambi musicisti, anche se con funzioni diverse. In questa integrazione si diventa migliori”.

Mariapia Bonanate

Da Mariapia Bonanate, Il maaestro d’orchestra salvato dalla musica, Famiglia Cristiana 3 marzo 2013

sabato 14 luglio 2018

Nessuno possiede la verità


Il dialogo autentico ha a che fare con la verità, è sempre un approfondimento della verità, che ha bisogno di essere contemplata. La verità non è relativa, ma relazionale, ognuno mette in comune con gli altri la sua partecipazione alla verità, che è una per tutti.
Nella relazione ognuno scopre aspetti nuovi della verità, come se fossero suoi. “Relatività della verità” vuol dire invece che ognuno ha la sua verità.
Per i greci – ed io mi inserisco in quella tradizione – la verità è una, quella che è diversa è la partecipazione alla verità, perché nessuno possiede la verità, è lei che ci possiede. Questo vuol dire relazionalità.
La grande lotta di Socrate con i sofisti era proprio questa. Lui era convinto che la verità fosse una, il che non vuol dire che fosse uniforme, ma che tutti dovevamo partecipare con la maieutica alla verità.
Quindi dobbiamo concepire la differenza come un dono e non come pericolo


Jesùs Moran

da "Dialogo, Dolore e..." a cura del Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose "del Movimento dei Focolari . 1917

venerdì 13 luglio 2018

Benedetto Croce: La violenza


Benedetto Croce (1866-1952)


La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla.


Benedetto Croce

mercoledì 11 luglio 2018

Quando ci sentiamo deboli





      Tutti noi costatiamo permanentemente le nostre fragilità fisiche, psicologiche e spirituali, e vediamo attorno a noi un’umanità spesso sofferente e smarrita. Ci sentiamo deboli ed incapaci di risolvere quelle difficoltà, persino per affrontarle, e ci limitiamo almeno a non causare danno a nessuno.
      L’esperienza di Paolo di Tarso, al contrario, apre un orizzonte nuovo: riconoscendo ed accettando la nostra debolezza, possiamo donarci, cosí come siamo, per amore, e ció ci sosterrá  nel nostro cammino. Infatti, afferma: “Quando sono debole, è allora che sono forte”.
      A questo proposito, Chiara Lubich ha scritto: “La nostra ragione si ribella di fronte a tale affermazione, poiché vede in essa una  flagrante contraddizione o semplicemente un azzardato paradosso.  Invece, questa affermazione esprime una delle verita più alte…” Siamo forti precisamente quando sperimentiamo piú debolezza. Infatti, il libero pensatore Mahatma Gandhi, diceva: "L’amore è la forza dell’umile, ma è la più potente forza che il mondo ha a disposizione".
     Nella nostra debolezza, dunque, nell’esperienza della nostra fragilità si nasconde un’occasione unica: quella di sperimentare la forza dell’Amore (con maiuscola).
      E il paradosso dell’amore, così come lo vedevamo nell’idea del mese scorso: i miti sono i felici, perché lavorano per la pace.  


      Commentando quest’esperienza di Paolo, Chiara suggeriva: “L’opzione che come persone sagge dobbiamo fare è nel senso assolutamente contrario a ciò che di solito succede. E andare veramente controcorrente. L’ideale di vita del mondo in generale consiste nella ricerca del successo, del potere e del prestigio. Paolo, invece, ci dice che bisogna gloriarsi delle debolezze. Crediamo dunque  che l'amore tutto puó.  Per esso (…) possiamo essere certi di compiere opere che valgono, che irradiano un bene duraturo e che vanno incontro alle vere necessità degli individui e della collettività”.

domenica 10 giugno 2018

Zygmunt Bauman: Quando c'è vero dialogo?

Zygmunt Bauman (1925-2017)

Nel vero dialogo non ci sono sconfitti ma solo vincitori.


