martedì 19 ottobre 2010

Don Luigi Ciotti: Vangelo e giustizia


“Come prete ho due grandi riferimenti: il Vangelo da una parte, la costituzione e la Carta universale dei diritti umani dall’altra. Testi che su piani diversi affermano la dignità della persona umana, l’impegno per la giustizia e per la ricerca di verità. Nella Chiesa ci sono testimonianze stupende, di grande umiltà e valore. Però. Lo dico con amarezza, ci sono anche silenzi, forme di compromesso, persino di complicità. A me piace la Chiesa dei don Puglisi, la Chiesa che interferisce, che interviene per illuminare le coscienze, per denunciare gli affari criminali e le ingiustizie sociali. Che testimonia nelle parole e nei fatti l’assoluta incompatibilità del Vangelo con il crimine e la violenza.”


Da Roberto Zichitella, Serve più vangelo e più giustizia – Famiglia Cristiana n.41 Ottobre 2010

lunedì 11 ottobre 2010

"La festa dei nonni 2010" Abbadia San Salvatore

Da quattro anni ad Abbadia San Salvatore (Siena) si svolge nella prima decade di ottobre la “Festa dei nonni”. Voluta e organizzata da Nicola Cirocco, con il sostegno e l’aiuto di Luciana Scalacci, sua moglie, da due anni vede anche la presenza e la collaborazione di Raffaella Bellucci Sessa.

L’incontro tra loro è avvenuto grazie ai “Gruppi del dialogo” promossi dal Movimento dei Focolari ad Abbadia e a Torino. Dopo anni di partecipazione ai convegni a Castelgandolfo, hanno trovato questo interesse e filone comune, e con grande naturalezza è nata una collaborazione, che si fa sempre più stretta, grazie anche alla profonda intesa che il gruppo ha consentito di far nascere e crescere.

La “Festa dei nonni” è divenuta così un’occasione per diffondere il dialogo: fra generazioni, fra le varie regioni d’Italia, fra cittadini e amministratori. Sono giornate di grande intensità, in cui si avvicendano nonni e scolaresche da tutta Italia a presentare i loro lavori sulla memoria, ma forse i momenti più significativi e importanti sono rappresentati dalle cene e dalle gite alla scoperta della miniera o dell’Amiata. Camminando e ascoltando si intessono rapporti con persone lontane, non solo geograficamente ma come cultura ed estrazione sociale; si discute, si chiacchiera, ci si scambiano opinioni ed esperienze, ci si lascia più ricchi di quando ci si è incontrati.

Il momento culminante della festa è l’incontro con Roberto Fabbrini, un badengo affetto da SLA, che ci regala un libro all’anno (dell’ultimo la prefazione è di Piero Taiti: ancora un intreccio con il gruppo del dialogo!). Alla presentazione tutto il paese si stringe attorno a lui, e la lettura delle sue pagine, accompagnata e sottolineata dalla splendida musica del fratello, crea un clima di unione e di commozione indimenticabili. Dalla sua conoscenza, che presto diventa amicizia profonda, non si può non uscire migliori, più ottimisti. L’amore che circola è palpabile. A Roberto è stato tolto tutto dalla malattia: ogni minima possibilità di movimento, anche quello per nutrirsi e respirare. Solo gli occhi rimangono vivi, e con questi comunica. Eppure è sereno come pochi sanno esserlo. Circondato dall’amore grato di chi si prende cura di lui – la moglie Stefania, il figlio Andrea, e amici fedelissimi e legati a lui da un legame indissolubile – si dice fortunato e irradia solo luce e serenità. Roberto è davvero una persona speciale, che la vita ha regalato a quanti hanno la fortuna di essergli accanto. In un mondo che ci restituisce solo notizie cariche di pessimismo, oscurità, in cui l’uomo sembra senza speranza, inerme, impotente, vivere questa piccola realtà nella sua grandezza ci fa capire quanto sia importante l’apertura all’altro, nella sua diversità anche estrema: c’è sempre uno spiraglio in cui insinuarsi ed iniziare un dialogo, che spesso, sorprendentemente, può cambiare l’ottica della nostra vita.

Nicola Cirocco, Luciana Scalacci, Raffaella Bellucci Sessa

foto 1: Abbadia San Salvatore

Foto 2: Roberto Fabbrini



Faruk Redzepagic


Colpito da un ictus molto grave Faruk Redzepagic, di Zagabria, membro della “Commissione internazionale” del “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari, ci ha lasciato il 29 settembre 2010.


