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Chiara Lubich: CAMBIARE IL METODO DELLA POLITICA

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  Chiara Lubich a Napoli il 2 maggio 1996 con i politci con i quale fonda il Movimento Politico per l'Unità A Napoli nel 1996 Chiara Lubich dà vita al  cosiddetto Movimento politico dell'unità  al servizio del mondo. Sentiamo come lei lo definisce a Rimini ad un grande convegno alla presenza di cittadini e politici dell'Emilia romagna il 22 giugno 2002. "Vi fanno parte politici, amministratori, funzionari, studiosi e cittadini appartenenti a diversi orientamenti politici. Non è un nuovo partito, ma il portatore di una cultura e di una prassi politica nuove. Cambia il metodo della politica. Pur rimanendo fedele alle proprie autentiche idealità, il politico dell'unità ama non solo i politici del suo partito ma tutti gli altri politici, cercando  di vivere in comunione con tutti. Fa questo nei consigli comunali, nei partiti, nei diversi gruppi di iniziativa civica e politica, nei parlamenti regionali e nazionali. L'unità così vissuta è portata come fermento  anche...

DON MIMMO BATTAGLIA: IL MALE CHE IMPARA LE BUONE MANIERE

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Don Mimmo Battaglia   IL MALE CHE IMPARA LE BUONE MANIERE” Don Mimmo Battaglia scrive ai potenti della terra “Ai potenti della terra, pace a voi! Il male non arriva sempre sfondando una porta. A volte entra in silenzio. Indossa un abito elegante. Sorride davanti alle telecamere. Viene deposto in un astuccio, accompagnato da un biglietto, offerto con tutti gli onori. E per qualche istante nessuno riconosce più il male, perché ha imparato le buone maniere. È questo che mi ferisce nel gesto compiuto ad Ankara: non soltanto una pistola donata ai rappresentanti dei Paesi della NATO, ma la morte trasformata in cortesia. La possibilità di togliere la vita divenuta souvenir, memoria ufficiale, oggetto da esporre. Abbiamo addomesticato le armi fino al punto di poterle regalare. Questo è il vero scandalo. Ci dite che si tratta di un simbolo. Ma sono proprio i simboli a educare il mondo. Arrivano prima delle leggi, penetrano più in profondità dei discorsi, insegnano silenziosamente ciò che un...

ACCOGLIERE LA SAPIENZA

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  Xavier Melloni Accogliere la sapienza 1 Se prestiamo attenzione al mondo che ci circonda, ci rendiamo conto che spesso a  prevalere è il rumore delle opinioni. Tutti desiderano dire la propria e si moltiplicano gli spazi  di dibattito nei quali sembra che tutti sappiano tutto.  Non sempre però, vi troviamo autentica  sapienza; talvolta al contrario, si rischia di favorire la superficialità, l’ignoranza e un progres sivo impoverimento culturale. Di fronte a questo scenario, che cosa merita davvero di essere ascoltato? Esistono  parole e Parole. Che cosa le distingue? Possiamo chiamare Parole, con la P maiuscola, quelle — scritte o pronunciate — che, una volta accolte, hanno la capacità di trasformarci.  Sono pa role che esprimono sapienza, perché offrono una chiave di lettura dell’esistenza umana, del  desiderio di trascendenza e delle relazioni che legano gli esseri umani tra loro e con la natu ra. Come scrive RabindranathTagore, poeta, filosofo...

