lunedì 31 ottobre 2016

Amy Gutman: La democrazia non è il potere della maggioranza


Amy Gutman


da Maurizio Viroli, L'educazione democratica - intervista a Amy Gutmann, rilasciata il 21/5/1992 alla Prtinceton University, USA

Scuola: Mai etichettare i bambini!

Kenneth Clark (1914-2005)
Nel 1965 lo psicologo-pedagogista  Kenneth Clark scriveva questa sua riflessione sul sistema scolastico  americano. Anche se non è (ancora) la situazione del sistema scolastico  europeo, riteniamo opportuno riflettere su d essa per tenere alta la guardia e non rischiare di cascarci.

Una volta che il sistema scolastico è stato organizzato in modo tale per cui i bambini sono divisi in livelli, in cui si giudicano le loro capacità ed in base ad esse si decide quello che viene fatto o non fatto, quello che viene loro insegnato oppure no, la cosa terribile è che il risultato sembra giustificare le premesse. L'utilizzo di test di intelligenza per etichettare i bambini per la vita, per definire un'educazione basata su livelli di abilità e sul raggruppamento dei bambini in classi omogenee, impone nelle nostre scuole statali una gerarchia sociale intollerabile ed antidemocratica, che contraddice gli scopi originari dell'educazione pubblica...Le patologie che questo sistema pensa di curare vengono aggravate e perpetuate. Bambini che vengono trattati come se fossero impossibili da gestire, lo diventano... Molti bambini vengono sistematicamente categorizzati, raggruppati, etichettati come lenti ad apprendere, bravi, intrattabili, livello A, livello B, e così via. Ma il risultato è che non viene loro insegnato nulla... 
Kenneth Clark


Rinnoviamo la nostra mentalità


"Cresce la coscienza dell'eminente dignità della persona umana, superiore a tutte le cose e i cui diritti e doveri sono universali e inviolabili. Occorre perciò che sia reso accessibile all'uomo tutto ciò di cui ha bisogno per condurre una vita veramente umana, come il vitto, il vestito, l'abitazione, il diritto a scegliersi liberamente lo stato di vita e a fondare una famiglia, il diritto all'educazione, al lavoro, alla reputazione, al rispetto, alla necessaria informazione, alla possibilità di agire secondo il retto dettato della sua coscienza, alla salvaguardia della vita privata e alla giusta libertà anche in campo religioso ... Per raggiungere tale scopo bisogna lavorare al rinnovamento della mentalità e intraprendere profondi mutamenti della società."

(Gaudium et Spes 26)

domenica 30 ottobre 2016

Vito Mancuso: La vecchiaia è una trincea


Mario Luzi, un uomo che ha vissuto la vecchiaia con intensità



Io penso che per ogni essere umano la vecchiaia sia paragonabile a una trincea della prima guerra mondiale. Sono finite le cerimonie, le marce, le sfilate, gli inni, le retoriche che fanno da preambolo non solo alla vita militare delle retrovie, ma anche alla vita quotidiana nella gran parte dei suoi momenti. Giunge il momento del redde rationem, il leopardiano «apparir del vero». Chi arriva alla vecchiaia non ha più nessuno davanti, è in prima linea sul fronte dell' essere o del nulla. E penso sia naturale in questa stagione dell' esistenza guardare al senso complessivo della vita, della propria e di tutti gli amici che si sono visti cadere, con un' intensità esistenziale paragonabile a quella di un soldato in trincea.
Vito Mancuso


daVito Mancuso, LA SINTESI DI UNA VITA Repubblica — 31 ottobre 2009  



giovedì 27 ottobre 2016

E' possibile una convivenza pacifica nelle nostre città?

Russi (Ravenna) Italia
Serpeggia una diffusa sfiducia nella possibilità di realizzare una convivenza pacifica nelle nostre città. Eppure c'è chi tenta di mettercela tutta. Riportiamo la testimonianza dell'amico Verter Barnabè.

