Poesia e libertà in Pierluigi Cappello


Questo brano è tratto dall’intervista di Gianluigi Colin al poeta Pierluigi Cappello


La libertà per Pierluigi Cappello appare come un Canto di aprile: “Noi cantiamo perché teniamo duro/ il nostro morire è per il nascere dei figli/ quando cantiamo alziamo lontano/ dal buio del boscon al cielo d’aprile/ il fuoco del nostro sangue, per il domani”. Forse la vera libertà per Cappello è proprio nella poesia: "Una libertà vastissima ma dettata dall’indifferenza dei più. E non solo: c’è poco confronto anche tra la comunità dei poeti. Eppure la poesia ha in sé tutti i tempi di questa civiltà: testri brevi come gli slogan pubbliciati, ad esmpio. Con una differenza: la poesia porta in sé la postura dei sentimenti che vengono rimossi. La poesia ha in sé, insieme, l’idea di morte e vita. E questo rappresenta la sua forza irripetibile”.

“La poesia è una forma di resistenza perché ti insegna a sentire le cose senza appropriartene: illumina le cose da dentro e lelibera. La vera poesia in qualsiasi modo si esprima è sempre fuori mercato. Per questo è pericolosa e disturba il potere”.

Gialuigi Colin

Corriere della Sera 8 agosto 2010.

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