Chiara Lubich: Sconfiggere la povertà

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Sentiamo più che mai attuale il messaggio che Chiara Lubich inviò nel maggio del 2007,  ai partecipanti al Convegno “Dialogo su coscienza e povertà” promosso dal “Centro per il dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Lo riproponiamo integralmente: "Carissime e carissimi, vi do il mio cordiale benvenuto a questo ottavo convegno a Castelgandolfo, per il quale avete scelto l’impegnativo titolo: “Dialogo su coscienza e povertà”. Con queste tre parole voi avete evidenziato i valori e gli ideali di cui l’umanità ha oggi grande bisogno. Nessuna persona responsabile può infatti sottrarsi all’affascinante imperativo di togliere la povertà sulla terra e di alleviare i dolori e le sofferenze che ne conseguono. Il fatto che finora non si sia riusciti a risolvere questo grosso problema rappresenta un lato oscuro, una tenebra, che paralizza il progresso umano e ci induce quindi a porvi rimedio con vigore. Questo tanto più nel momento pres...

Pasquale Lubrano Lavadera: Quando i ragazzi salvano la scuola

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  Sono convinto che la Scuola vada cambiata. Nel mio ultimo libro dal titolo "Come una Mongolfiera" IOD Edizioni, ho posto come sottotitolo: "Quando i ragazzi salvano la scuola" per evidenziare proprio il cambiamento. Ho insegnato nelle scuole superiori e nelle medie ed ho chiuso la mia carriera scolastica in due istituti superiori, il primo a Napoli e il secondo nella mia isola di Procida. Esperienze molto diverse ma sempre improntate a una visione  che mi venne consegnata all'inizio, negli anni 70,  quando muovevo i primi passi  e partecipai ad  un convegno sul rapporto educativo a Rocca di Papa. promosso dal Movimento per una Umanità Nuova, del Mov. Dei Focolari. Avevo compreso che prima ancora di insegnare matematica dovevo costruire un rapporto di condivisione, collaborazione e di ricerca comune con gli studenti, e aiutarli a creare fra di loro questa relazione di reciprocità.  Era presente in quel convegno lo psicologo spagnolo Robert Roche ch...

UNO SGUARDO CHE TRASFORMA

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Condividere con gli altri... Nei momenti della vita in cui ci sentiamo sfiduciati rispetto al futuro o delusi dalle  persone più vicine, può accadere qualcosa di improvviso e inatteso, capace di dare senso a  tutto e trasformare questo disincanto in gioia e persino in pace nuova dentro e fuori di noi. A volte si tratta di una esperienza così personale e profonda da darci il coraggio di  uscire da noi stessi e condividere con gli altri il motivo della nostra gioia, quasi per  incoraggiare tutti a riviverla, non solo individualmente ma anche come gruppo.  Chissà che  questo non possa diventare la nostra missione: portare la gioia che è frutto di una  trasformazione interiore e che, a sua volta, trasforma il nostro ambiente, rinnovandolo. Tuttavia, di fronte all’impulso iniziale, a quella sensazione di poter “conquistare il  mondo”, la realtà è difficile da affrontare e gli impegni diventano difficili da mantenere. Dove  trovare la forza per non...

LUCI NEL BUIO: NON SIAMO SOLI

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Sara Cornelio La notte è simbolo delle tenebre, dell’incognito, della mancanza di quella luce che non riusciamo a trovare se non abbiamo una lampada e un compagno di viaggio nel cammino.  La notte è quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro.  La notte è quella che vivono milioni di persone che non hanno più voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.   E noi? Come continuare a credere in quel mondo rinnovato che non si manifesta secondo le nostre attese? Come riconoscere i segni di quanto di buono c’è nei rapporti di tutti i giorni?   Sono domande alle quali non sempre sappiamo dare una risposta ma che ci sollecitano a cercare un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere il bisogno universale di una spiritualità che è propria dell’essere umano e che può farsi presente se si vive tra noi l’amore scambievole....

