mercoledì 10 dicembre 2014

Umberto Galimberti: Come reagire al nichilismo:

Umberto Galimberti, parlando ai giovani sul nichilismo, li invita a superare la rassegnazione e a reagire.

Che significa nichilismo? Che i valori supremi perdono ogni valore. I valori non sono entità metafisiche che scendono dal cielo o hanno fondamenti immutabili. I valori sono dei semplici coefficienti sociali con cui una società cerca di vivere con la minor conflittualità possibile. Prima della Rivoluzione Francese, ad esempio, la società era ordinata secondo valori gerarchici, dopo la rivoluzione la società si regolò, almeno formalmente, secondo i valori di cittadinanza. Se i valori non cambiassero saremmo ancora all'età dei babilonesi. Nichilismo è quando un sistema di valori crolla e non ne nasce un altro...Il futuro, che per la cultura occidentale, su ispirazione cristiana, ha sempre pensato come una "promessa" o almeno come una "speranza", oggi appare come una minaccia, o perlomeno per voi giovani come "imprevedibile".
E quando il futuro è imprevedibile retroagisce come demotivazione. "Perché devo studiare? Perché devo lavorare?"..."Perché devo impegnarmi?" E al limite, "Perché devo vivere?"
Se la situazione è questa, accanto alla strada  del nichilismo passivo di chi si rassegna, abbiamo la strada del "nichilismo attivo" di chi, per averlo guardato bene in faccia, non si nutre di attese, speranze o auspici, ma prende in mano la sua vita, partendo da lì, perché il giovane sa che il futuro è comunque suo, e se non se lo prende, nessuno glielo regala...Avete la biologia a vostro vantaggio e se la rassegnazione non vi divora, anche la fantasia. Forse vi serve solo un po' di forza d'animo.
Emanuele Galimberti

da Emanuele Galimberti, Non ci sono piùvalori? Allora sta a noi trovarli, D la Repubblica 8 novembre 2014


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