mercoledì 4 giugno 2014

Promuovere vere cooperative di lavoro in ogni scuola

giovani progettano a scuola
Ho sempre pensato che la crisi della scuola italiana è essenzialmente dovuta ad una eccessiva teorizzazione di tutti i processi formativi, venendo meno il progettare e il fare anche lì dove dovrebbe avere un posto privilegiato: negli istituti tecnici e professionali. 
L’uomo si forma applicando la mente ma anche le braccia. Purtroppo nelle nostre scuole le braccia vengono usate solo per scrivere e tutto al più per sfogliare libri. Finanche la scuola media inferiore ha spesso trasformato l’educazione tecnica, musicale e artistica in educazione teorica facendo studiare ai ragazzi pagine e pagine di storia dell’arte, della musica e della tecnica.
Penso che ore di attività manuali siano indispensabili a tutti i ragazzi e giovani di ogni tipo di scuola Se poi queste attività pratiche potessero diventare anche socialmente produttive allora sarebbe l’optimum. Si contano sulle dita della mano, in Italia, scuole che si prefiggono questi obiettivi di crescita integrale dei nostri giovani e di produttività sociale. Avendo insegnato per 35 anni nella scuola inferiore e superiore ho buone ragioni per credere che il rifiuto spesso violento dell’istituzione scolastica è dovuto essenzialmente all’incapacità della scuola italiana ad incanalare le energie vitali dei giovani in appropriati itinerari formativi che tengano in conto lo sviluppo mentale e quello pratico e manuale, senza per questo trascurare gli strumenti culturali di base che sono indispensabili per potersi destreggiare in questo mondo e per non farsi sopraffare dal potere.
Una circolare ministeriale prevede che in ogni scuola si possono dedicare ore curricolari per formare i giovani alla cooperazione e realizzare delle vere e proprie cooperative di lavoro, socialmente produttive. Pochissime le scuole che hanno realizzato questo progetto.

P. L. L.

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