PROTAGONISTI DI UN NUOVO FUTURO

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  Albert Camus Sin dai tempi remoti l’umanità coltiva il desiderio di conoscere il futuro, attraverso riti   magici o l’interpretazione dei segni della natura. Alcune delle più grandi Opere dell’antichità  delle diverse culture e religioni sono attraversate da questa tensione. Spesso nascono nei pe riodi storici di maggior sofferenza di un popolo. Ma è davvero utile sapere che cosa accadrà? Che cosa ci offre conoscere in anticipo gli  eventi che vivremo, o il modo in cui li vivremo? Nessuna delle tradizioni leggendarie lo svela  compiutamente e più spesso il simbolismo nasconde la ricerca molto concreta e l’attesa di un  domani migliore che dia un senso alle sofferenze di oggi. S i potrebbe dire che, quando le cose vanno bene, il futuro non ci preoccupa; mentre  quando vanno male, ci sostiene e ci incoraggia la speranza che domani possano cambiare in  meglio. È il bisogno profondo di attendere un mondo nuovo, diverso, non solo per me, ma per ...

Claretta Dal Ri: IL DIALOGO E' POSSIBILE

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Claretta Dal Ri (1930-2016)   testo in italiano, inglese, francese e portoghese Il dialogo con gli altri... è possibile se le forze in campo condividono certe premesse e cioè: - la consapevolezza della propria identità; - il totale rispetto dell'altro e la sua cultura; - la reciprocità propria di chi sa di avere molto da dare e altrettanto da ricevere; - l'inesauribile pazienza ad ascoltare, altrimenti non è possibile entrare nelle necessità dell'altro e capirle fino in fondo. Claretta Dal Ri In lingua inglese Dialogue with others is possible if everybody involved shares certain premises, namely: - the awareness of each one’s identity; - total respect for the other and their culture; - a due reciprocity knowing that all have much to give and also much to receive; - an inexhaustible patience for listening, otherwise it is not possible to understand the needs of the other and to understand them fully. Claretta Dal Ri in lingua francese: Le dialogue avec le...

Frank Capra: Prendere a cuore i sogni degli altri

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  Frank Capra (1897-1991) Per tanto tempo l'argomento "pensa a te stesso"  era stato un articolo di fede del mio credo. Ma, da quando sono stato costretto, dalle circostanze della vita, ad accettare il fatto che, preoccuparsi solo di se stesso era ben poca cosa rispetto al valore di servire l'uomo, ho iniziato a prendere a cuore anche i sogni degli altri. Frank Capra da  Frank Capra, Il nome sopra il titolo, MInimum Fax 2022

Pasquale Lubrano Lavadera: La mia preside alle medie

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La preside Maria Parascandola Monaco Maria Parascandola Monaco è stata la mia Preside della Scuola Media dell'isola di  Procida negli anni 50,  ma h o riscoperto il rapporto con lei nella tarda età quando, già malata, non usciva più e riceveva  in casa sua  gli amici e quegli ex studenti che le si recavano in visita per qualche motivo nostalgico o culturale.  Pur nella limitatezza delle sue funzioni fisiche si manteneva aggiornata su quanto avveniva nell'isola, in Italia e altrove, con lucida introspezione e sapiente visione di un futuro incerto e nebuloso.  I n uno di questi incontri ho potuto comunicarle un episodio non proprio piacevole dovuto ad un docente della seconda media, che di fonte ad  un mio fallace tentativo di superare la cordicella nel salto in alto, espresse il suo giudizio perentorio e negativo, che suonò per me, un ragazzetto di dodici anni, che tentava la scalata della scuola media, come una sonora condanna. A voce alta mi disse: "V...

SPERIMENTARE L'UNITA'

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  Martin Buber Il mondo oggi ha mancanza di unità. Lo si vede nelle divisioni in ambito familiare, tra vicini, tra chiese e comunità, per fare qualche esempio. Sembra che la polarizzazione prevalga sulla comprensione. È conseguenza dell’individualismo che prende il soprav- vento e spinge a decidere e ad agire per proprio conto, cercando il proprio interesse o prestigio personale, svalutando gli altri, le loro necessità e i loro diritti. E nonostante ciò, è possibile sperimentare l’unità. È un cammino che inizia sempre dal piccolo, da un sì interiore: sì ad accogliere, sì a perdonare, sì a vivere per l’altro. Non si tratta di grandi progetti, ma di piccole fedeltà che a lungo andare trasformano una vita, una comunità, un intero ambiente. E quando ciò accade, ci accorgiamo che la fra- ternità smette di essere un ideale e diventa una realtà visibile e speranza per tutti.   Martin Buber considera che l’unità è relazione. È lo spazio dell’incontro, quello che ...