"Tutta la comunità civile di Russi, riunita in un'assemblea pubblica decise di dar vita ad  un "Comitato per la pace" che fosse espressione di tutta la città, per costruire una cultura di pace.
In questi anni il Comitato ha cercato di essere innanzitutto un esempio di convivenza democratica, il che comporta scambio di opinioni, tentativo di creare insieme  obiettivi di lavoro e di realizzarli, profondo rispetto per le idee e le militanze degli altri. Percorsi politici diversi convivono così e tentano di costruire una pace per tutti, sicuri comunque di aver trovato, almeno fra noi, la pace che ci lega.
Inoltre abbiamo cercato di produrre iniziative che non si limitano a sollecitare l'emotività dell'opinione pubblica come fanno i grandi mass media, ma cerchino di approfondire le vere cause di ogni guerra. Così abbiamo parlato della fame che opprime interi continenti, delle spietate leggi del mercato che vedono i paesi ricchi produrre armi per i paesi poveri, della politica di aiuti internazionali che sono spesso un affare di grandi imprese di ricchi che sottraggono denaro e occasioni di crescita ai poveri.
Infine abbiamo raccolto fondi e fornito aiuti a  quei popoli che soffrono per la presenza di guerre.

Verter Barnabè

dagli atti del Convegno "In dialogo per un mondo più unito: Amore fondamento della vita e dell'unità" promosso dal centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose del Mov. dei Focolari.

martedì 25 ottobre 2016

Edgar Morin: il sistema scolastico va riformato

Edgar Morin
Il  compito della scuola è quello di aiutare gli studenti a "imparare a vivere". Certi insegnamenti non fanno parte delle discipline, ma permettono di integrarle. Non si possono scindere materie scientifiche e materie umanistiche. Einstein lo mostrava già ai suoi tempi. Era un globalista-matematico, pensatore, ingegnere, qualcuno che sperimentava i concetti. Adorava suonare il violino, “perdeva tempo” interessandosi d’arte, di politica…In questo senso il sistema di insegnamento meriterebbe di essere riformato.


Edgar Morin

giovedì 20 ottobre 2016

Wislawa Szymborska: Nulla due volte

Wislawz Szymborska (1923-2012)

La poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel 1996 per la letteratura, nel suo bellissimo discorso tenuto a Stoccolma dichiarò tra l’altro: “Il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità e dalla nostra impotenza di fronte ad esso, amareggiati dalla sua indifferenza…questo mondo è stupefacente”. 
Come stupefacente è la vita in ogni attimo. E’ questo continuo stupore per la vita che ci porta a guardarci con occhi innocenti e incantati, a dare un senso al nostro ritrovarci, uomini tra gli uomini, ognuno con la sua diversità e la sua bellezza. Riportiamo una delle sue straordinarie poesie.


Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma che cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora.
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Da Wislawa Szymborska, Elogio dei sogni, Un secolo di poesia, Corriere della sera, 2011

venerdì 14 ottobre 2016

Francesco D'Assisi: Chi lavora con le mani, la testa e il cuore

Massimiliano Varrese è Francesco D'Assisi nel musical "L'amore quello vero"
"Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista."

 Francesco D'Assisi

giovedì 6 ottobre 2016

Marshall B. Rosengerg:La malvagità è nella natura dell'uomo?

Marshall B. Rosengerg (1934-2015)
Il  negativo, la malvagità non è la nostra natura, risulta dall’educazione che riceviamo, che ci scollega dalla vita. Secondo alcuni studi antropologici, prima di ottomila anni fa non c’era quasi violenza su questa Terra. La violenza  è iniziata nel momento in cui i popoli, prima cacciatori e raccoglitori, hanno cominciato a rimanere fermi per coltivare. Questo ha portato al bisogno di avere organizzazioni più grandi, chiamate governi, e successivamente sono subentrate  rappresentazioni della natura difettosa dell’essere umano. Quindi la violenza ci è stata insegnata, ma non è nella nostra natura. Ci sono intere tribù di persone che non hanno mai usato la violenza e queste esperienze sono bene documentate da antropologi, come Ruth Benedict, che hanno identificato nel mondo molti popoli che non hanno mai praticato la violenza, non usano la punizione, non uccidono, non stuprano. La violenza non è nella natura umana, la violenza è nella nostra educazione.

Marshall B. Rosenberg

da Marshall B. Rosenberg; Le parele sono finestre (oppure muri) - Edizioni Esserci reggio Emilia