Il Prosociale a Salerno



Nella bella sala Genovese della Camera di Commercio di Salerno, promossi dall’Associazione culturale Io & la musica, si sono svolti 4 incontri sull’importante tema della “Prosocialità”.

Nl primo incontro, lo scrittore palermitano Roberto Mazzarella ha presentato il suo coraggioso testo: L'uomo d'onore non paga il pizzo (Città Nuova Editrice), entrando nelle piaghe di tante città del Sud, e lasciando intravedere anche la possibilità di combattere i mali sociali con coraggio, realizzando esperienze vitali dove i rapporti interpersonali, improntati al rispetto, alla condivisione e alla collaborazione abbiano la loro funzionale centralità per la ricostruzione di un tessuto sociale corroso da individualismo violenza e criminalità organizzata. Presente l'on. Gianfranco Valiante in qualità di Presidente della Commissione regionale antimafia, il quale ha apprezzato vivamente l’iniziativa e offerto la sua collaborazione per futuri progetti

Negli altri tre momenti, coordinati dallo psicologo Donato Salfi dell’Istituto ISACPRO di Taranto, è stato dato ampio spazio all’approfondimento della “prosocialità” vista negli aspetti filosofici, pedagogici e sociologici, corredato da alcune esperienza, tra le quali la realizzazione di un laboratorio nella scuola di Cappella Vecchia di Sarno, con 20 genitori coinvolti in un progetto PON per la dispersione scolastica. L’esperimento, presentato da Emanuela Migliore, consulente analitico transazionale, e dal docente di sociologia Giuseppe Iorio, è stato molto apprezzata dagli intervenuti, i quali hanno posto ai due esperti una serie di domande sulle modalità di realizzazione del laboratorio.

Molto seguito, anche, l’intervento artistico della cantautrice romana Chiara Grillo che attraverso le sue canzoni ha evidenziato l’importanza del canto quale strumento efficace di prosocialità.

Hanno partecipato ai vari incontri dirigenti scolastici, docenti di varie scuole, famiglie e gruppi di alunni di istituti scolastici di grado superiore che hanno vissuto un’esperienza di vero dialogo, esprimendo, a seconda della propria sensibilità, l’esigenza di una socialità che tenesse in debito conto quel desiderio di unità, di pace e di giustizia presente in ogni essere umano. Tra questi, sono stati proprio i giovani, molto attenti e partecipi nel dibattito, che per primi hanno manifestato la volontà di attivare laboratori di “prosocialità” presso le proprie scuole nel prossimo anno scolastico.

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