martedì 24 marzo 2015

"I fondamenti della Costituzione sono in pericolo" di Ermanno Olmi

Ermanno Olmi
“La patria di tutti è la patria della democrazia, in particolare per voi giovani: adesso è venuto il vostro tempo. Non fate come noi che ci siamo accontentati di affermare i principi della democrazia e non abbiamo vigilato abbastanza sui nostri comportamenti. Oggi i fondamenti della Costituzione sono in pericolo. E’ sotto gli occhi di tutti il rischio che  si scivoli lungo una china dove i principi di giustizia e di solidarietà potrebbero essere incrinati dagli interessi di pochi. La democrazia è un affermazione di civiltà e insieme un atto d’amore.”



Ermanno Olmi


Da Ermanno Olmi,  L’apocalisse è un lieto fine, Rizzoli 2013

domenica 22 marzo 2015

Occorre un salto di qualità nelle scuole

La famiglia umana è una, lo diceva Lamartine nel 1840, nel parlamento francese, quando auspicava la scuola per tutti e, come obiettivo primario di tutte le scuole, l'educazione all'unità tra tutti gli uomini:“C'è una grande e preziosa unità da tener presente, da conservare, da incrementare, s'è possibile, fra tutti gli uomini, fra tutti i fanciulli destinati a diventare contemporanei, compatrioti, cittadini di una medesima famiglia, allorché dovranno occupare ranghi diversi nella nazione, nella società. C'è molto ancora da lavorare perché questo obiettivo diventi costitutivo dei nostri progetti educativi. 

venerdì 20 marzo 2015

ETICA E CREATIVITÀ PER I NOSTRI ALUNNI


“Oggi le condizioni della nostra scuola chiedono una coraggiosa inversione di rotta: prima ancora dei singoli provvedimenti, occorrerebbe promuovere la ricerca di un pur minimo sfondo culturale comune, ma soprattutto di una rimotivazione dei docenti, vero motore di ogni cambiamento. Per questo è importante puntare alla loro formazione dando un’anima all’educazione”[1] affinché ogni alunno possa riscoprire, nell’ambito scolastico, prima di ogni altra cosa il senso del vivere insieme e come costruire rapporti di comunione, di collaborazione e di ricerca comune.
“Perché la crisi della scuola italiana altro non è che la crisi stessa dell’idea di educazione, di cultura, di nazione, di futuro dei nostri figli. Una questione da porci responsabilmente in un dibattito, dialettico fin che si vuole, ma rispettoso tra le parti, protese a far goal insieme. Non un’operazione di mero consociativismo, ma di serio coinvolgimento delle rappresentanze politiche e sindacali, familiari e associative, culturali e scientifiche, pur nella chiara distinzione di compiti e funzioni. Perché chi governa ha il dovere di decidere, ma anche di osare l’impossibile per un dialogo costruttivo.”[2]
Se è vero, come sostiene Edward De Bono, uno dei guru mondiali della formazione, che “lo sviluppo di una “mente etica e creativa” è oggi particolarmente importante per il futuro della società, perché non raccogliere insieme questa sfida? Facciamolo con coraggio e creatività”, sapendo che formazione non significa propinare corsi di aggiornamento, ma occuparsi, fin dalle prime classi, di formare le coscienze.



[1] Michele De Beni, Un Patto per l’educazione, Città Nuova n.18 2008
[2] Ibid.

giovedì 12 marzo 2015

La morale cristiana

Nicola Legrottaglie in un momento della sua carriera calcistica
La morale cristiana è risposta, è la risposta commossa di fronte a una misericordia sorprendente, imprevedibile, addirittura “ingiusta” secondo i criteri umani, di Uno che mi conosce, conosce i miei tradimenti e mi vuole bene lo stesso, mi stima, mi abbraccia, mi chiama di nuovo, spera in me, attende da me. La morale cristiana non è non cadere mai, ma alzarsi sempre, grazie alla sua mano che ci prende. E la strada della Chiesa  è anche questa: lasciare che si manifesti la grande misericordia di Dio… La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno.


Papa Francesco

martedì 10 marzo 2015

Lamartine: Quando i lavoratori mancheranno di pane



Alphonse de Lamartine (1790-1869)

“Quando i lavoratori mancheranno di pane, noi riconosceremo per loro il diritto al lavoro; intendendo per questo il diritto all'esistenza, il diritto di vivere...di guisa che nessun individuo non possa offrire le sue braccia senza trovar pane o soffrire senz'essere sollevato nel territorio della Repubblica...basata sui grandi e santi principi di fraternità...Un principio a vantaggio del popolo intero, sappiatelo bene, a vantaggio tanto dei proprietari quanto, e mille volte di più, dei lavoratori.”
Lamartine

domenica 8 marzo 2015

Hilary Swank: Una nuova definizione di bellezza

Hilary Swank in una scena del film The Homesman
Hilary Swank, due volte premio Oscar è entusiasta dell’ultimo suo film The Homesman del regista Tommy Lee Jones, che narra la storia  di tre giovani donne, siamo nel 1850 in Nebraska, esaurite dalle dure esperienze di una vita da pioniere, che vengono portate via di nascosto da una donna ricca e pia (la Swank), aiutata nella sua missione salvatrice da un vagabondo. “Questo film dice la Swank, è un omaggio alle donne che hanno patito l’Old West come e peggio dei maschi.”
Tutto nella vita della Swank è ispirato a disciplina, forza fisica e mentale, schiettezza intellettuale. Per questo si riconosce nella Mary Bee Cuddy che interpreta in The Homesman, poca forma e tanta sostanza. “Qualcuno potrò trovare il mio personaggio una donna di semplice aspetto, un eufemismo per bruttina, ma secondo me ha molte qualità che ne fanno una persona formidabile. A conferma del fatto che i giudizi basati sull’estetica spesso sono privi di fondamento, Mary Bee Cuddy ha un solido senso morale, buona educazione, seri valori. E decide di fare cose giuste per altre donne. Questa è per me bellezza.
Silvia Bizio



Da Silvia Bizio, Hilary ragazza del West, D la Repubblica 7 fennraio 2015


martedì 3 marzo 2015

La parte più vera e intima di noi


Generalmente si pensa che ognuno di noi ha una psiche personale, una psiche dentro di sé, dentro la testa. Invece la parte più vera e più intima di noi, e cioè il “sé”, non è una realtà individuale e individualista,  bensì “una interiorizzazione della comunità”. E’ una espressione usata da un grande psicoanalista ancora vivente James Hillman. Secondo lui, e tanti altri psicologi,. Siamo immersi in una psiche molto più grande. Carl Jung parlava di “inconscio collettivo”.
Comunità non significa, però, solo comunità di persone, ma anche di valori, di figure, di ideali, di luoghi e di cose. Noi troviamo noi stessi  entrando in mezzo alla comunità che ci circonda, nel condominio, nel quartiere, nella città.
Dove finisce ognuno di noi e dove inizia? E’ difficile dirlo. Molti studi hanno mostrato che un forte coinvolgimento della comunità influisce a tal punto sulla persona che è uno degli indizi più importanti della salute individuale.
Sentire di vivere insieme alla propria famiglia, per quanto è possibile, all’esterno, con e per gli altri, è un normale segnale del desiderio di realizzare “il vero sé”.


Pasquale Ionata

da Pasquale Ionata, Il vero "sé", Città Nuova