CHIARA LUBICH . "Una società senza poveri"

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Chiara Lubich parla ai giovani Riportiamo un brano di un incisivo discorso che Chiara Lubich fece nel 1991 ai gen (i giovani del Movimento dei Focolari) parlando della difficile situazione  dell'economia nel mondo: creare aziende, cooperative  di lavoro per realizzare il progetto di "un'economia di comunione". Un impegno che diventa più che mai attuale e necessario oggi.   C’è una “formula magica” per realizzare questo progetto: mettere i beni in comune e non ci sarà nessun bisognoso. Cominciamo noi che conosciamo il Comandamento nuovo e così potremo offrire al mondo un modello di società senza poveri; vivremo anche noi, nel ventesimo secolo la realtà dei primi cristiani…Le aziende, le piccole industrie che sorgeranno nelle nostre cittadelle dovranno mettere in comune il loro guadagno.    Esso sarà ripartito in tre parti: la prima per far sviluppare l’azienda stessa, la seconda per i poveri della zona, la terza per la cittadella che fa capire a tutti l’...

CHIARA LUBICH: LA FRATERNITA' UNIVERSALE NON E' UN'IDEA DI OGGI

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  Chiara Lubich  con Walter Veltroni e Andrea Riccardi La fraternità univrsale  non è un 'idea di oggi. Essa  è stata presente nelle menti di spiriti forti "La regola d'oro diceva il mahatma Gandhi - è di essere amici del mondo e considerare "una" la famiglia umana". e a proposito di sé affermava: " La mia missione  non è semplicemente la fratellanza dell'umanità indiana...Ma attraverso l'attuazione della libertà dell'India, spero di attuare  e sviluppare la missione della fratellanza degli uomini." E Martin Luther King: "Ho il sogno che un giorno gli uomini...si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli...e che la fraternità diventerà l'ordine del giorno di un uomo di affari e la parola d'ordine dell'uomo di governo." Su questa linea il Dalai Lama: " Siamo tutti uno. Questo è il messaggio che la razza umana ha grandemente ignorato. Il dimenticare questa verità è l'unica causa...

Antonio Cardarelli: La medicina prima di essere scienza è ascolto

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  Antonio Cardarelli (1931- Non aveva mani da chirurgo, ma orecchie da musicista. Non impugnava il bisturi, ma sapeva cogliere ogni sussurro del corpo. Antonio Cardarelli 1831 Civitanova del Sannio. Studiò medicina a Napoli con la determinazione di chi sogna di curare chi non può nemmeno permettersi una visita. Ogni esame, ogni libro, era una promessa fatta ai poveri. Poi arrivarono gli ospedali, quelli veri, quelli dove la miseria è più tagliente della malattia. Tubercolosi, colera, febbre tifoide, cuori stanchi. Lì non bastava ciò che era scritto, servivano occhi, pazienza, intuizione. Servivano orecchie allenate a sentire il dolore nascosto, quello che non fa rumore. Divenne un gigante della semeiotica, l’arte sottile e potente di diagnosticare con l’ascolto e lo sguardo. Senza strumenti, solo con la vicinanza. Appoggiava l’orecchio sul petto di un paziente, e sentiva la verità. Il cuore parlava, e lui capiva. Il respiro gli raccontava storie di vita e di malattia. Il colore del...

Natalia Ginzburg: Il Crocifisso

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Natalia Ginzburg (1916-1991) Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O vogliamo smettere di dire così? Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserv...