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Papa Francesco: No alla guerra!

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Guerra in Siria Ci siamo posti in ascolto della voce dei poveri, dei bambini, delle giovani generazioni, delle donne e di tanti fratelli e sorelle che soffrono per la guerra; con loro diciamo con forza: No alla guerra! Non resti inascoltato il grido di dolore di tanti innocenti. Imploriamo i Responsabili delle Nazioni perché siano disinnescati i moventi delle guerre: l’avidità di potere e denaro, la cupidigia di chi commercia armi, gli interessi di parte, le vendette per il passato. Aumenti l’impegno concreto per rimuovere le cause soggiacenti ai conflitti: le situazioni di povertà, ingiustizia e disuguaglianza, lo sfruttamento e il disprezzo della vita umana.  Si apra finalmente un nuovo tempo, in cui il mondo globalizzato diventi una famiglia di popoli. Si attui la responsabilità di costruire una pace vera, che sia attenta ai bisogni autentici delle persone e dei popoli, che prevenga i conflitti con la collaborazione, che vinca gli odi e superi le barriere con l’incontro e ...

La favola del Porcospino.

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Durante l'era glaciale, molti animali morivano a causa del freddo. I porcospini, percependo la situazione, decisero di unirsi in gruppi, così si coprivano e si proteggevano vicendevolmente, però le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini, giustamente quelli che offrivano più caldo. Per quel motivo alcuni decisero di allontanarsi dagli altri ma cominciarono di nuovo a morire congelati. A quel punto o sparivano dalla Terra o accettavano le spine dei compagni. Con saggezza, decisero di tornare a stare insieme. Impararono così a convivere con le piccole ferite che la relazione con un simile molto prossimo può causare, poiché la cosa più importante era il caldo dell'altro. E così sopravvissero. Morale della favola: La migliore relazione non è quella che unisce persone perfette, è quella dove ognuno impara a convivere coi difetti degli altri, ad ammirare le sue qualità ed ad avere bisogno sempre del suo fianco.

Budda: Il valore del silenzio e della parola

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Punto di partenza per il dialogo

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Ascoltandoci reciprocamente e fraternamente, abbiamo constatato la validità dei rispettivi valori; magari espressi in termini diversi ma fondamentalmente simili: quelli insiti per così dire nel DNA di ogni uomo, quali la fratellanza, la coscienza di appartenere all'unica famiglia umana, l'attenzione responsabile alla necessità dei propri simili. Abbiamo aperto gli occhi e il cuore ai tanti bisognosi ed emarginati in varie parti del mondo o addirittura nostri concittadini e abbiamo insieme, portato aiuto. Claretta Dal Ri - Arnaldo Diana da Le ragioni della convivenza, Atti del Comvegno Castelgandolfo 1-3 giugno 2001

Claudia Pin᷉eiro: Superare le liti

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Claudia Pineiro foto di Alejandra Lopez Com’è l’Argentina oggi? Un posto pieno di energia, ma con problemi che paiono eterni. Come le liti: politicamente o stai da una parte o stai dall’altra, non sono permessi punti di vista più articolarti. Poco a poco sta cambiando, per fortuna: non si può continuare così.  Questa intransigenza ha provocato rotture di amicizie, in qualche famiglia hanno smesso di parlarsi. Claudia Pin᷉eiro da Maria Laura Giovagnini, "Architetto omicidi fantasiosi ma sono (troppo) buona, credetemi"  IO Donna 10  maggio 2014

Joahn Galtung: Dal conflitto al dialogo

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Joahn Galtung Il conflitto è il motore del cambiamento e io lo  intendo in due significati opposti. Come pericolo ma anche come opportunità. Dal conflitto può scaturire un invito a cambiare attraverso il dialogo: cosa possibile se si ha un’immagine positiva del futuro. Dialogare significa crescere insieme, come quando pongo domande al mio interlocutore che stimolino al cambiamento e alla costruzione: non affronto, per esempio, chi ha in mano il potere in Myanmar accusando: Voi siete contro i diritti umani. La domanda che pongo è invece: come vede lei, signore, il Myanmar del futuro? Quale è il Myanmar dei suoi sogni? Come desidererà vivere  in futuro?... L’unione europea è sicuramente un buon modello, ma bisogna lavorare sui diritti  intrastatali. Sono quelli che mancano. Tutti devono poter vivere in un contesto dove poter soddisfare i bisogni fondamentali, dove ognuno possa votare e partecipare, e dove tutti possano vivere liberamente la propria cul...

Riccardo Muti: Insegnare musica fa bene

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L’ignoranza della musica è ignoranza delle proprie radici e senza radici la pianta muore. Non posso che dispiacermi per il disinteresse verso la musica che mostra questo nostro paese. Ai bambini si insegna a cantare  “L’elmo di Scipio” e loro si chiedono: ma chi era ‘sto Scipio…" La musica è medicina dell’anima ed è fondamentale  per la società, perché mostra che specificità diverse possono convergere nello stesso punto…Quanti teatri ci sono in Lucania? Chi vuole fare musica nel Sud  deve affidarsi ai dischi, perché anche la televisione non ha attenzione per la musica sinfonica e le orchestre. Non è giusto…Nei Conservatori italiani si diplomano centinaia di ragazzi che poi non ce la fanno e vanno a afre altri mestieri…In Corea ci sono 30 orchestre. E’ ora di cambiare e ritrovare la fierezza di essere italiani e non per stupido nazionalismo, ma per la nostra storia. Riccardo Muti da Anna Bandettini: Muti: Insegnare musica fa bene al Paese, La Repubblica 10 ...