sabato 3 settembre 2016

Alberta Levi Temin: il dialogo prima di tutto.

Alberta Levi Temin (a sinistra) con Diana Pezza Borrelli
Ho  conosciuto Alberta Levi Temin alcuni anni fa quando era ancora vivo suo marito Fabio e rimasi affascinato dalla loro relazione coniugale, piena di delicatezza e intenso amore. Mai avevo visto un coppia di coniugi avanti negli anni così teneramente innamorati. Poi un giorno Alberta venne a parlare nella mia scuola. Lei, di religione ebraica, era insieme a Diana Pezza Borrelli, sua carissima amica di fede  cattolica, ed era stata invitata a raccontare a tutti i ragazzi e a noi docenti l’orrore della Shoah, ma anche – aggiunse -  testimoniare che il dialogo è possibile fra tutti gli uomini  senza distinzione di razze di fedi o di convinzioni. Mi colpì la sua frase: “La famiglia umana è una e siamo tutti fratelli”. Non ho più dimenticato la sua storia, e ho sempre desiderato, un giorno, poterla raccontare a tanti perché intravedevo in essa una testimonianza vera di autentica speranza. In questi mesi sono stato spesso da lei, prima della sua morte per raccogliere le sue vicende i suoi pensieri le sue aspirazioni. Porto nel cuore la sua serenità, la sua prontezza ad andare al di là della vita terrena, la sua forza nel dire che solo il dialogo ci salverà; un dialogo fatto di rispetto per tutti senza nessuna ansia di proselitismo, un dialogo che diventi un lavorare insieme  per i più deboli, i più fragili, senza giudicare nessuno, ma amando tutti. Mi diceva: “Ogni ombra di giudizio, anche solo nel pensiero, per le nostre diversità, per i nostri limiti, crea muri tra gli uomini…Dobbiamo essere aperti a tutti, tutti…e insieme  far crescere il bene.” Grazie Alberta per la tua vita e oggi che ci hai lasciato, vogliamo conservare in noi la tua"bellezza" per poterla donare a tanti.

Pasquale Lubrano Lavadera

1 commento:

Anonimo ha detto...

Carissimo,
I vostri incontri erano molto graditi alla nostra mamma.
Ella Le ha trasmesso il suo pensiero, sicura di essere capita da Lei.
Resto in attesa fiduciosa del completamento della sua non facile opera e La ringrazio dal profondo del cuore.
Daniela