mercoledì 28 ottobre 2020

RAFFAELLA BELLUCCI SESSA: iL GRIDO DALLA VALLE DEL NILO

 

Il Mediterraneo è come se tagliasse il mondo in due. Su di esso galleggiano sia la speranza di uomini che vogliono vedere spuntare il sole dopo le lunghe notti nel mare e sia la paura della gente civile che non li vuole.

Il vero male non sono le migrazioni, esse sono la conseguenza di una grave patologia, quella dell’ingiustizia sociale che riguarda il mondo e sono anche la denuncia di un Occidente che nonostante si consideri il fulcro della civiltà in realtà dimostra che sta sfaldandosi.

Forse occorrono sognatori, non solo tecnici. “Se un uomo sogna da solo, il sogno resta un sogno, ma quando tanti uomini sognano la stessa cosa il sogno diventa realtà” (Camara). Ci vuole gente nuova che sappia sognare, guardare lontano convinta che il futuro comincia già da adesso.

Le multinazionali creano schiavi affamati, denutriti e sempre più agguerriti. Il grido dalla valle del Nilo non si è spento ma continua nelle molte tragedie di genocidi, guerre, disastri ecologici, provocati dalle mani dell’uomo. Il grido degli schiavi, registrato nelle prime pagine della Bibbia, continua a risuonare. Chiniamoci “su chi ha bisogno, per tendergli la mano, senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione.”

Raffaella Bellucci Sessa

martedì 27 ottobre 2020

EDOUARD GLISSANT: RIVENDICO IL DIRITTO ALL'OPACITA'

Edouard Glissant (1928-2011)

 “Le radici non sprofondano nel buio atavico delle origini, alla ricerca di una pretesa purezza, ma si allargano in superficie come rami di una pianta, a incontrare altre radici e a stringerle come mani.”

“Ogni realtà è un arcipelago; vivere e scrivere significa errare da un isola all’altra, ognuna delle quali diventa un po’ la nostra patria. Ogni identità esiste nella relazione, è solo nel rapporto con l’altro che cresco, senza snaturarmi. Ogni storia rinvia a un’altra e sfocia in un’altra.”

“Rivendico il diritto all’opacità, ossia a non essere compreso totalmente e non comprendere totalmente l’altro. Ogni esistenza ha un fondo complesso ed oscuro che non può e non deve essere attraversato dai raggi X di una pretesa conoscenza totale. Bisogna vivere con l’altro e amarlo, accettando di non poterlo capire a fondo e di poter essere capiti a fondo da lui”.

Eduard Glissant
Scrittore

da Claudio Magris, Scoprire le radici per aprirsi al mondo, Corriere della sera 23 febbraio 201

ANNICK COJEAN: AGLI INSEGNANTI DI TUTTE LE SCUOLE

Annick Cojean 


Un preside di un liceo americano aveva l’abitudine  di inviare questa lettera ai suoi insegnanti all’inizio di ogni anno scolastico:  “Caro Professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruita da ingegneri istruiti, bambini uccisi con veleno da medici ben formati, lattanti uccisi da infermiere provette, donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università. Diffido – quindi - dell’istruzione.  La mia richiesta è la seguente: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri eruditi, degli psicopatici qualificati, degli Eichman istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.”

Annick Cojean 

scrittrice



lunedì 26 ottobre 2020

Chiara Lubich: Come rapportarsi con l'altro


Chiara Lubich (1920 - 2008) in India
 nel suo incontro con i fratelli induisti

Accogliere l'altro così com'è, non come vorremmo che fosse, con un carattere diverso, con le nostre stesse idee politiche, le nostre convinzioni religiose, e senza quei difetti o quei modi di fare che tanto ci urtano. No, occorre dilatare il cuore e renderlo capace di accogliere tutti nella loro diversità, nei loro limiti e miserie.

traduzione inglese

"Accept the other person as he or she is, not as we would like him or her to be. We cannot expect them to have a different character, or embracing our own political views, our religious beliefs, and without those defects or mannerisms which irritate us. No, we need to open up our hearts to welcome all their diversity, expressed in limits and miseries."

traduzione neerlandese

De ander verwelkomen zoals hij is, niet zoals we zouden willen dat hij was, met een ander karakter, met onze eigen politieke ideeën, onze religieuze overtuigingen, en zonder die gebreken of manieren van doen die ons zo storen. Nee, laten we proberen ons hart te verruimen en open te staan voor iedereen in zijn of haar diversiteit, met zijn of haar grenzen en problemen.



Chiara Lubich

dalla rivista Città Nuova Parola di vita Agosto 2006


ADA LUZ MARQUEZ: NON SO SE AVRO' ALTRE VITE

Ada Luz Màrquez

 

Non so se vivrò altre vite

non so se sono morta di altre morti.

So che in questa vita sono morta più volte

e sono rinata altrettante.

Non mi aggrappo a niente

non ho nessuna certezza

non possiedo nessuna verità,

tranne che l’amore e l’unica cosa reale è che un giorno morirò.

