lunedì 28 settembre 2020

LUIGI CIOTTI: SIATE ERETICI

Don Luigi Ciotti alla marcia della pace a Cuneo



SIATE ERETICI

Vi auguro di essere eretici.

Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.

 Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso è colui

che più della verità ama la ricerca della verità.

E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia. 

Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole,

l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.

Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio,

 della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.

Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. 

Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.

Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano,

chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.

Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze,

chi non si rassegna alle ingiustizie. 

Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.

Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.

Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.

Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.

 Luigi Ciotti


Dall'intervento  al Convegno Nazionale di Slow Food Italia

Martgherita Hack: Rigettiamo ogni forma di violenza

 

Margherita Hack (1922-2013)

Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra...


Margherita Hack

domenica 27 settembre 2020

IGINO GIORDANI: GLI ONESTI IN POLITICA

 

Igino Giordani (1894-1980)

"Ai giornali arriva  l'eco del diffuso sentimento di disistima per i partiti e per la politica. Ne sappiamo qualcosa anche noi, sentendo quello che ci dicono e leggendo quello che ci scrivono.

Pare a molti che la politica sia un'attività inferiore ed equivoca, da lasciarsi ai maneggioni: e non capiscono che se dalla politica si allontanano gli onesti, il suo campo è invaso dai disonesti: e la politica tira con sé tutta la nostra vita, da quella fisica a quella morale.

E una politica  fatta da disonesti porta ai dissesti finanziari, alla rovina della ricchezza pubblica e privata, al malcostume, alla guerra.

Comprendiamo allora che se la politica diventa sporca, va ripulita non disertata perché il suo compito è - dovrebbe essere - quello di assicurare il bene comune dei popoli, la protezione nella giustizia dei cittadini, l'integrazione sociale dei più deboli…"

Igino Giordani

da Igino Giordani, Quale Stato, Città Nuova 1983

sabato 26 settembre 2020

Anniek Cojean: LETTERA AGLI INSEGNANTI

Anniek Cojean

Un preside di un liceo americano aveva l’abitudine  di inviare questa lettera ai suoi insegnanti all’inizio di ogni anno scolastico:  “Caro Professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruita da ingegneri istruiti, bambini uccisi con veleno da medici ben formati, lattanti uccisi da infermiere provette, donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università. Diffido – quindi - dell’istruzione.  La mia richiesta è la seguente: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri eruditi, degli psicopatici qualificati, degli Eichman istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.”

Anniek Cojean


Da Anniek Cojean: Les mémoires de la Shoah

lunedì 21 settembre 2020

Papa Francesco: Il matrimonio è come una pianta

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Il matrimonio è come una pianta. Non è come un armadio, che si mette lì, nella stanza, e basta spolverarlo ogni tanto.
Una pianta è viva, va curata ogni giorno: vedere come sta, mettere l’acqua, e così via.
Il matrimonio è una realtà viva: la vita di coppia non va data mai per scontata, in nessuna fase del percorso della famiglia.
Ricordiamoci che il dono più prezioso per i figli non sono le cose, ma l’amore dei genitori.
E non intendo solo l’amore dei genitori verso i figli, ma proprio l’amore dei genitori tra loro, cioè la relazione coniugale.

Papa Francesco

dal discorso ai dipendenti della Santa Sede con i rispettivi familiari
21 dicembre 2015


domenica 13 settembre 2020

Edouard Glissant: "Rivendico il diritto all'opacità"


Eduard Glissant (1928-2011)

“Le radici non sprofondano nel buio atavico delle origini, alla ricerca di una pretesa purezza, ma si allargano in superficie come rami di una pianta, a incontrare altre radici e a stringerle come mani.”

“Ogni realtà è un arcipelago; vivere e scrivere significa errare da un isola all’altra, ognuna delle quali diventa un po’ la nostra patria. Ogni identità esiste nella relazione, è solo nel rapporto con l’altro che cresco, senza snaturarmi. Ogni storia rinvia a un’altra e sfocia in un’altra.”

“Rivendico il diritto all’opacità, ossia a non essere compreso totalmente e non comprendere totalmente l’altro. Ogni esistenza ha un fondo complesso ed oscuro che non può e non deve essere attraversato dai raggi X di una pretesa conoscenza totale. Bisogna vivere con l’altro e amarlo, accettando di non poterlo capire a fondo e di poter essere capiti a fondo da lui”.

