sabato 26 marzo 2011

"Le donne" di Mariapia Bonanate


Molte donne, tenendosi idealmente per mano, hanno attraversato e attraverseranno i secoli futuri con il coraggio che sale dalle loro visceri e dal loro utero, anche da quello che non partorisce fisicamente. Che lottano per la pace e la sopravvivenza, dopo aver capito come scrive Etty Hillesum che la vita è difficile ma non grave e che una pace futura potrà essere veramente solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato questo odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore.1

Le mie amiche suore sono rimaste, in prima linea, a combattere le loro battaglie con quell’arma segreta che risulta vincente: la donazione totale e gratuita di se stessi agli altri. Più che mai sole, nello smarrimento della società civile e religiosa, più che mai determinate a costruire un futuro dove la luce vinca il buio. Le ha preservate quella pienezza umana che “il genio femminile” esalta nella normalità del quotidiano, sentinelle vigili e sempre pronte a difendere la vita e i suoi valori, a proporre significati profondi e immutabili che riparano dalla disperazione e dalla resa. 2

Più si ama l’umanità ferita, più si grida forte la propria indignazione, il “giusto sdegno” di Dante, per denunciare, a rischio spesso della vita, le ingiustizie e le violenze che alimentano “le nuove povertà”. Proprio in questa simbiosi di pietas e di forte indignazione, coraggiosamente manifestata, di profonda spiritualità e di appassionato impegno civile, sta la novità di “soggetti politici”, vigorosi e scomodi, che sanno tener testa anche ai potenti di turno.3

Mariapia Bonanate

1- Mariapia Bonanate “Donne che cambiano il mondo” Mondatori; 2- “Suore vent’anni dopo” Paoline; 3 – da un’intervista di Claudio Magris, Corriere della Sera

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