Zygmunt Bauman

da "Dialogo, dolore e..." a cura del Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose del Mov. dei Focolari, Marino 2017

sabato 9 giugno 2018

IL PREGIUDIZIO


Il pregiudizio è una fretta...  che ci impedisce di ascoltare, ed è la fretta con cui noi, subito, immeditamente, cataloghiamo la persona che ci parla. Al punto che crediamo di sapere già dove vorrà parare col suo discorso. E così avviene che noi, invece di ascoltare, pur tacendo, parliamo a noi stessi di quella persona e ne parliamo indipendentemente da lei, come a noi pare e piace, e così non l'incontriamo, non l'accettiamo, non ci immedesimiamo in lei.

R. Bessero Belti

da "Dialogo, dolore e...: Un confronto interdisciplinare tra persone con e senza riferimento religiosi"  A cura del Centro del dialogo con persone di convinzioni non religiose del Movimento dei Focolari, Marino 2017

venerdì 11 maggio 2018

Mariapia Veladiano: Che errore quei soldi agli studenti

Mariapia Veladiano

Quando si parla di scuola bisogna applicare mille prudenze perché ogni scuola è un mondo e solo chi proprio là vive e lavora può conoscere che cosa aiuta i ragazzi ad appassionarsi alla cultura, a vincere un’indolenza, magari ambientale, che potrebbe far pensare che, proprio no, studiare non vale la pena. Detto questo, l’idea di ricompensare la media dei voti con un premio in denaro è infelice. E’ un’idea non nuova e sbagliata…La misura del merito non è il voto. Già il voto in sé  ha mille pesi diversi da una scuola all’altra, da una sezione all’altra…Il merito è meravigliosamente altro…Santificare il voto vuol dire sposare la logica (aziendalistica) del risultato: o c’è o non c’è, in mezzo il nulla. Si può dire naturalmente che così va il mondo, che “fuori” nella realtà del lavoro sarà poi così. Ma è sbagliato, non crea né giustizia, né felicità e non piace a nessuno e, appunto, nella scuola bisogna mostrare che abbiamo valore al di là del risultato e che il mondo lo si può cambiare. Alla Scuola è chiesto di tener saldo  che ogni persona ha valore e che la scuola può aiutarla ad esprimerlo.
Mariapia  Veladiano

Da Mariapia Veladiano, Che errore quei soldi agli studenti, La Repubblica 4 maggio 2018

martedì 8 maggio 2018

Ermanno Olmi: Penso che sull'economia ci abbiano mentito

Ermanno Olmi e sua moglie Loredana Detto



Oggi, mi pare che le sorti del mondo dipendano solo dal denaro. L’economia degli Stati e quelle familiari non ce la fanno più a tenere dietro ai nostri sperperi. Jacques Delors ha dichiarato: “Apriamo gli occhi. L’Europa e l’euro sono sull’orlo di un precipizio”.
Ma come, apriamo gli occhi? Fino a ieri ci dicevano che per diventare ricchi bisognava consumare. E noi ci abbiamo creduto: una vera e propria “dittatura della stupidità”. E allora giù, a spendere e spandere fino al piacere assurdo del superfluo. Tanto a pagare - col mutuo - c’è sempre tempo.
Ma adesso quel tempo è arrivato e non sappiamo più come fare a saldare il cumulo assurdo del nostro debito. Dove trovare tanto denaro?
Per non precipitare nel baratro del fallimento, ecco che per “salvarci” si parla di far ripartire di nuovo i consumi.
Ma come, non ci hanno forse appena detto che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità? Che abbiamo straconsumato fino a indebitarci oltre ogni buonsenso?
E qui, o “qualcuno” ci ha mentito o non era all’altezza del compito. Per me ci hanno mentito.
Da adesso i conti devono essere fatti bene, dove i numeri sono numeri e i bilanci veritieri.
Poi, superata l’emergenza, potrà tornare ancora la voglia di ricominciare con una volontà di riscatto morale e con propositi e progetti in cui riconoscerci tutti.
Sogno, utopia? Perché no?
Perché a ottant’anni suonati credo ancora nella forza dei sogni…Ma dovrà essere un progetto davvero rivoluzionario, che rechi scandalo a furbi e opportunisti d’ogni sorta, concepito secondo giustizia, nel rispetto di principi e regole di una sana democrazia affidata a cittadini di salda onestà. Uomini e donne che abbiano una mente fervida ma anche un gran cuore. E’ la Storia che impone a tutti noi l’obbligo di una presenza attiva e attenta nel procedere uniti nel cammino verso il nostro futuro, secondo ruoli e gradi di competenza, ciascuno per quel che saprà fare nel proporre, progettare, mettere in atto, fin dagli atti più modesti, tutto quello che serve per il bene comune.
Ermanno Olmi


