martedì 26 maggio 2020

Alberta Camus: Respingiamo L'ingiustizia e la menzogna

Albert Camus
Il modo giusto per voler bene al popolo russo, riconoscendo quel che non ha mai cessato di essere, quel lievito del mondo di cui parlano Tolstoj e Gorkij, non è augurargli imprese degne di una grande potenza: è fare in modo di risparmiargli, dopo tutte le prove passate, un nuovo terribile tributo di sangue. E la stessa cosa vale per il popolo americano e l’infelice Europa. E’ questo il tipo di verità elementare da non dimenticare mai.
Sì oggi vanno combattuti la paura e il silenzio, e con essi la separazione delle persone e delle anime che quelli comportano. Mentre vanno difesi il dialogo e la comunicazione universale e reciproca tra gli uomini.
La subalternità, l’ingiustizia e la menzogna sono i flagelli che ostacolano la comunicazione e impediscono il dialogo. Ecco perché dobbiamo respingerle.
Sennonché quei flagelli sono oggi la sostanza stessa della storia e, pertanto, molti li considerano dei mali necessari. E’ vero, infatti, che non possiamo sfuggire dalla storia, dato che ci siamo dentro fino al collo, ma è anche vero che possiamo cercare di lottare, dentro la storia, per preservare quel fattore umano che sembra non appartenerle.
Albert Camus

Da: Albert Camus, Questa lotta vi riguarda. Corrispondenze per “Combat” 1944-1947 . Bompiani 2010

lunedì 25 maggio 2020

Maria Frakas: Natura morta

Maria Frakas, Natura Morta

Piero Taiti: Come contrastare l'odio umano

Piero Taiti e Luciana Scalacci
Siamo convinti che solo nel rispetto dell'individuo che sono e che ogni altro e chiunque altro è, si possa erigere  quella "social catena" che ci impedisca di essere spazzati via dall'odio umano e dalla furia degli eventi del cosmo.
In questa dimensione, il dialogo è risorsa, il dialogo è fiducia, il dialogo è tolleranza, è sapienza, è caritas, il dialogo è forza, il dialogo è vita, il dialogo è speranza, il dialogo è strumento di pace, è sorgente di unità, è partecipazione alla vita degli uomini e, per gli uomini di fede, è partecipazione alla vita di Dio.
Con queste convinzioni, la dimensione utopica della nostra esistenza la vogliamo giocare "in ciò che non è ancora", nella sincera dosponibilità a rimettere nella partita tutto il nostro passato, per rileggere senza pregiudizi ciò che siamo stati, ciò che siamo e soprattutto ciò che vogliamo essere, con la convinzione che vogliamo partecipare alla costruzione del futuro degli uomini.

Piero Taiti


da Piero Taiti, Arricchirsi nella diversità, dagli atti del con. In dialogo per l'unità, Castelgandolfo 1997.

sabato 23 maggio 2020

Giordano Petri: Avere il coraggio


Giordano Petri

il vero vincitore non è colui che vince sempre ma colui che nonostante una sconfitta continua ad avere il coraggio di mettersi in gioco. A volte sognare è una necessità, a volte lottare strenuamente per realizzare il proprio sogno aiuta a crescere e a diventare un attore fuori dal coro, un attore che non si stanca mai di vivere infinite vite, passioni, sogni seguendo percorsi e ruoli non convenzionali: la concorrenza è tanta e ben rappresentata. Quindi è necessario fare sempre di più e meglio e mai adagiarsi su un premio o un trofeo.



Giordano Petri

da Il talendo di Giordano Petri, intervista di Alessandra Paparelli, da Dentro la voce del Nord Est Romano

venerdì 22 maggio 2020

Elsa Morante; L'inferno


Elsa Morante (1912.1985)
È un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te.
Elsa Morante
da L'isola di Arturo, Einaudi

mercoledì 20 maggio 2020

Pllav, Enrico legge davanti al mare, 2005

PLLAV, Enrico legge davanti al mare 2005

Don Lorenzo Milani: IL PERICOLO DELL'OBBEDIENZA CIECA

Don Lorenzo Milani (1923-1967)


A Norimberga e a Gerusalemme sono stati condannati uomini che avevano obbedito.
L'umanità intera consente che essi non dovevano obbedire, perché c'è una legge che gli uomini non hanno ancora ben scritta nei loro codici, ma che è scritta nel loro cuore.
Una gran parte dell'umanità la chiama legge di Dio, l'altra parte la chiama legge della coscienza.
Quelli che non credono né all'una né all'altra non sono che un'infima minoranza malata. Sono i cultori dell'obbedienza cieca.


Don Lorenzo Milani



In Dialogo con Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II  con Diana Pezza e Antonio Borrelli

100 anni fa la nascita di Giovanni Paolo II. A Capua , il 24  maggio 1992, la Cooperativa Capuanova offriva al Papa una medaglia realizzata da mio marito Antonio Borrelli. Fummo ammessi al saluto che si tramutò in un profondo e cordiale momento di Dialogo. Gli raccontammo che avevamo partecipato al primo Convegno per il Dialogo con Amici di convinzione non religiosa che Chiara Lubich indicava a tutto il Movimento dei Focolari, come via privilegiata per salvare sempre la sua identità. Il Santo Padre volle sapere quanti eravamo, da dove venivano i partecipanti e come avremmo continuato.....mise un Suo autografo ad un libro di Sue poesie che recapitammo a Chiara Lubich.

