giovedì 6 giugno 2013

"Li dentro la parola viaggio era proibita" di Erri De Luca

Dietro le griglie del penitenziario dell'isola di Procida

I pubblici poteri hanno visto le isole come reclusioni naturali, piantandoci dei penitenziari.
Ho avuto invece la notizia opposta: le isole sono state per me il concentrato della libertà.
Perciò sul loro suolo, più che in terraferma, è osceno l’edificio delle detenzioni.
Le sbarre e il mare: è la più insolente contraddizione, più della fame innanzi a una tavola imbandita.
Da mare guardavo la cupa fortezza di Procida.
Dietro le griglie spuntava a volte un braccio per saluto a noi, liberi sulla barca.
Rispondevo con la mia maglietta e con l’agitazione delle braccia al vento.
Lassù, dentro il perimetro sbarrato anche a togliersi le scarpe si restava nella camicia di forza degli anni di pena assegnati.
Li dentro la parola viaggio era proibita.

Erri De Luca

Da Erri De Luva, Elogio del camminare, Avvenire, 24 maggio 2013
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