E quel vivere in questo mondo meraviglioso

nuda di tutto tranne che di amore,

quel camminare scalza

senza perdere l’anima in strada,

senza sapere se questo sarà il mio ultimo passo

o forse il primo da un’altra parte.

Questa benedetta incertezza

di sapermi viva qui e ora

è il più grande dei tesori,

la più grande delle libertà.

Ada Luz Márquez

 

domenica 25 ottobre 2020

Albert Camus: Cristo sulla croce è disperato


Albert Camus (1913-1960)
Il Nuovo testamento può essere considerato come un tentativo di rispondere in anticipo a tutti i Caini del mondo, mitigando la figura di Dio, e suscitando un intercessore tra lui e l’uomo. 
Cristo è venuto a risolvere due problemi principali, il male e la morte, che sono appunto i problemi degli uomini in rivolta. La sua soluzione è consistita innanzi tutto nell’assumerli in sé. 
Anche il dio uomo soffre, con pazienza. Né male né morte gli sono più assolutamente imputabili, poiché è straziato e muore. 
La notte del Golgotha ha tanta importanza nella storia degli uomini soltanto perché in quelle tenebre la divinità, abbandonando ostensibilmente i suoi privilegi tradizionali, ha vissuto fino in fondo, disperazione compresa, l’angoscia della morte. Si spiega così il Lama  sabactani e il dubbio tremendo di Cristo in agonia. L’agonia sarebbe lieve se fosse sostenuta dall’eterna speranza. Per essere uomo, il dio deve disperare.

Albert Camus

da Domenico Porzio, Incontri e scontri col Cristo, Ferro Massimo Editore 

Claudiano Silva: La vera prigione è spesso dentro di noi

Claudiano Silva

Sono nato a Sorocaba, dello Stato di San Paolo in Brasile, ho 41 anni.

Dal 1994 sono un impiegato  nel campo dell'amministrazione penitenziaria de lavoro nel settore della sicurezza del carcere.

Nei vari posti del mio impiego  mi sono trovato  in molte situazioni di violenza, come aggressioni, rivolte, fughe,  tentativi di ribellione,  morti corruzione e sono stato preso anche in ostaggio.

Alla fine del 1997, dopo una grande rivolta, rimasi con 17 operatori in ostaggio, con 400 visitatori costretti a non uscire dal carcere , con 2 morti, tentativi di fuga e danni ai locali.

Nel 1998, per meriti sul lavoro, sono stato inviato ad essere Direttore del Nucleo di Educazione del carcere. Restai in quella funzione per 7 anni, poi trasferito nel Reparto Educazione dove sono ancora oggi.

Qui l’insegnamento è regolare: alfabetizzazione, corsi professionali, esami di diploma e attività culturali. Oltre l’insegnamento, attraverso il dialogo, cerchiamo di trasmettere il valore della reintegrazione sociale, seguendo la persona durante e dopo la fine della pena, dando sostegno materiale, ludico, educativo, sociale, sanitario e religioso. Contribuiamo così al miglioramento del rieducando, in modo che lo stesso si accorga che è possibile ricominciare, avere una vita nuova.

Continuo ad avere rapporti con molte persone che sono passate per il carcere e oggi sono inserite nella famiglia e nella società come buoni cittadini…Sono testimoni vivi dell’azione concreta del dialogo improntato al rispetto e alla stima per ogni persona. Giustamente come dice un grande amico e collega: “La vera prigione molte volte è dentro ciascuno di noi.”

Claudiano Silva

Testimonianza raccolta nel Convegno “Umanesimo dialogo fraternita: eredità di Chiara Lubich” Castelgandolfo(Roma) 1-3 aprile2011

sabato 24 ottobre 2020

Mariapia Veladiano: La scuola aiuta tutti i ragazzi a realizzarsi

Mariapia Veladiano


Il tema dell'equità è fondamentale nella scuola. Equità vuol dire riparare la partenza diversa che c'è tra i ragazzi. C'è chi nasce in un contesto culturale splendido, ricco, e chi nasce in un contesto più povero sia culturalmente che socialmente, e la scuola ha il compito di riparare questa differenza per permettere a tutti i ragazzi la possibilità di realizzarsi.
Questa è la prima cosa che la scuola deve fare. Bisogna quindi che noi docenti ma anche noi genitori…chiediamo questo alla scuola e non la competitività.
I docenti hanno un compito splendido, la scuola è un posto meraviglioso, anche se in questo momento la scuola è in difficoltà perché deve in qualche modo riparare "la fiducia nell'altro" che è venuta meno in tutta la società, non solo nella scuola.
Si parte spesso sfiduciati e con l'idea che l'altro non sia degno di fiducia, l'altro docente, l'altro scuola, l'altro istituzione.
Il compito della scuola in questo momento deve essere questo: mettere al centro l'idea che tu vali, che tu ragazzo vali, e anche le famiglie devono fare questa operazione partendo dall'idea che l'insegnante vale e che può dare qualcosa di valido ai nostri figli.
Non fiducia sospettosa, ma ricostruire quel rapporto di fiducia che va sempre ripararo lì dove non c'è. 
Mariapia Veladiano
 
 da in intervista rilasciata aTG TV2000 nel momento della prentazione del libro: Mariapia Veladiano, Parole di scuola, Guanda 2019