Nato a Plavo, piccola cittadella nelle montagne del Montenegro, Faruk è stato da ragazzo particolarmente legato a suo nonno, un sapiente islamico, che trasferiva in lui la sua sapienza e le sue convinzioni, e lo istruiva nella fede, nella storia e cultura islamica, nella scienza, insegnandogli il parlare e lo scrivere arabo. Adolescente lascia il suo paese natio con il fratello maggiore per Zagabria, dove diventa un brillante studente delle scuole medie.A Zagabria incontra l’umile Ena: nasce l’amore e inizia una bellissima storia che finisce solo con la sua scomparsa.

Finiti gli studi, trova lavoro nell’Istituito per le terre in via di sviluppo e con tanta passione incomincia a studiare l’Africa. Scrive articoli e traduce libri su questo tema, collaborando alla realizzazione di vari progetti umanitari. Agli inizi degli anni ottanta, non resiste alla chiamata della politica. I suoi orizzonti aperti, la profonda formazione e la conoscenza di più lingue lo portano nell’ambito della collaborazione internazionale scientifica, tecnica e culturale, dove diventa Direttore dell’Istituto della Repubblica: un’autorità di rilievo nei territori della ex Jugoslavia.

Il suo lavoro in politica viene interrotto agli inizi degli anni novanta e Faruk si ritira con la moglie Ena a Pisarovina. Ben presto parte per la Bosnia e lavora per alcuni progetti umanitari del programma Merkamet. Viaggia nei luoghi dove regna la guerra.

Solo verso la fine degli anni novanta accoglie l’invito a conoscere il Movimento dei Focolari, impegnato nella Ex-Jugoslavia a costruire la fraternità, il dialogo, la tolleranza tra uomini di religioni e convinzioni diverse. Intravedendo in questo dialogo una speranza di pace e di unità per il mondo, dà tutto se stesso impegnandosi in Croazia, Slovenia, Serbia, Macedonia, e intraprendendo viaggi a Castelgandolfo, Loppiano e Trento, Vienna, Innsbruck, Studgard ed in altre città dell’Europa, e promuovendo ovunque azioni di solidarietà, di giustizia e di pace. Allarga il cerchio degli amici e diventa sostenitore dell’economia di comunione e di altri progetti avviati da Chiara Lubich in tanti angoli del mondo oscurati da povertà ed emarginazione.Per questo suo generoso impegno era stata recentemente nominato membro della Commissione Internazionale dal Vaticano per la promozione del dialogo con persone di convinzioni non religiose. In chi lo ha conosciuto e amato resta incancellabile la sua acutezza di sguardo la parola decisa, il rispetto delle diversità e una sua frase che amava spesso ripetere: “L’amore è l’unica forza che può muovere e cambiare il mondo.”

domenica 10 ottobre 2010

"Benvenuti al Sud" di Luca Minieri

Remake della commedia francese Giù al Nord , il film Benvenuti al Sud di Luca Minieri risulta primo al botteghino di queste prime due setttimane di programmazione. Un successo meritato e dovuto ad un’intelligente sceneggiatura e ad un’ottima interpretazione dei protagonisti: Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Alessandro Siani, e di tutti gli altri interpreti.

La storia, ricca di ilarità e di argute osservazioni su quei pregiudizi ideologici tra nord e sud che spesso creano sofferenza e malessere, prende e commuove, lasciando il segno nell’animo dello spettatore che, a schermo spento, ritrova in se stesso una verità fondamentale: la famiglia umana è una ed occorre imparare a dialogare ed oltrepassare sempre quei pregiudizi che minano l’esigenza di vera fraternità fra tutti gli uomini.



martedì 5 ottobre 2010

La passione di Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati


E’ sui nostri schermi il film La passione del regista Carlo Mazzacurati, un film molto interessante che merita di esser visto. Dall’intervista che la giornalista Federica Lanberti Zanardi fa al regista sul Venerdì di Repubblica del 24 settembre 2010 riportiamo la risposta data da Mazzacurati alla domanda: Perché ha narrato La Passione, lei che non è religioso?


“La passione di Cristo funziona ancora perché racconta qualcosa che riguarda ognuno di noi. E’ la storia di un uomo che viene messo solo di fronte alla folla, sbeffeggiato, ucciso e poi risorge. E’ la nostra vita tutte le volte che cadiamo. Cosa che accade quando perdiamo il lavoro, quando veniamo lasciati da un amore, quando siamo traditi da un amico. Cadiamo e dobbiamo rinascere…Il film parte da una storia vera capitata a me.”

Carlo Mazzacurati