Eduard Glissant

da Claudio Magris, Scoprire le radici per aprirsi al mondo, Corriere della sera 23 febbraio 2011

sabato 12 settembre 2020

Ermanno Olmi: I giovani possono cambiare il mondo





I giovani che abbiamo intorno hanno una moneta che non devono assolutamente rinunciare a spendere per il valore che ha, quello di una giovinezza che deve riscuotere il diritto inalienabile di creare le condizioni di un futuro per vivere degnamente. Devono  credere nella possibilità di cambiare le cose del mondo, ma anche la loro vita individuale in meglio. Se s'impegnano in questo saranno un esempio per chi non ha inizialmente lo stesso slancio e la stessa carica di ribellione.

Ermanno Olmi


giovedì 10 settembre 2020

Elizabeth Goudge: L'unica cosa che è sempre accaduta

Elizabeth Goudege (1900-1984)

Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa  cambiare il mondo. In verità è l'unica cosa che è sempre accaduta.
Elizabeth Goudge

mercoledì 9 settembre 2020

LIONELLO BONFANTI: Quale rapporto con le persone condannate?

LIONELLO BONFANTI  (1925-1986)


Lionello Bonfanti era un magistrato ed è  stato per molti anni "responsabile" della cittadella di Loppiano.
Come magistrato si trovò  spesso a condannare persone che avevano compiuto reati gravi. Un giornalista gli chiese un giorno come conciliava la sua fede cristiana che parla di amore e perdono con sentenze così  dure e impietose. Lui non esitò a partecipargli l'inquitudine che sempre viveva nel processo e di fronte alla condanna, aggiungendo però che, solo da quando aveva scelto di "vivere l'amore" per il condannato aveva trovato la pace. E "amare un condannato" per lui voleva dire  portare quell'uomo a comprendere il male fatto e a scegliere la carcerazione come strada per riparare il danno sociale. Precisò, poi,  che dopo la condanna  cominciava per lui, magistrato, un rapporto di vicinanza con il condannato, incontrandolo spesso e provvedendo alle sue necessità e a quelle della famiglia se necessario, perché si era reso conto che la carcerazione doveva essere rieducazione, ma lo Stato italiano non era giunto ancora a trasformare gli istituti di pena in istituti di rieducazione
Ho provato la gioia profonda di incontrare Lionello Bonfanti quando cominciai a lavorare nella scuola e nel viaggio di nozze sono stato suo ospite a Loppiano. Gli chiesi se vedeva possibile un reale cambiamento della società italiana e in particolare delle carceri. Lui, con onestà, mi confidò che vedeva ancora lontano un tale cambiamento, però aggiunse: "Se portiamo con la nostra vita l'amore nelle strutture sociali, anche nelle più  infernali come le carceri, le realtà  sociali piano piano si trasformeranno e di conseguenza la legge carceraria dovrà cambiare..."
È  da molti anni che Lionello non è  più tra noi, ma oggi pensando alla violenza della politica ai tanti episodi di corruzione e di inquinamento sociale, alla violenza contro gli immigrati,  ho sentito il richiamo forte delle sue parole e di quella sua incisiva testimonianza, per cui vedendo tanti giovani amici impegnati nel sociale, ho sentito di inviare loro questo messaggio per invitarli  a portate  l'amore in ogni ambito sociale,  nella giustizia, nella politica, nella scuola, ovunque, pronti ad incontrare disonestà e corruzione, e a far qualcosa perché quelli che operano il male scoprano di avere una coscienza, e sentano la sofferenza  che il loro agire arreca  all'umanità. 
Pasquale Lubrano Lavadera




martedì 8 settembre 2020

ANNA MARIA ORTESE: Abbi cura...

Anna Maria Ortese 81914-1988)
Stai sempre vicino a qualcosa che cresce. Che sia un bambino, un progetto, un'idea, o un nuovo giorno. Senza mai dimenticare la terra, la cura di una pianta. L'incanto di un fiore che sboccia.

Anna Maria Ortese

lunedì 7 settembre 2020

TONINO BELLO: La gioventù

Don Tonino Bello

La gioventù si vive una sola volta. Ma il cuore può rimanere giovane per tutta la vita. Si è giovani non sulla base del numero degli anni, ma sulla base segli ideali collettivi, per i quali vale la pena battersi.


Don Tonino Bello

domenica 6 settembre 2020

Alberto Barlocci: La scuola è ferma

Alberto Barlocci

Una cosa é chiara. I nostri problemi culturali derivano da una concezione della scuola (dalle elementari all'università). Molto spesso si è fermi alla trasmissione di contenuti. Ma si trascurano alcuni aspetti fondamentali, soprattutto nelle università: che io trasmetta contenuti e che l'alunno li ripeta all'esame, non significa in assoluto che si sia verificato un processo significativo sul piano dell'apprendere.


