giovedì 14 gennaio 2016

Simone Weil: Avvertire l'obbligo verso l'umanità


Simone Weil (1909-1943)
«C’è in noi un obbligo verso ogni essere umano per il solo fatto che è un essere umano... Quest’obbligo non si fonda su nessuna situazione di fatto... su alcuna convenzione... Quest’obbligo è eterno. Risponde al destino eterno dell’essere umano». 
Simone Weil
Quando l’uomo avverte quest’obbligo dentro di sé, è chiamato all’eternità. La grazia sta agendo in lui. Se non l’osserva, rimane nel campo della necessità, nel ciclo delle esistenze dice la filosofia indù. Avvertire l’obbligo verso ogni altro essere umano e concretizzarlo in un operare per il bene fa sì che l’uomo esca dal tempo e dalle sue catene; il tempo e lo spazio sono le forme a priori sotto cui si rende presente la necessità che lega l’uomo; ma se l’uomo agisce seguendo l’obbligo verso il bene, allora risponde a una chiamata del tutto diversa rispetto a quella naturale, una chiamata che va in tutt’altra direzione; questa sua risposta a una chiamata che, diversamente da ogni altra azione che lo concentra solo su di sé, lo spinge all’infuori di sé, è una risposta che lo innalza, che lo libera, che lo spinge verso l’alto; mentre tutto si regge secondo la legge della gravità (e ogni uomo fa del proprio Io il centro verso cui convergono tutte le cose), l’azione del bene si modella secondo l’azione contraria: l’io non attira a sé ma si dona agli altri. Per questo il bene trascende l’orizzonte della necessità, per questo il bene è trascendenza e conduce chi lo pratica «al di là». Questo dice il cristianesimo quando parla di risurrezione. 
Vito Mancuso



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