lunedì 16 dicembre 2013

La bocciatura, un assurdo pedagogico!



Leggo su Facebook che un bambino è stato bocciato al catechismo. Notizia a dir poco sconvolgente se si pensa che nella scuola dell'obbligo la bocciatura viene oggi ritenuta dalla gran parte degli insegnanti un assurdo pedagogico.
Secondo Maria Montessori e Don Milani, infatti, “bocciare” a scuola è un non senso. La scuola dell'obbligo “promuove sempre” la formazione e l’istruzione di ogni ragazzo: per questo la legge italiana  parla di una scuola per tutti e a misura di ciascuno.
Ma anche andando al di là della scuola, ogni punizione (lo stesso carcere) deve essere sempre vista nell'ottica di una promozione umana e per il recupero della persona. 
Parlare quindi di un  catechismo che boccia, ossia di un catechismo che per aiutare un ragazzo che non è arrivato ancora a maturare coscientemente una scelta di vita cristiana lo si punisce con la bocciatura... è scelta pedagogicamente molto discutibile. 
Purtroppo bisogna anche dire  che ci sono dei tentativi striscianti di restaurazione della bocciatura nella scuola dell'obbligo, a cominciare dalle elementari i cui programmi  sono diventati una sorta di corsi propedeutici di alto livello, nella convinzione che  non è la scuola che deve "abbassarsi" al livello dei ragazzi, ma sono i ragazzi che devono adattarsi alle cosiddette  programmazioni.
Seguendo i compiti di una nipotina che frequenta la prima elementare ho avuto una reazione durissima; mi sembrava di avere davanti compiti molto impegnativi e superiori alle capacità di una bimba di sei anni. Inoltre, ripetute note sul quaderno - poco scolarizzata, distratta  e non sempre interessata – pretendevano dai genitori interventi energici e correttivi, dimenticando che  il compito primario della scuola è quello educativo ossia insegnare a vivere, a costruire buoni rapporti tra le persone, a  vivere un’ esperienza dove si possa maturare nella libertà nell'uguaglianza e nella fraternità. Solo su questo presupposto primario e fondamentale, inizierà   l'istruzione che prevede  la scolarizzazione finalizzata a sviluppare le capacità del bambino, a migliorare la capacità di attenzione, e a stimolare  interesse e  volontà? 
E se un ragazzo non ce la fa ad istruirsi ed apprende con fatica, quel ragazzo – secondo la Montessori - ha poco esercitato il corpo e le mani per cui bisogna proporre nei primi anni dell'obbligo  giochi didattici e lavori manuali dove lui possa maturare attraverso il copro e… domani con la mente, in quanto i tempi per la maturazione non si misurano col calendario solare ed ogni bambino ha il suo specifico ritmo di apprendimento.

2 commenti:

Marco Messina ha detto...

Buongiorno, sono un maestro di scuola elementare. Distinguerei tra la scuola e il catechismo. Nel secondo non è ammissibile nè la promozione nè, tantomeno, la bocciatura, perché il cammino cristiano dura tutta la vita per tutti. Per poter fare la Prima Comunione è sufficiente che la persona distingua le specie eucaristiche dal normale pane da mangiare. Per poter fare la Cresima basta almeno una primaria conoscenza di chi è lo Spirito Santo e scegliere di vivere ispirati da Lui per realizzare in pienezza il proprio Battesimo. Al limite si può consigliare al bambino/ragazzo, e alla sua famiglia, di proseguire ancora per un altro anno la catechesi, al fine di celebrare più degnamente e consapevolmente un sacramento. Ma mai si può, per me, bocciare qualcuno a catechismo. A scuola, invece, è e deve essere diverso. Il voler comunque mandare avanti tutti è una mentalità che ha già prodotto sfaceli, con gente ignorante anche in età adulta e alunni che, dalle medie in poi, ogni anno si trovano a dover combattere le loro lacune e poi si arriva al vero assurdo, questo sì, di bocciare alle scuole superiori di secondo grado. Io penso che dobbiamo sempre, come educatori, chiederci se abbiamo svolto al meglio possibile il nostro compito, tenendo presenti le specificità di ogni bambino e i suoi diversi ritmi e stili di apprendimento. Tuttavia credo che, ove il bambino/a non abbia raggiunto lo sviluppo, almeno germinale, di quelle competenze minime per passare alla classe successiva, sia un atto d'amore fermarlo/a per consentirgli/le di recuperare subito, senza portarsi fardelli sempre più pesanti dietro nel proprio percorso di studi. E' fondamentale non far vivere ai piccoli la bocciatura come un disprezzo o un rifiuto delle loro intelligenza e capacità, ma, anzi, sottolineare come essa sia una possibilità per svilupparle meglio.
Promuovere sempre e comunque tutti, dicendo e dicendoci (forse per convincercene anche noi?) "Poverino" o "Ne soffrirebbe" o "E' troppo faticoso per lui/lei" può, a mio avviso, far crescere solo persone ignoranti e senza la necessaria spina dorsale per affrontare le difficoltà della vita.
Grazie del paziente ascolto.

Marco Messina ha detto...
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