Wislawa Szymborska: Nulla due volte

Wislawz Szymborska (1923-2012)

La poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel 1996 per la letteratura, nel suo bellissimo discorso tenuto a Stoccolma dichiarò tra l’altro: “Il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza di fronte ad esso, amareggiati dalla sua indifferenza…questo mondo è stupefacente”. 
Come stupefacente è la vita in ogni attimo. E’ questo continuo stupore per la vita che ci porta a guardarci con occhi innocenti e incantati, a dare un senso al nostro ritrovarci, uomini tra gli uomini, ognuno con la sua diversità e la sua bellezza. Riportiamo una delle sue straordinarie poesie.


Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma che cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora.
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Da Wislawa Szymborska, Elogio dei sogni, Un secolo di poesia, Corriere della sera, 2011

venerdì 23 ottobre 2020

Elizabeth Goudge: Uno sguardo attorno a noi

Elizabeth Goudge

Se guardate attentamente quello che accade attorno a noi, vi accorgerete che la maggior parte delle cose che contano per noi, tutto ciò che rappresenta il nostro impegno più profondo sul modo in cui la vita umana deve essere vissuta e curata,  nascono e dipendono sempre da qualche forma di volontariato.

Elizabeth Goudge






Dialogo e confronto nella coppia

Massimiliano Varrese e Valentina Melis
nel film "Affitasi vita" di Stefano Usardi

 Ci sono molte coppie in cui un partner ha la fede e l'altro no; alla base di questo rapporto prima del dialogo ci deve essere  un atteggiamento di grande rispetto per le idee dell'altro con le sue scelte e reciproca libertà. Con queste premesse è possibile far nascere il confronto e il dialogo senza che nessuno rinunci ai propri principi.


George Lecoq (Hamoir Belgio)


da Verso una cultura del dialogo, Atti del Convegno a castelgandolfo  1-3 aprile 2011

giovedì 22 ottobre 2020

Raffaella Bellucci Sessa: LA PERSONA AL CENTRO DELLE RELAZIONI














Umanesimo per me vuol dire mettere la persona al centro della relazione...Noi spesso consumiamo  le relazioni nella distrazione facendo mille cose tutte contemporaneamente. Per me umanesimo vuol dire  mettere l'altro, la persona, al centro.

Raffaella Bellucci Sessa



  Un apertura a 360°  dagli atti del  Convegno Umanesimo Dialogo fraternita eredità di C. Lubich. Castelgandolfo 1-3 aprile 2011

Alissio Boni: Non cercate ad ogni costo il successo e il potere

 

Alessio Boni

 Bisogna sempre impegnarsi per migliorare i rapporti sociali. Quando incontro i giovanissimi dico loro una cosa sola: “Cercate di diventare persone di valore. In qualsiasi campo andrete a lavorare non cercate ad ogni costo il successo o il potere! Cambierete in tal modo la società in cui vivete…la renderete più umana e vivibile. E’ un clic mentale piccolissimo ma enorme nei suoi effetti."

Alessio Boni

attore


dal Blog Incammino, In dialogo con Alessio Boni 5-1-2010

Frank Capra: I miei film tra ideali e divertimento

Una scena del film "l'eterna illusione" di Frank Capra 
con James Stewart e Jean Arthur

I miei film dovevano dire qualcosa, E qualunque cosa dicessero, dovevano venir fuori delle idee che avevo dentro e che "si sforzavano dolorosamente di uscire", Non avrei più accettato copioni scritti frettolosamente contando sua mia abilità di giocoliere di fare film divertenti…D'ora in poi le mie sceneggiature avrebbero impiegato da sei mesi a un anno per essere scritte e riscritte; mi sarei sforzato con intelligenza di unificare ideali e divertimento in una storia significativa. E senza tener conto dell'origine del soggetto, io lo avrei fatto mio…il pensiero , il cuore e la sostanza  di un film sarebbero stati miei.

Frank Capra

da Frank Capra Il nome sopra il titolo Lucarini editore

mercoledì 21 ottobre 2020

Giordano Petri: Fare sempre di più e meglio


Giordano Petri

Il vero vincitore non è colui che vince sempre ma colui che nonostante una sconfitta continua ad avere il coraggio di mettersi in gioco. A volte sognare è una necessità, a volte lottare strenuamente per realizzare il proprio sogno aiuta a crescere e a diventare un attore fuori dal coro, un attore che non si stanca mai di vivere infinite vite, passioni, sogni seguendo percorsi e ruoli non convenzionali: la concorrenza è tanta e ben rappresentata. Quindi è necessario fare sempre di più e meglio e mai adagiarsi su un premio o un trofeo.



Giordano Petri
Attore

da Il talendo di Giordano Petri, intervista di Alessandra Paparelli, da Dentro la voce del Nord Est Romano