giovedì 18 aprile 2013

Gli imprenditori non sono speculatori o faccendieri






In generale, come dice l’economista Luigino Bruni[1], la classe dirigente non ha avuto uno sguardo benevole verso il lavoro, il commercio e le imprese. 
Gli imprenditori sono stati guardati molto spesso come affaristi perché trafficavano beni privati. Sarebbe stato, invece, buono il denaro speso dagli Amministratori politici perché quel denaro aveva come scopo il bene comune. Così il debito pubblico sarebbe diverso e moralmente migliore dei debiti e crediti privati, in quanto questi ultimi nascevano da interessi e egoismi particolari.
Niente di più falso e distorto! Dobbiamo, invece, guardare politicamente e culturalmente i nostri imprenditori in modo nuovo e diverso: dobbiamo sentirli alleati per lo sviluppo e il lavoro. Dobbiamo finirla  di confondere i veri imprenditori e la loro azione e vocazione civile con gli “speculatori” e coi “faccendieri” che imprenditori non sono.
Guardando la situazione in Italia, non possiamo considerare i nostri imprenditori meritevoli di essere pubblicamente vessati e penalizzati con aggravi di tasse, dimenticando che essi svolgono un servizio pubblico, che creano sviluppo e lavoro. Tassare ulteriormente  questi nostri imprenditori che rischiamo personalmente, con prospettive spesso incerte, è un vero “peccato sociale di cui siamo tutti responsabili se restiamo passivi e silenti”.
Francesco d’Assisi inseriva gli imprenditori tra i pauperes, ossia tra i poveri, in quanto essi “non erano percettori di rendite ma vivevano di redditi sottoposti al mercato, alle sue incertezze e avversità.”
Oggi come ieri l’imprenditore vero è l’unico “che rischia i propri talenti e le proprie risorse per creare beni e lavoro. Non vive di rendite e quindi, se non crea e innova, cade a terra. E può cadervi anche innovando e facendo bene il proprio mestiere: lo stiamo vedendo troppe volte in questi tempi di crisi”
Per questo sentiamo fortemente che occorre ridare fiducia e stima ai nostri imprenditori. Come pure  è indispensabile che i Governi vadano incontro con coraggio alle loro esigenze reali e sostengano il loro spirito di iniziativa con politiche adeguate.





[1] Luigino Bruni, Trappola da smontare, Avvenire domenica 6 aprile 2013
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