Alberto Barlocci

venerdì 4 settembre 2020

Elizabeth Goudge: Immaginazione e visione



"L'immaginazione ha origine in noi stessi e può  anche trarci in inganno; la visione è  invece un dono che ci viene dal di fuori, come una luce che colpisce le nostre palpebre chiuse e ci innalza a contemplare la  realtà  delle cose in profondità...Keats aveva idee molto chiare sulla differenza fra l'uomo d'immaginazione e il visionario...Io penso che noi tutti a volte abbiamo le due cose e quindi possiamo essere  geniali, perché il genio è  un uomo d'immaginazione  che ha inoltre  il dono delle visioni, come un fanciullo."

Elizabeth Goudge

da Elizabeth Goudege,L'erba della Grazia, Bompiani

giovedì 3 settembre 2020

"Date, e vi sarà dato"



Un messaggio ad uomini e donne, di popoli diversi e di culture differenti, un messaggio universale rivolto a tutti e che tutti possono accogliere per realizzarsi come fratelli: "Date e vi sarà dato". 
La novità è un amore verso ogni persona “traboccante” e che dà la capacità di aprire il cuore ai fratelli con generosità sempre crescente. 
Sono parole urgenti ed esigenti: dare del proprio, beni materiali ma anche capacità di ospitalità, di compassione, di perdono, con ampiezza, con una misura di amore che non conosce limiti, con promesse che superano le nostre aspettative e ci liberano dalle ansie dei calcoli e dai calendari, dalla delusione di non ricevere dagli altri secondo la nostra misura.

A proposito di questo invito, scriveva Chiara Lubich: "Ti è mai capitato di ricevere da un amico un dono e di sentire la necessità di contraccambiare? […] Se succede a te così, puoi immaginare cosa sia l’Amore. […] più abbiamo, più possiamo dare, possiamo far circolare ogni cosa nella comunità che ci circonda […]."

 Ma cosa potrebbe accadere se ci impegnassimo a praticare questo amore con molte altre persone? Sarebbe certamente il germe per una rivoluzione sociale.

Racconta J. della Spagna: «Mia moglie ed io lavoriamo nella consulenza e nella formazione. Ci siamo appassionati ai principi dell’Economia di comunione e abbiamo voluto imparare a guardare l'altro: i dipendenti, con la valutazione dei salari e le alternative a ovviare licenziamenti; i fornitori, rispettando i prezzi, i pagamenti, i rapporti a lungo termine; la concorrenza, con corsi congiunti e offrendo il nostro Know How ai clienti, con consigli dati in coscienza, anche rinunciando al nostro tornaconto. La fiducia che si è generata ci ha salvato nella crisi del 2008. Successivamente, attraverso la ONG "Levántate y Anda" (Alzati e cammina), abbiamo incontrato un insegnante di spagnolo in Costa d'Avorio. Voleva migliorare le condizioni di vita del suo villaggio con una sala parto. Abbiamo studiato il progetto e offerto la somma necessaria. Non ci credeva. Ho dovuto spiegargli che erano gli utili dell'azienda. Oggi la sala parto "Fraternità", costruita da musulmani e cristiani, è il simbolo della convivenza. Negli ultimi anni i profitti della nostra ditta si sono moltiplicati”.

Claude Arrique (Uruguay)

Redi Hasa: Edificare ponti con la musica

Redi Hasa

Quando studiavo al conservatorio di Tirana, l'Albania cadde nella guerra civile, che provocò  violenze e miseria. L'aria era irrespirabile, tutti avevano paura di uscire e io smisi di andare a scuola. Studiavo a casa col violoncello prestatomi dal Conservatorio. Partii per l'Italia portando con me il violoncello e di fatto rubandolo dal conservatorio.. Pensavo di restituirlo...oggi resta per me emblema di libertà e di speranza. 
Fu per me molto difficile lasciare l'Albania. I miei genitori sacrificarono tutto...Sbarcai a Bari nel 1998 e fui ammesso al conservatorio di Lecce dove ho terminato gli studi. Poi la mia carriera ha preso il via.
Cerco nella musica  un suono personale  che nel timbro si avvicina in modo entusiasmante e commovente alla voce umana...Mi piace stabilire  nessi tra Bach e la musica arcaica e polifonica albanese, navigare fra i repertori  delle due sponde adriatiche ed edificare ponti fra i Balcani e il sud d'Italia.
Lavoro spesso con altri musicisti e questo ha arricchito la mia esperienza.

Redi Hasa


intervista a Redi Hasa musicista fuggito dall'albania a cura di Leonetta Bentivoglio la Repubblica  27 agosto 2020