mercoledì 20 aprile 2011

Fraternità e coraggio nei film di Frank Capra


Il regista americano Frank Capra (1897-1991) molto amato dal pubblico di tutto il mondo per le sue favole ricche di umanità ma anche di forte critica al potere politico – per la qualcosa fu tacciato in patria di essere una spia sovietica – era convinto che “il genere umano aveva bisogno di vedere rappresentate le sue verità: che l’uomo in fondo in fondo è buono, un atomo vivente di divino, che essere amorevoli verso gli altri, amici o nemici che siano, è la più nobile virtù e che i film devono essere fatti per dire queste cose, per far da barriera contro la violenza e la brutalità, per guadagnare tempo nell’opera di smobilitazione dell’odio.” Era solito affermare la frase “un uomo, un film” per dire che l’unità dell’opera cinematografica è nel regista. Se un regista vende la sua ispirazione per soldi, l’opera d’arte è compromessa. Per le sue idee, nonostante i grandi successi, non fu molto amato a Hollywood e molti critici lo definirono demagogico e populista . Oggi lo si riscopre e si pubblicano saggi su di lui. Uno dei suoi film da vedere, di grande attualità, è “Lo Stato dell’Unione” con Spencer Tracy e Katharine Hepburn e distribuito in Italia dalla Cecchi Gori

Riportiamo due passi dalla sua autobiografia “Il nome sopra il titolo” (1971) edita in Italia da Lucarini.

“Negli anni 60 si sentiva nell’aria il cambiamento. Forse un violento cambiamento. Forse, ancor più di prima della guerra, c’era bisogno di film che parlassero di comprensione e suggerissero a questi cuori confusi, ansiosi, arrabbiati: ‘Fermatevi! La violenza ci fa regredire. Non cadete in preda all’odio. Non abbiate paura di amare. Avete il compito di far evolvere il mondo verso la fratellanza, la tolleranza e la pietà umana’.”

“Agli artisti che appartengono, o aspirano ad appartenere, al gruppo privilegiato di registi del principio ‘un uomo, un film’ mi permetto di suggerire: ‘Non scendete a compromessi. Perché solo i coraggiosi possono creare. E solo chi è capace di osare dovrebbe fare i film. Solo chi ha coraggio morale è degno di parlare ai suoi simili per due ore al buio. E solo chi è integro sul piano artistico può conquistare e mantenere la fiducia della gente’.”

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