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50 anni fa l'Accattone di Pier Paolo Pasolini

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una scena del film Accattone Il dato più innovativo e sconcertante dell’esordio cinematografico del poeta e intellettuale Pier Paolo Pasolini sono i personaggi che attraversano i luoghi senza abitarli, senza viverli, come fossero davvero gli sfondi di un dipinto.Questa frontalità, però, richiama anche il cinema muto, fonte d’ispirazione del nuovo regista per sua stessa ammissione. Il cinema con la sua trasparenza disarmante, e il poeta con in mano una cinepresa che per lui è ancora un mistero, diventano quindi un’alchimia perfetta per l’intellettuale ossessionato dall’incombere della società dei consumi. Che non ha trovato nella politica risposte sufficienti per sé e per gli altri. E che ora vuole lasciarsi andare a una risposta personale tutta poetica, finalmente libero dai vincoli di un’ideologia precostituita. Il cinema, da questo momento in poi, sarà per Pasolini il territorio franco dove far convivere tutte le sue contraddizioni, e dare ampio sfogo a quella permeabilità di ...

La fratellanza universale

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Sappiamo bene che i migliori principi e le migliori leggi si basano sui loro rispettivi valori, e che questi vanno sostenuti dal consenso attivo di tutti, altrimenti restano lettera morta. La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani, del 10 dicembre 1948, si autodefinisce come un “Ideale da raggiungere”, non essendo dotata di poteri coercitivi. Faccio un esempio: l’art.1 della Dichiarazione universale dice: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali, sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire fra loro in spirito di fratellanza”. Questo è un caso evidente di diritti accettati ma largamente disattesi, in quanto i relativi valori e ideali non sono praticati sufficientemente. Di quel libertà gode, infatti, quel miliardo di persone che non ha niente per nutrirsi, di quale uguaglianza chi ha meno di un dollaro al giorno rispetto a chi – e siamo noi occidentali – ne ha 70? Di quale ragione può servirsi chi non ha accesso ad alcun tipo di istruzione, come...

Gandhi, un idealista pratico

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La religione di Gandhi fu una religione razionale ed etica. Egli non avrebbe accettato alcuna fede che non facesse appello alla ragione, né alcun precetto che non riscuotesse l’approvazione della coscienza. Un aspetto fondamentale, della concezione etico-politica di Gandhi, è rappresentato da un profondo rispetto per la dignità e l’autonomia dell’individuo e, in particolare, un’altrettanta profonda fede nella sua umanità, intesa come capacità di rispondere in modo positivo all’appello della ragione e del cuore. Per Gandhi la suprema considerazione non è solo l’uomo, l’individuo che egli erige a misura della verità, bensì l’umanità intera, senza distinzioni di razza o classe, nazione o religione: “Tutte le mie azioni hanno principio dal mio inalienabile amore per l’umanità: lavoreremo per l’unità del genere umano”. Da queste parole scaturisce naturalmente l’adozione della non violenza come scelta per risolvere problemi e conflitti sia a livello individuale che sociale. Ga...

Ateismo e vita spirituale in Hilary Putnam

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Hilary Putnam è nato a Chicago, ha 85 anni ed è considerato il più grande filosofo analitico in circolazione. Da poco ha pubblicato Filosofia ebraica, una guida di vita (edito da Carocci con una postfazione di Massimo Dell' Utri e Pierfrancesco Fiorato) e già il titolo mette in chiaro che non si tratta di una ricostruzione neutra del pensiero di Rosenzweig, Buber, Lévinas e Wittgenstein, ma di una vera e propria lettura che implica una scelta di campo, un'adozione e una solidarietà intima con il pensiero ebraico. Professor Putnam da dove nasce il bisogno di misurarsi con i problemi della fede, oltretutto abbracciandone la sostanza spirituale? «È stato Kierkegaard a parlare del salto della fede, che deve avvenire solo dopo la riflessione. Io ritengo che avere una propria vita spirituale sia una benedizione, ma senza riflessione si rischia di provocare quei disturbi o malesseri che spesso accompagnano la religione». Quali malesseri? «Kant ne ha elencati quattro: fana...

Ai politici eletti

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“Per favore, voi che siete stati eletti o state per diventare assessore, sindaco,governatore, ministro, dimenticate le polemiche, dimenticate le astrazioni, ascoltate la gente, studiate i loro problemi, non siate ipocriti, dite la verità, quando non sapete dite che non sapete, risolvete un problema alla volta, ma per davvero.” Francesco Alberoni da Francesco Alberoni, I guai dell'Italia sono affrontabili. Si deve ascoltare lagente e fare. Corriere della Sera 16/5/2011

"L a svolta etica della politica " di Bruno Forte

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«Ora l’attenzione di tutti è rivolta all’analisi delle conseguenze politiche, ma questo come pastore non mi riguarda. A me sta a cuore la svolta sul piano etico». E da questo punto di vista, eccellenza, che ne dice? «Che è un segnale importante perché la gente non ne può più. È chiaro che in questa vicenda ci siano segnali di insoddisfazione profonda rispetto alla scena etica e sociale del Paese. Anche se il difficile comincia adesso». Perché la gente non ne può più? «Perché è stanca della scena politica che si presenta ogni giorno. Molte cose non vanno, la situazione economica, la fatica ad arrivare a fine mese, la crisi generale, ma anche le ferite allo stato sociale, la famiglia, il lavoro, la scuola, l’educazione, la sanità, le difficoltà delle piccole imprese,insomma i problemi reali. C’è voglia di cambiamento». In che modo? «La priorità assoluta è che si faccia l’interesse dei più deboli. Non è possibile anteporre il bene privato a quello pubblico, occorre traspare...

"Dialogo e diversità" di Luigi Nappa

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"Pizzago" di Luigi Nappa, 2011 All’inizio del mio cammino, parlo della vita, pensavo che imparare a parlare e scrivere e conoscere piu’ parole mi avrebbe aiutato ad avere successo nella comunicazione con i miei simili : a casa, come a scuola e poi sul lavoro etc etc. Col tempo e con lavoro e dopo molte delusioni ho capito che comunicare e’ un mezzo molto piu’ complesso e che molto dipende dalla conoscenza della tua personalita’ e dalla diversita’ o meno del tuo interlocutore. La personalita’di una persona la si puo’ rimpicciolire.. e immaginarla in un resistente recipiente dove risiedono la formazione dei pensieri , dei sentimenti, dei comportamenti che mutano attraverso le varie situazioni. Ogni personalita’ avra’ delle caratteristiche e dimensioni come ogni altra cosa . Ogni cosa che una persona fa, sente, tocca, sperimenta dipende dalle sue decisioni. Per esempio se sono in Australia e’ perche’ lo voglio o l’ho scelto; se sono povero e non faccio ...