Diana Pezza Borrelli


martedì 19 maggio 2020

Adriano Celentano: "Il virus del cemento"

Adriano Celentano

La Natura ci scuote, ma l’uomo continua a non capire. Costruisce in fretta e dove non si può, pur sapendo che un giorno la pioggia ti rinfaccerà la morte di quelle persone che hai sulla coscienza…Il virus del cemento ha infettato e continua a infettare non solo l’Italia, ma l’intero pianeta. Ciononostante confido in ciò che di più bello c’è nell’animo dell’uomo. Specialmente di quello italiano. Ma la strada purtroppo è lunga.

 
Adriano Celentano


Da Michele Serra, Celentano, Il Venerdì di Repubblica, 2 dicembre 2011

Chiara Lubich: Insieme per la solidarietà, la pace, la giustizia,,,

Chiara Lubich (1920-2008) in India con gli amici Induisti


In un recente passato, milioni di uomini e donne hanno vissuto sognando un mondo più unito nella giustizia e nella pace, ideale che oggi pensano del tutto compromesso.
Essi devono sapere che c'è chi è impegnato a tenere ancora vivi certi particolari  sogni che non possono perire ed altri ancora.
Chi infatti, può pensare una convivenza umana senza i valori della solidarietà, della pace, dell'unità ma anche dei diritti umani, della giustizia della libertà e della vita?
Essi sono sempre attuali, perciò vanno riproposti agli uomini del nostro tempo, rivitalizzati da nuove motivazioni. Ed è ciò che vogliamo fare tutti insieme.

Chiara Lubich


dal Messaggio al Convegno con gli amici di convinzioni non religiose del giugno 1997

Liliana Cosi: Un'arte per tutti

Liliana Cosi
Fin dalla mia prima permanenza al Bolscioi di Mosca, accarezzavo l'idea di poter un giorno insegnare balletto ai giovani. Sognavo: avrei avuto un giorno una compagnia di danza classica tutta formata da ragazzi che avrebbero imparato il balletto l'arte, la vita, da noi; avremmo portato nuovi spettacoli fuori dai vecchi circuiti legati ai grandi teatri, per chiunque: tutti avevano il diritto di usufrire dell'arte, un'arte portatrice di una dimensione più ampia, lungimirante, che comprenda l'uomo di oggi coi suoi problemi, e al quale si possa indicare una luce, una via. Noi l'avevamo scoperta e dovevamo farla scoprire anche agli altri... Nacque così l'Associazione di Balletto classico Cosi-Stefanescu a Reggio Emilia...e tutto avvenne abbastanza in fretta, senza troppi calcioli a tavolino, ma sotto una forte spinta ideale.

Liliana Cosi

da Liliana Cosi, Balletto classico, carriera, esigenze personali e risposte, da Costruire insieme un mondo unito , Atti del Convegno, Castelgandolfo 1992

lunedì 18 maggio 2020

Claretta Dal Rì: La forza dell'Amore

Claretta Dal Rì ( 1930 -2016)
In questi anni abbiamo costatato, attraverso contatti e incontri, che è nata in ciascuno di noi, credente o non, la convinzione che l'amore può tutto, ed ha la forza di cambiare ogni situazione, ogni rapporto; è infatti l'amore che rompe ogni indifferenza tra me e l'altro, che fa cadere pregiudizi e barriere, ed abbiamo costatato che
l'amore è possibile a tutti.


Claretta Dal Rì


da  Claretta Dal Rì, L'Amore: fondamento della vita e dell'unità, Convegno Castelgandolfo 1997

domenica 17 maggio 2020

Adam Biela: Un'universale nostalgia

Adam Biela
Abbiamo posto alla base della nostra vita il riconoscimento del valore della persona concreta...che determina  l'atteggiamento morale  nella ricerca di buone soluzioni per il singolo uomo in determinate relazioni: familiari, di vicinato, professionali e amichevoli.
Si tratta quindi di  circondare di benevolenza, di amicizia , di amore l'uomo concreto con cui spesso ci incontriamo e che, a volte, aspetta da noi solo un buon gesto, una buona parola...per quell'universale nostalgia per l'unità e la fratellanza  tra gli uomini che è nella mente e nel cuore di ognuno.
Adam Biela


dalla Laudatio pronunciata a Lublino nel giugno 1996 per il conferimento a Chiara Lubich della laurea honoris causa in scienze sociali. Atti del Convegno In dialogo per un mondo più unito 1997.

Nicola Legrottaglie: Il mio sogno

Nicola Legrottaglie
"Quando mi chiedono: come vedi il futuro? Oppure: che cosa farai una volta attaccate le scarpe al chiodo? Rispondo sempre che il mio sogno è quello di rimanere all'interno di una grande società... in una struttura sensibile ai temi del sociale, che dia la possibilità di aiutare la gente e attraverso cui far passare messaggi positivi."

Nicola Legrottaglie

da Ho fatto una promessa, PiemmeEditore