giovedì 10 aprile 2014

"L'indifferenza" di Antonio Gramsci

Antonio Gramsci (1891-1937)

L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Antonio Gramsci

2 commenti:

Michele ha detto...

Grazie Pasquale per aver pubblicato questi pensieri di Gramsci, pensieri su cui stabilire un "dialogo costruttivo" con tanti che vanno alla ricerca di valori, ormai smarriti dalla nostra societa'. E un'opportunita' per poter continuare un dialogo con alcuni miei amici.
Michele Troiano.

Lina Quarantiello ha detto...

Il brano di Gramsci è bellissimo e così profondo da darci una frustata sulla schiena. Sembra di vedere l'immagine della nostra bella Italia,spesso nelle mani di chi senza scrupoli si fa avanti per primo.