mercoledì 5 dicembre 2012

"Dialogo in Albania" di Donika e Luan Omari

Donika e Luan Omari a Castelgandolfo

Luan Omari: "La pace è sotto la minaccia del terrorismo che incombe quotidianamente su tutta l'umanità e che può colpire indistintamente ogni persona... Ma la  lotta contro il terrorismo è inscindibile dall'affermazione di principi e valori universali come la solidarietà e la fratellanza, il rispetto dell'altro. Nella formazione di questi valori siamo impegnati  con risultati tangibili. Posso dire che il Albania abbiamo già un'esperienza concreta di solidarietà...e malgrado vicissitudini e difficoltà storiche, gli albanesi hanno fiducia nell'avvenire, perché sono coscienti di essere anche essi di valori molto importanti. Uno di questi è la coesistenza pacifica tra le diverse comunità religiose, che è un fenomeno caratteristico del nostro paese. tale tolleranza religiosa irradia un sentimento di solidarietà ed ospitalità che è stato sempre una peculiarità della nostra gente..Ritengo che anche gli albanesi, emigrati a centinaia di migliaia in altri paesi europei, abbiano bisogno di sentimenti di comprensione e solidarietà per non essereemarginati...benchè la grande maggioranza di essi  sia composta da persone oneste e laboriose."
Donika Omari: "Il dialogo porta all'apertura, l'apertura al dialogo. Il processo è lungo e difficile, ma ogni passo avanti è da apprezzarsi comeuna speranza per il futuro, speranza di unità e di pace. Mi ha impressionato uno scritto di Johannes Rau sulla libertà dei credi religiosi. Dice tra l'altro: Nel dialogo nessuno è costretto a negare le sue convinzioni. A volte abbiamo l'impressione che tolleranza e rispetto verso gli altri, vogliano dire non solo rispettare la verità degli altri credi e convinzioni, ma considerarli,questi, giusti come i tuoi. Però è sbagliato. la tolleranza non è mancanza di differenziazioni. Tolleranza e rispetto vogliono dire appunto accettare  il diritto all'esistenza di convinzioni e verità di altri credi, anche se tu non li conideri giusti". Stavo chiacchierando con un caroamico italiano, ed eravamo d'accordo su tutti gli argomenti; all'improvviso un punto di disaccorso...E' stato impossibile arrivare ad un ragionamento che potesse avvicinare le nostre posizioni. Abbiamo allora rimandato la nostra discussione. Però ci siamo salutati abbracciandoci, per mostrare all'altro e a noi stessi che niente era cambiato dentro di noi, che l'affetto e l'amicizia sono rimasti intatti."

da "In dialogo per la pace- Atti delConvegno Castelgandolfo 28-30 maggio 2004

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