da Ermanno Olmi, La forza dei sogni contro la dittatura dei consumi, Corriere della Sera 25 marzo 2012

Insegnare: che cosa e a chi?

Paola Mastrocola

Quando leggiamo a chi ci è vicino quel che ci piace o ci emoziona, noi stiamo insegnando. E ne siamo felicemente consapevoli. Non abbiamo fatto nessun corso di didattica e non sappiamo affatto che quel che stiamo facendo è insegnare, lo facciamo e basta, perché ci sembra naturale farlo, e l'unico impulso che seguiamo è il profondo desiderio che l'altro partecipi alla nostra gioia interiore, che la condivida.
Insegnare è entrare in classe e dire: sentite che bello questo brano.
Se poi quel brano non l'abbiamo trovato ieri per caso solo noi, e non piace solo a noi, ma è un brano famoso, noto a tutti, che viene da un tempo passato e che anche le generazioni passate hanno amato e, per questo amore, tramandato...allora ancora meglio, siamo doppiamente felici: perché condividiamo qualcosa che è già stato prima di noi, condiviso e dunque appartiene a tutti. In questo caso condividerlo vuol dire percepire il tempo che scorre e capire di far parte di un mondo molto più grande del nostro piccolo e limitato universo.

Paola Mastrocola

da Paola Mastrocola, La scuola raccontata al mio cane, Guanda

domenica 29 aprile 2018

Il rischio




" Pensa che si muore

e che prima di morire tutti hanno diritto 
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione le volpi,
le poiane, il vento, il grano.
Impara a chinarti su un mendicante, 
coltiva il tuo rigore e lotta 
fino a rimanere senza fiato. 
Non limitarti a galleggiare, 
scendi verso il fondo 
anche a rischio di annegare. 
Sorridi di questa umanita'
che si aggroviglia su sé stessa .
Cedi la strada agli alberi. "




Franco Arminio 

giovedì 26 aprile 2018

Convinzioni dverse in famiglia


Qual'é la forza stabilizzante nella nostra famiglia in cui abbiamo fede e convinzioni diverse? Detto semplicemente: l'amore e la tolleranza, perché penso che esse siano alla base di ogni rapporto.
Noi, fin dall'inizio ci volevamo molto bene e sapevamo di voler creare una famiglia. Mia moglie è credente, invece io sono - usando le parole della Scrittura - "Tommaso l'incredulo".
La tolleranza è molto importante perché ci sia armonia tra noi. Sono molto contento che mia moglie  non mi costringa a qualcosa che io non sento. Da parte mia, rispetto la sua fede...Viviamo in un quartiere che si chiama Petrzalka, e attorno a noi abbiamo molte famiglie numerose. Anche a noi, due anni fa, è nata la quinta creatura.
Dorotka è nata con la sindrome di Down. Ed è proprio lei la nostra grande chance per aprirci al mondo. Mia moglie è sostenuta da Dio - io no. Ma ho quell'amore che mi aiuta a superare i momenti difficili della vita.

Lubos Vlcek



da Lubos Vlcek, Dialogo in famiglia, Atti del Convegno Dialogo suoscienza e povertà, maggio 2007