venerdì 21 ottobre 2011

La morte di Gheddafi in televisione

"Gheddafi dopo la cattura" foto di Philippe Desmazen

Le immagini crudeli della morte di Gheddafi ripresa in diretta e spiattellata su tutte le televisioni mi hanno fatto riflettere sul degrado globale al quale si è assoggettata l'informazione per immagini.
Per quanto crudele, assassino, pazzo o sanguinario, nessun uomo deve essere barbaramente giustiziato.
Al contrario, deve essere catturato e assicurato a una giustizia equa, indipendente e sovrana, cioè scevra da condizionamenti politici.
Questa è l'eredità dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese, l'eredità che ha creato l'occidente così come lo conosciamo, la democrazia rappresentativa e l'idea di stato.
In nome di questa idea di giustizia, di equità e di dignità, nessun uomo deve morire ripreso dalle telecamere o dai telefonini, e se anche lo fosse, nessun editore o proprietario di network di informazione dovrebbe consentire la diffusione di quelle immagini.
C'è un limite alla libertà di informazione e al diritto di cronaca, e questo limite è la dignità della persona umana, che è e resta persona umana anche se infame, assassino, stragista e sanguinario.
Il diritto inalienabile all'habeas corpus vale per tutti e in ogni caso.
Se violato per uno (anche se assassino pazzo sanguinario) può essere violato per tutti.
E questo, per chi si occupa di informazione per immagini, non è di sicuro un OT.

Michele Vacchiano

2 commenti:

riccardo salvetti ha detto...

ma smettetela di ragionare da finti moralisti! han fatto bene ad uccidere quel fantoccio! anzi, c'è troppa poca crudeltà. fin che una persona è in vita se ne parla come e dove, quando muore invece si cambia versione diventando tutti finti moralisti! tze....

riccardo.

pillandia.blogspot.com ha detto...

Per 40 anni ho odiato Gheddafi. Iniziai da bambino, quando il mio compagno di banco era il figlio di una famiglia di italiani appena espulsi dalla Libia in malo modo. Continuai ad odiarlo poi, quando sequestrava i nostri pescatori siciliani, quando parlava a vanvera e quando ci mandava maledizioni.

Da alcuni mesi, invece, l'avevo rivalutato, per il semplice motivo che quando tutti si mettono contro uno solo io di solito tifo per quello solo. Il branco, la mafia internazionale di Obama, Sarlozy, Berlusconi, Cameron ecc... tutti contro quello che poco prima ricevevano, riverivano e perfino baciavano.

Poi, la barbarie dei Libici, un popolo di traditori e di voltagabbana, come quegli italioti che uccisero Mussolini nel 1945 dopo 22 anni di riverenza o come quei rumeni che nel 1989 infierirono fino alla morte contro Ceausescu, uno troppo grande per loro. Ma che bel coraggio, infierire contro uno e solo in quel modo barbaro...

Gheddafi è morto da grande della storia, che ha scritto senza subirla e senza fuggire dal suo Paese, resistendo fino all'ultimo respiro. Sia reso l'onore delle armi a Gheddafi ed a tutti i suoi fedelissimi che, fino alla fine, hanno resistito e si sono sacrificati anche sapendo che avrebbero perduto tutto.