“Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Roberto Faenza

Tony Regbo protagonista del film

Ma cos’è questa vita assurda, si domanda il diciassettenne James, con gli occhi chiusi, in bilico sul ciglione del tetto di casa, pronto a lasciarsi cadere sul selciato. Ma lo scatto improvviso e rumoroso della portiera di un auto lo riporta alla realtà: sua madre che ha appena sposato al terzo marito fa inspiegabilmente ritorno a casa, interrompendo il viaggio di nozze.

Forse qualcosa di nuovo sta accadendo?

E’ l’inizio del film “Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Roberto Faenza, girato in America, e giunto venerdì scorso sui nostri schermi.

Tratto dal romanzo omonimo di Peter Cameron (Adelphi), il film è una acuta indagine nella vita di un adolescente di New York, lasciato allo sbaraglio in una realtà sociale segnata dal vortice del successo, dalla bellezza senz’anima, dall’effimero, dal sesso e dalla droga.

Quel passo indietro di James sul tetto di casa è un campanello che lo scuote e lo porta a reagire e a tentare di capire quale potrebbe essere il senso della sua vita così travagliata e dolorosa.

Gli sarà molto di aiuto la nonna, che vive da sola in campagna. James si sente da lei rispettato e valorizzato per quello che è. Troverà infatti proprio nella stima incondizionata della donna la forza di accettare quel peso di dolore e sofferenza che è costretto a vivere.

“Quello che vale nella vita è amare” dirà la nonna al suo amato nipote pochi giorni prima di morire ed è la consegna che segnerà la rinascita di James, che comincerà a prendersi cura degli altri, a cominciare dalla sua nevrotica e squilibrata famiglia. E lo farà senza giudicare, mettendosi al loro fianco nella condivisone dell’esperienza di ogni giorno.

Uno splendido film che s’impone tra tanta inutile mercanzia e che merita di esser visto. Roberto Faenza è stato magistrale nella sua indagine tutta interiore, senza mai scivolare nel sentimentalismo o nel patetico, avvalendosi di attori molto bravi, di bella musica e di una fotografia luminosa.

Commenti

Post popolari in questo blog

"...E miglia da percorrere" di Robert Frost

Francesco D'Assisi: Chi lavora con le mani, la testa e il cuore

Ennio Flaiano: C'è un limite al dolore