Post

Antonio Borrelli: Quale rapporto educativo con gli allievi?

Immagine
Antonio Borrelli con la moglie Diana Antonio Borrelli (1928-2014), scultore, ha insegnato per molti anni "Tecnica della fusione" all'Accademia delle Belle Arti di Napoli. Riportiamo un suo pensiero sul rapporto educativo. “E’ importante avere un bel rapporto con gli studenti, i o cercavo di dare il meglio di me e di trasmettere competenza, tecnica e amore per la ricerca: loro cogl ievano questa mia disponibilità e l’apprezzavano. Il rapporto con gli allievi è fondamentale: quando un maestro non instaura un rapporto - chiamiamolo pure “d’amore”- con gli allievi ,secondo me, sbaglia. Ci deve essere il piacere di stare insieme, perché non è facile far lavorare notte e giorno dei ragazzi. Quando per la fusione accendi il forno, devi seguire tutto il percorso per arrivare dalla cera alla forma. Il forno resta acceso tutta la notte e ci vuole chi si cura del fuoco: se non c’è passione e piacere non c’è neanche il risultato. Io con i miei allievi ho sempre l...

Arturo Paoli: Gioia o felicità?

Immagine
Arturo Paoli (1912-2015) Qual è la caratteristica fondamentale della gioia? La sua prima caratteristica è di essere permanente, poiché affonda le sue radici nella parte più profonda della persona, per cui esisterà sempre, finché ci sarà l'uomo. Una seconda particolarità è d'essere, in qualche misura, sganciata da ciò che avviene intorno a noi. Altrimenti, come spiegarsi la gioia dei poveri, dei sofferenti, degli ammalati, delle persone deformate nel corpo, che non avrebbero motivo ...d'essere gioiose e che invece scoprono la gioia? La ragione è che essa ha radici profonde e indipendenti dalle circostanze che ci vengono incontro, ma direi anche dalle circostanze che sono aderenti al nostro corpo e alla nostra vita interiore, agli avvenimenti di cui siamo direttamente partecipi.  Come trovare la gioia? Per trovarla bisogna essere sempre disposti a lasciare che vengano distrutte la felicità e l'allegria, che sono nostre produzioni. Deve essere chiaro che noi abb...

Paolo Maldini: Cosa può insegnare il calcio

Immagine
Paolo Maldini  Uno sport di squadra, tutti e non solo il calcio, insegna tante cose…Giocano i migliori, non il più ricco o il più simpatico. Se un compagno è in difficoltà, devi dargli una mano. Se sbagli, assumiti la responsabilità e non scaricarla su gli altri. Tutte cose che servono anche nella vita. Se uno è bravo in campo è bravo anche fuori. Idem se è una carogna. Mio padre diceva: comportati bene, sii onesto,   impegnati sempre al massimo e il 90% è fatto. Ora è tutto più difficile: ci sono ragazzi che a 13 anni hanno il procuratore e lo sponsor tecnico, ci sono genitori convinti di avere in casa il nuovo Messi, e gli scaricano sulle spalle le loro aspettative; ci sono allenatori che  pensano solo alla classifica e non alla crescita mentale del ragazzo che magari arriva da lontano e non ha il sostegno della famiglia. Paolo Maldini Da Gianni Mura Io, papà e il calcio la Repubblica 23 maggio 2016

Qualità o quantità... nella scuola?

Immagine
La scuola ha bisogno di qualità nell'insegnamento e non di quantità di prodotti scolastici. Per questo è alla dedizione e alla passione che si dovrebbe dar peso... Questo è il grande problema della scuola che nessuna riforma ha mai toccato, anche se tutti sanno  che la formazione di un ragazzo, e di conseguenza anche la forma che assumerà la sua vita, dipende proprio dai "maestri" che ha la fortuna di incontrare.  Umberto Galimberti da D la Repubblica 15 maggio 2016

Chiara Lubich: Morire per la propria gente

Immagine
Chiara Lubich e l'Iman W.D. Mohanned “Lo scopo, il fine, il motivo per cui Gesù è venuto al mondo è tutto racchiuso in una frase: Morire per la propria gente. E, notate, Gesù non  è morto per la sua gente che era innanzitutto il popolo ebreo e poi l'umanità intera, soltanto in croce. No: Gesù è stato sempre pronto a morire per la sua gente. La sua vita ne è lo specchio più luminoso... avvicinando e sanando storpi, ciechi, paralitici, rifiuto di quella società che vedeva nel dolore una conseguenza del peccato, avvicinando peccatori e peccatrici pubblici, donne di strada e ladri, sfamando gli affamati... Oggi i poveri, i ciechi, i morti, i peccatori... sono altri, hanno magari altri nomi: drogati, emarginati, handicappati, gente con visione parziale della vira, solo terrena, ad esempio, gente che odia, che propugna il delitto contro la vita di ogni età e l'immoralità più assurda; abbiamo i figli soli del divorzio, alienati spesso perché senza famiglia, ammalati, moribond...

Pier Paolo Pasolini: Educare al valore della sconfitta

Immagine

Riccardo Muti: La musica va insegnata ovunque

Immagine
--> Non ho mai visto un’orchestra a cui piaccia suonare male, ma per suonare bene devi essere sereno, devi sapere che puoi permetterti una visita medica e mantenere i figli a scuola. Quando dirigo non mi interessa solo condurre in porto lo spettacolo, riscuotere gli applausi e andarmene, vorrei lasciare un seme alle persone con cui ho lavorato. I direttori sono mobili, ma i teatri sono stabili, in tutti i sensi, e devono poter crescere dove hanno le radici. Il mio amore per l’Italia è enorme e mi sento in debito. Vengo dai conservatori italiani, che hanno dato una chance a un ragazzino nato a Napoli e cresciuto a Molfetta che poi è finito a dirigire quattro volte i concerti di Capodanno a Vienna. In televisione musica significa bambinetti allo sbaraglio che imitano gli adulti su palchi luccicanti; mentre nessuno fa vedere esperienze straordinarie come la banda cittadina di Delianuova, in Calabria…ottanta ragazzi di disciplina oxfordiana che hanno preso i...