mercoledì 14 settembre 2011

Non c'è pace senza giustizia

dallo spettacolo Streetlight del Gen Rosso

Non c’è pace senza Giustizia: quali che siano le nostre convinzioni, dovrebbe essere possibile aderire a questa idea.

La pace non può essere imposta dall’alto, come la voleva la pax romana (ora americana): mentre a torto o a ragione una parte della collettività si crederà vittima di ingiustizia, essa si sforzerà di ottenere giustizia, con la forza se necessario, sostituendo così la violenza o la guerra alla pace.

Noi pensiamo che la pace non va intesa come l’assenza di guerra, ma come una pace sociale che placa la violenza. E ogni società deve trovare il proprio modo di funzionamento che porti ciascuno dei propri membri a un sentimento di giustizi.

Nei nostri paesi occidentali, la democrazia, se pure imperfetta…ha permesso di far regnare la pace per più di mezzo secolo. Non è necessariamente un modello da esportare tale e quale in altre parti del mondo, dove andrebbe subito vissuta come oppressione da parte di chi è al potere su chi non ce l’ha. Ciononostante, non sarà un caso se l’Europa dell’ovest è probabilmente la parte del mondo dove c’è meno violenza, quindi più pace, perché la giustizia sociale è più grande e distante dalla legge della giungla che spesso regna nei paesi poveri e dall’ultraliberismo anglosassone che privilegia l’individuo rispetto al corpo sociale.

Michel Teboul

da "Non c'è pace senzagiustizia" di Michel Tebul : Atti del convegno "In dialogoper lapace" del Moviemento dei Focolari

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