mercoledì 24 luglio 2013

Pier Giorgio Colonnetti, un amico

Pier Giorgio Colonnetti

Ci ha lasciati da pochi giorni l'amico Pier Giorgio Colonnetti. Riportiamo il ricordo di Raffaella Bellucci Sessa che ha vissuto con lui una profonda esperienza di dialogo.

Ho conosciuto Pier Giorgio circa 25 anni fa, quando fui chiamata dalla sorella maggiore Elena ad occuparmi della Fondazione, con sede a Torino, che i loro Genitori avevano voluto in ricordo del fratellino Alberto. Da subito con la famiglia Colonnetti si stabilì un rapporto cordiale, aperto, al di fuori delle convenzioni. Pier Giorgio non veniva spesso a Torino, ma nei brevi incontri si parlava di tutto. Sapevo che apparteneva al Movimento dei Focolari, ma avevo nei confronti di questo pregiudizi antichi, retaggio di esperienze di confine fatte negli anni Settanta nella cosiddetta “chiesa del dissenso”, che mi avevano definitivamente allontanata dalla fede. Durante uno dei nostri incontri trovò una breccia, e mi propose di conoscere una coppia del Movimento, i Cataldi, che stava organizzando a Torino un gruppo di dialogo fra persone di diverse convinzioni. Vi presi parte, caddero velocemente i pregiudizi, mi ci impegnai a fondo e con passione, ne faccio parte ancora oggi e posso affermare che è diventato il centro della mia vita.
Il rapporto con Pier Giorgio continuò sempre così, con al centro la Fondazione, i suoi problemi, le sue prospettive: non sempre eravamo d’accordo, lui concreto e razionale, io idealista e sempre forse troppo ottimista nel mio desiderio di portare avanti un’Istituzione che veicola valori, pur in difficoltà economiche ormai devastanti. Ma sempre i nostri sguardi si incrociavano diretti e sereni, quel dialogo a cui mi aveva portata non veniva mai a mancare, sempre trovavamo un punto di incontro. Fino all’ultima telefonata, un mese fa, in cui lo rassicurai che stavamo facendo tutto secondo le sue indicazioni, e che soprattutto all’interno del Consiglio di amministrazione avevamo ritrovato una serenità, un’armonia come mai era accaduto, come sicuramente a lui stava particolarmente a cuore.
Questo mi rimane di Pier Giorgio: l’apertura totale all’ascolto, al dialogo, pur nella sua adesione ad un’etica rigorosa ma mai rigida, mai al di fuori dell’altro da sé. Ero accolta come una sorella, ed un fratello sento di aver salutato. Non perso. Mi rimane la sua Famiglia, con ciascuno ho un legame forte; mi rimane tutto ciò che ho imparato da lui, tutto ciò a cui con discrezione mi ha avvicinata, a partire da Chiara; mi rimane lui, interiorizzato, presente, e sono certa che continuerà a guidarci nella giusta direzione.

Grazie Pier Giorgio.

Raffaella Bellucci Sessa

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