venerdì 8 giugno 2012

"Il Vescovo" di Carlo Maria Martini



I Vangeli non parlano a lungo della non credenza, perché non era a quel tempo di moda.

Oggi ci si definisce volentieri come atei o agnostici, o persone indifferenti al problema di Dio.

Non bisogna illudersi che siano numericamente pochi coloro che appartengono a queste categorie, come pure quelli che vivono di fatto lontani da ogni attività pastorale

Paolo VI si chiedeva costantemente la domanda: “Che cosa penserà o capirà di ciò che dico l’uomo moderno?” Badava molto all’impressione che il suo discorso e la sua azione potevano fare sui non credenti e i non praticanti.

Il vescovo dovrà ricordarsi di essere mandato in una Chiesa locale, cioè in una Chiesa esistente in un luogo, nel quale oggi non tutti possono considerarsi cristiani…Questo determinerà innanzitutto il suo linguaggio, perché esso dovrà essere capito il più possibile anche da coloro che non credono o non praticano.

Carlo Maria Martini

Da Carlo Maria Martini, Il Vescovo, Rosenberg & Sellier, 2012

1 commento:

Anonimo ha detto...

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not be a taboo subject but generally people do not speak about
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