venerdì 12 ottobre 2012

Ritornano Francesco e Chiara d’Assisi in un musical con Massimiliano Varrese


Massimiliano Varrese, attore eclettico che spazia tra la recitazione, il canto e il balleto, già apprezzato per la sua interpretazione del film Fuoco su di me, Premio per la Cultura del Dialogo al Festival di Venezia del 2006, ha ricevuto il prestigioso Premio teatrale “Vittorio Gassman” per la sua  innovativa interpretazione del musical Tre metri sopra il cielo, e il Premio Fraternità Città di Benevento nel 2008. Poi. dopo una serie di fiction televisive, ha scritto col mio amico Francesco Serino il libro L’estate è già finita (Sonda Edizioni) ed è nato un progetto teatrale in collaborazione con il maestro Maurizio Mastrini,  Processi invers,i sulle poesie di Diego Maria Porena. Ultimamente poi è stato protagonista al cinema del film Il mistero di Laura di Giovanni Galletta”. Lo abbiamo intervistato dopo i primi spettacoli del musical Chiara e Francesco. L'amore quello vero.

Oggi sei protagonista nella parte di Francesco con  Marina Murari nella parte di Chiara, nel musical diretto da Oreste Castagna, presentato con successo il 29 settembre a Rimini e il 6 e 7 ottobre ad Assisi. Sei soddisfatto di questo ruolo?
Moltissimo Al pensiero mi viene ancora la pelle d’oca, perché si è trattato di una coincidenza particolare. In questa ricerca nuova per la mia vita di artista, mi sono detto un giorno: mi piacerebbe interpretare Francesco d’Assisi. E con mia grande gioia mi è stato proposto di interpretare proprio Francesco nel musical “Chiara e Francesco il musical - L’amore quello vero”. Il fascino della sua figura mi giungeva da lontano, forse dalla mia fanciullezza, dall’amore che ritrovavo per la natura e anche dal personaggio di Eugenio in Fuoco su di me che è stato  il primo personaggio importante che ho interpretato sul grande schermo.

 
Quale è stato il tuo primo impatto con il nuovo personaggio?
Ho trovato davanti a me un gigante, un genio dello spirito che ha lottato fortemente per realizzare il suo sogno, spogliandosi di quegli orpelli che appesantivano la sua vita. Mi sono rispecchiato in Francesco ed ho trovato consonanza tra la sua scelta e il mio dire no a certi compromessi che il mondo dello spettacolo mi chiedeva. Ho vissuto giorni straordinari, con tutta la Compagnia, la mitica compagnia di Forza venite gente, che  hanno  cancellato certe immagini stereotipate del Santo che spesso hanno impedito a tanti giovani di oggi di trovare in Francesco un leader, scoprendo un uomo pieno di coraggio che ha rivoluzionato il mondo.


Lo senti quindi attuale per i giovani di oggi?
Francesco ha portato avanti la sua idea senza tener conto delle reazioni o dei giudizi degli altri. Ha sempre ascoltato la voce interiore della sua coscienza. Molti  l’hanno preso per matto, ma quella sua “follia d’amore” ha lasciato un segno grande nell’umanità. Egli parla a tutti, ma soprattutto ai giovani ai quali dice: “Se avete un sogno bello nella vita non abbiate paura dei giudizi degli altri, lottate per realizzarlo.” C’è una frase del film Fuoco su di me che è diventata il mio motto: “Il sognatore deve essere più forte del sogno”. Essa, mi pare, esprime molto bene la personalità di Francesco che ha avuto coraggio, determinazione e spirito di sacrificio per realizzare quello che aveva intravisto. Egli ha “perso tutto”, si è spogliato della ricchezza, ha lasciato la sua “divisa” a casa, ha indossato stracci, e ci ha insegnato che  possiamo guardare ogni creatura con occhi puri e che poter dire a una persona: “Ti voglio bene, sono disposto a far qualcosa per te” è l’atto più creativo e ci fa un gran bene.

nelle foto tre momenti dello spettacolo


Nessun commento: