lunedì 7 gennaio 2013

Il valore della gentilezza a scuola


Alcuni ricercatori dell'University of California sostengono che i bambini al di sotto dei dieci anni ai quali è stata chiesta di compiere tre atti di gentilezza per quattro settimane nei confronti dei compagni di classe, acquistano popolarità tra i coetanei e appaiono più contenti. Stando ai risultati, la gentilezza paga e, aggiungono i ricercatori, si tratta di un comportamento che consente di ottenere risultati simili anche da adulti.
Per di più, rinforzare le relazioni sociali tra bambini servirebbe a combattere il diffondersi del bullismo. Su questo punto occorre chiarire che gli studiosi non ritengono sufficiente essere gentili per bloccare un bullo che per definizione è impermeabile alle buone maniere dei coetanei ed è incline a ritenere la cortesia un segno di debolezza. Quello che appare chiaro dalla ricerca è che il clima collaborativo che si instaura nella classe taglia l'erba sotto i piedi del bullo o addirittura potrebbe contagiarlo positivamente...Sono proprio la considerazione e il rispetto per gli altri che conferiscono alla gentilezza una profonda moralità e un elevato valore di coesione sociale. Di qui l'invito agli adulti a dedicare la dovuta attenzione a questo aspetto dell'educazione che a me pare oggi trascurato a favore di una prepotente rozzezza di modi e del linguaggio scambiata per franchezza e sincerità.
Genitori ed educatori abbiano fiducia nella forza del loro esempio: crescere in un clima di rispetto e considerazione fa star meglio noi e gli altri e, aspetto non trascurabile, ci aiuterà non solo a scuola, ma anche nel mondo del lavoro e nelle relazioni affettive.

Fulvio Scaparro

da Fulvio Scaparro, I bambini gentili hanno successo, ma l'esempio deve venire dagli adulti, Corriere della sera 30-12-2012

1 commento:

Franco Gallelli ha detto...

La gentilezza può essere l'anima di questo terzo millennio.