mercoledì 7 dicembre 2016

Mariapia Bonanate: Quando la pace rischia di diventare una parola vuota

Mariapia Bonanate

La pace può e deve partire proprio dai territori più travagliati, in crisi, perché più sensibili all'esigenza di quella pace  senza la quale non c'è un presente e neppure un futuro, ma solo una drammatica sofferenza.
Richiamare questa esigenza è fondamentale, soprattutto se la si coniuga con la solidarietà.
Per raggiungere, poi, "il bene comune” sono necessari quei percorsi fondati sulla centralità della persona, sull'importanza dei rapporti fra gli individui, sul dialogo, sulla convergenza d'intenti e di opere, sull'urgenza di un incontro fra i popoli... 
Possiamo intanto, nel presente, contribuire, poi, col nostro lavoro, a lavorare "per una cultura per la vita". Ossia per un pensiero che parta dalla realtà,  dallo stare con la gente e in mezzo alla gente, senza barriere fra le "diversità", per individuare e dare voce alle necessità di una convivenza pacifica, basata sull'aiuto reciproco, sul fare insieme le cose.

La pace rischia di essere una parola vuota, una scritta su uno striscione in manifestazioni che cadono nel vuoto, se noi stessi non ci impegniamo in prima persona a costruirla, perseguendo con continuità e coerenza, giustizia, legalità, verità. 
Allora pace e solidarietà diventano uno stile di vita e un futuro di vita.

Mariapia Bonanate


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